Fonte: La Stampa pagina di Alessandria 06.05.08

Per il 7 Giugno una marcia da Rivalta a Tortona

In piazza contro il bioetanolo

Global Project Alessandria - Martedì 6 maggio 2008

Scenderanno in piazza gli abitanti di Rivalta Scrivia per manifestare contro l’impianto di bioetanolo che l’imprenditore Guido Ghisolfi vuole realizzare nella frazione di Tortona. Hanno già deciso la data, sabato 7 giugno, ma non ancora le modalità della manifestazione, che chiamerà a raccolta tutti i tortonesi contrari all’impianto. Nei prossimi giorni si deciderà se organizzare un corteo pomeridiano oppure una fiaccolata notturna.

La notizia che si sta lavorando all’organizzazione di una manifestazione è emersa l’altra sera, durante l’assemblea pubblica che si è svolta a Rivalta Scrivia, in piazza Elemento, indetta dal Comitato civico «Per Rivalta Vivibile», e che ha visto una grande partecipazione di pubblico. All’appuntamento si sono infatti presentate oltre 200 persone. Una serata all’aperto, che è iniziata con una dichiarazione del presidente del Comitato rivaltese, Enzo Pernigotti, il quale ha attaccato l’amministrazione comunale per non aver concesso l’utilizzo della sede della Pro loco, che si trova a pochi metri dalla piazza. «La sede della Pro loco - ha detto Pernigotti - è un immobile del Comune che viene utilizzato pochissimo: è stata fatta costruire appositamente per i cittadini, ma come vedete non possiamo usarla perché l’amministrazione comunale non ce l’ha concessa. Siamo fortunati che questa sera non piove». Per l’evento, a Rivalta Scrivia sono giunte anche le telecamere della Rai: era un’assemblea importante alla quale hanno partecipato anche responsabili di altri Comitati italiani. La Comunità locale di Rivalta Scrivia, in lotta contro la costruzione di quello che è preannunciato come il più grosso impianto europeo di produzione di bioetanolo da mais, ha voluto incontrare le altre comunità che si battono per difendere i beni comuni e la propria terra. Tutti hanno portato la loro solidarietà agli abitanti di Rivalta, per la difficile battaglia contro l’impianto di bioetanolo.

Alberto Perino dei Comitati «No Tav» della Val di Susa, ha detto che le battaglie intraprese dai cittadini come quella del bioetanolo e contro la Tav, non sono mai fini a se stesse. «Ci battiamo per il futuro dei nostri figli - ha affermato Perino - siamo contro chi vuole trasformare l’Italia in una piattaforma logistica e stiamo creando una rete di Comitati che si oppone a certe realizzazioni. Le sole battaglie che si perdono sono quelle che si abbandonano». Anche Olol Jackson, del presidio permanente «Dal Molin» contro l’ampliamento della base Nato di Vicenza, ha spiegato ai rivaltesi che cosa bisogna fare per opporsi a certi insediamenti. «Dobbiamo fare corpo collettivo - ha detto Jackson -, non bisogna permettere che i politici decidano sopra la testa della gente. I nostri governanti devono capire che se tanti cittadini si oppongono a certi insediamenti, un motivo ci sarà pure. Noi non siamo contro la politica del fare, ma siamo per il fare bene. E siamo qui per vincere le battaglie e non per partecipare». Ultimo intervento quello di don Andrea Gallo, l’anziano fondatore e coordinatore della Comunità San Benedetto al Porto di Genova (è presente anche in provincia di Alessandria), che ha elogiato i rivaltesi per la partecipazione in massa alla serata incoraggiandoli a continuare la battaglia in difesa della propria terra.

Al termine dell’assemblea, i componenti del Comitato civico “Per Rivalta Vivibile” hanno invitato tutti a partecipare alla grande manifestazione pubblica del 7 giugno, «una vera e propria prova di forza, che potrà risultare decisiva per il futuro: se dovesse fallire per la scarsa partecipazione, infatti, sarà davvero difficile continuare ad opporsi all’impianto». «Con l’iniziativa svoltasi l’altra sera - commenta Enzo Pernigotti - il Comitato “Per Rivalta Vivibile” ha dato inizio al percorso di lotta alternativo, già preannunciato, contro le prepotenze dell’amministrazione comunale e dei “baroni” locali. L’assemblea pubblica promossa nella frazione aveva lo scopo di far conoscere la nostra lotta ad una platea più ampia di quella locale e a raccogliere consensi e collaborazione fra organizzazioni che hanno già conquistato visibilità a livello nazionale grazie al loro impegno, alla loro capacità organizzativa e alla determinazione nella lotta».