
Alcune notizie pubblicate oggi sui giornali locali ci ricordano, sulla scia dei fatti di Verona, come l’atteggiamento securitario dell’amministrazione trasformi e plasmi l’intero panorama cittadino ed abbia conseguenze dirette sui nostri comportamenti e sulle nostre vite.
La carta dei sindaci sulla sicurezza, redatta da Tosi e Vignali e firmata dai sindaci di 15 medie città italiane, non è stata solo una dichiarazione di ‘cattive intenzioni’, bensì l’inizio di una serie di provvedimenti che mirano a modificare radicalmente la faccia della città, i rapporti tra i cittadini, gli spazi di agibilità politica e il ruolo delle forze dell’ordine.
L’Assessore alla Sicurezza Urbana e Polizia Municipale, Monteverdi, dopo aver firmato una convenzione con i Carabinieri, che permetterà ad ex militari in pensione di effettuare ronde nei parchi della città nelle vesti di "volontari della sicurezza", annuncia ora l’inaugurazione di un corso di formazione per vigili urbani per l’utilizzo di nuovi manganelli.
Non sono ancora in dotazione, e non sono più chiamati ‘manganelli’, ma ‘mazzette distanziatrici’: sono bianchi, rigidi o allungabili, con il manico zigrinato, e non servirebbero per picchiare ma come ‘dissuasori’.
Ma cambiare nome e colore non può cambiare il senso delle cose, né la loro funzione.
Sulla funzione particolare di questi dissuasori ci illumina il Comandante dei Vigili Urbani Emma Monguidi:“[Il nuovo regolamento] rivede l’organizzazione ed esalta la peculiarità del corpo”.
Un ‘corpo’ dei vigili finalizzato quindi a ‘regolamentare’, controllare, sorvegliare e punire il nostro corpo.
Ecco cosa dice sul nuovo manganello un vigilie intervistato: “Di questi tempi non se ne può fare a meno soprattutto per la presenza di clandestini. Possono verificarsi però anche situazioni in cui il vigile debba difendersi da qualcuno che va in escandescenza”. Rincara la dose Monteverdi: ”Se l’iniziativa avrà successo si potrà estendere agli ex agenti di polizia municipale, vigili del fuoco e protezione civile”.
Dopo la caccia all’uomo contro i venditori ambulanti (con inseguimenti in pieno giorno al mercato del mercoledì o del sabato mattina), dopo i rastrellamenti nella zona della stazione alla ricerca di migranti senza documenti, (con le camionette a chiudere le vie di fuga), le ronde non sono cosa solo da leghisti, ma oggi divengono forme legalizzate di "partecipazione alla sicurezza".
Ecco come in nome della sicurezza si produce un’insicurezza generalizzata che trasforma le città in luoghi fertili per intolleranze e discriminazioni, dove si consumano aggressioni razziste e xenofobe, abusi di potere e di ruoli in nome della legge, e non. Una non-sicurezza che disgrega, spaventa e ferisce, che mira a traformare i nostri comportamenti e le nostre vite.
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