Fonte: Tribuna di Treviso del 4 giugno

Treviso - BastionContrario: Festa Ubik, mura vietate a naziskin e Fn

Treviso - Mercoledì 4 giugno 2008

Da oggi «Bastion contrario». Dopo le intimidazioni dell’estrema destra, la sinistra chiede controlli accurati. I centri sociali: «Paura? No, siamo sereni»
Festa Ubik, mura vietate a naziskin e Fn

Clima tesissimo, il «cordone» della Questura. Stasera si proietta «Nazirock»

L’estrema destra dovrà tenersi lontana dal Bastione San Marco per tutta la durata di «Bastion contrario», la festa organizzata dal centro sociale Ubik Lab e associazione Ya Basta sulle mura di Treviso. Questa la disposizione fondamentale in materia di sicurezza decisa dalla Questura, che da oggi vigilerà sul tranquillo svolgimento della cinque giorni di musica e eventi con presidio «fisso ma discreto». Ma il clima in città resta teso.
L’aggressione avvenuta l’anno scorso, quando notte tempo un gruppo di neonazi fece irruzione alla festa con bastoni e catene pesa, e non poco. Ma a surriscaldare il clima dell’edizione annuale di «Bastian contrario» (festa di musica e cultura legalmente autorizzata) si sono aggiunti però altri gravi fattori. Il primo: lo scontro tra amministrazione e Ubik Lab per la concessione dello spazio; con il Comune che prima si oppone e poi, dopo furenti polemiche, cede. Il secondo: le indimidazioni arrivate dai due principali schieramenti dell’estrema destra, Forza Nuova e Fiamma Tricolore, che prendendo spunto dall’intenzione degli organizzatori di proiettare il documentario «Nazirock» (stasera), hanno minacciano «presidi contro l’apertura della Festa» (Fiamma), e «diffide formali contro Ubik Lab» (FN). Il terzo: le affermazioni del vicesindaco Giancarlo Gentilini, tanto convinto sostenitore delle ragioni dell’estrema destra quanto strenuo oppositore dell’iniziativa dei centri sociali («Fosse stato per me non avrei dato nessuna autorizzazione»). Parole che hanno mandato su tutte le furie la sinistra gettando altra benzina su un fuoco già alto.
E gli occhi di tutti si sono concentrati ovviamente sulle Forze dell’ordine, chiamate a vigilare sul regolare e tranquillo svolgimento di quella che nonostante tutto il polverone politico resta una festa estiva. Di qui le decisioni del questore: negati gazebo, cortei, volantinaggi o altre forme di propaganda da parte dell’estrema destra nelle vicinanze del «Bastion contrario»; vigilanza rafforzata; presidi di polizia perenni ma discreti e calibrati. «Non vogliamo blindare una festa - spiega il questore Filippo Lapi - è un evento ricreativo, e non può essere chiuso da un cordone di polizia. Faremmo tutto ciò che serve per evitare eventi spiacevoli». L’Ubik plaude: «Non deve prevalere la paura - dice Fabio Tomaselli del centro sociale - Bastion è una festa, è questo il senso che alla fine deve prevalere». L’Anpi, che spalleggia la manifestazione è serena: «Le minacce dei neonazi non ci intimidiscono - dice il presidente Umberto Lorenzoni - Ne abbiamo passate di peggio. Sarà una bella manifestazione». Da oggi, in città, si incrociano le dita. (f.d.w.)