Monfalcone - Dipende da noi cambiare le nostre città

La cronaca, le corrispondenze ed i contributi audio

Venezia Giulia - Sabato 7 giugno 2008

E’ iniziato l’happening antiproibizionista-culturale nella piazza centrale di Monfalcone. "Dipende da noi cambiare Monfalcone, dipende da noi cancellare il razzismo, dipende da noi fermare il proibizionismo, dipende da noi impedire il nucleare", queste sono alcuni dei concetti espressi da questa iniziativa. Dopo la perquisizione di Officina Sociale e quindi dei locali dei progetti che esprime, in primis il progetto di riduzione del danno "Drop-In", oggi una parte di cittadinanza è in piazza per portare tutte le contraddizioni del territorio e per dire con forza che è necessario cominciare a pensare e costruire una città diversa dal laboratorio di guerra e repressione che è diventata in questi anni. Vogliamo vivere la città come un laboratorio di convivenza e di nuove forme di cittadinanza, non come un lager a cielo aperto.

Cronaca e contributi audio:

Dal proibizionismo al controllo delle città e delle persone, Stefano, della Rete degli Spazi Sociali della Venezia-Giulia, ci parla del clima da "lager a cielo aperto" che la presenza del Cpt di Gradisca d’Isonzo sta cercando di imporre nel territorio.
"Io credo che essenzialmente da quando è stato instaurato il Cpt in provincia ci siamo ritrovati a vivere veramente una situazione tremenda, con caroselli di camionette della polizia che vanno su e giù dalla mattina fino alla sera, che entrano ed escono dal Cpt e passano sempre nei nostri territori di Monfalcone...
Si spaccia per sicurezza il controllo dei giovani, non c’è più la possibilità di andare in giro tranquilli i fine settimana perchè si è sicuri di incappare in controlli....Naturalmente in una città come Monfalcone dove grazie al cantiere della Fincantieri la camorra sta prolificando sia nel mercato delle case, sia appunto nel mercato del lavoro, sembra impossibile come siano i giovani e le persone comuni le prime a subire questo "tsunami" di repressione...."
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"Impedire il nucleare" è uno degli slogan scritti sugli striscioni oggi in piazza perchè Monfalcone è una delle quindici città italiane individuate come possibile ubicazione di una centrale nucleare. Dopo l’incidente di pochi giorni fa alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia, parliamo con Mauro Bussani, Presidente provinciale dei Verdi, presente anche lui in piazza oggi.
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Sono diverse le problematicità del territorio che vengono espresse dalla piazza di oggi, con Cristian parliamo del problema della casa.
"Il dato che riportiamo è che in realtà anche nella piazza di oggi viene a galla, negli interventi e nelle partecipazioni, una situazione che di tutt’altro di sicurezza ci parla. La sicurezza percepita dai cittadini è quella semplicemente di non poter far conto su niente, se ci sono problemi di reddito, di lavoro-non lavoro, problemi di accesso al mercato dell’affitto....
Sul tema della casa si può dire che da quando il Partito Democratico è arrivato anche ad ottenere le sedie principali, i posti di potere dell’Azienda Territoriale dell’Ater, c’è stato veramente un continuo richiamare nel dibattito dei concetti della legalità perchè non era possibile che a Monfalcone ci fossero delle case occupate, non era possibile che ci fosse un movimento che rivendicava il diritto alla casa per tutti...."
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Pino di Pino, operatore di strada del Comune di Venezia.
"Rispetto all’appello lanciato dal Drop-in non si può che condividerlo, soprattutto l’impostazione di denuncia di una situazione anche nelle strade, soprattutto fra le giovani generazioni, di un approccio sconsideratamente smodato all’uso di sostanze stupefacenti, come questa cosa poi in un certo senso veda i servizi come il Drop-in di Monfalcone, o le unità mobili in generale, in prima linea a giocarsi poi il proprio ruolo nelle strade e anche a viverci le contradizioni della strada stessa, e quindi ovviamente poi quando un progetto di questo genere viene perquisito, attaccato, accusato di essere al centro di un traffico di sostanze stupefacenti, la cosa non può che risultare in tutta la sua sconsideratezza e in tutta la sua distanza assoluta dalla realtà..."
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Una prima corrispondenza con Luciano, operatore del "Progetto Bassa Soglia - Drop-In" presente all’interno di Officina Sociale.
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