Caminantes - Trasmissione del 14 giugno 2008

Sabato 14 giugno 2008

All’inizio della trasmissione di questa mattina siamo andate in Brasile, per presentare la serata del 18 giugno all’interno dello Sherwood Festival a Padova dal titolo "Crisi alimentare e crisi energetica: gli scenari dei nuovi conflitti: al bioetanolo agli OGM, dai mercati agricoli al nucleare".
Alla serata parteciperà anche Elisa Lindner dell’Associazione Ya Basta Reggio Emilia, che spiegherà che cosa sta succedendo in Brasile rispetto agli agrocombustibili e a questo nuovo tipo di sfruttamento.
In questa intervista Elisa riassume le tematiche che tratterà il 18 giugno, spiegando il significato di "agrocombustibile" e di "agrobusiness", continuando poi ad analizzare il caso del Brasile e le risposte che i movimenti sociali stanno dando in tutto il paese.

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Siamo rimaste ancora una volta in Brasile, questa volta insieme a Carolina Bonelli, giornalista di "Volontari per lo sviluppo", un mensile che si occupa di cooperazione internazionale.
Gli indios della Terra Indigena (TI) Raposa Serra do Sol, nello Stato di Roraima, nel nord del Brasile sono in questi giorni riuniti in assemblea per definire le nuove linee guide delle loro proteste e rivendicazioni da esporre alle istituzioni brasiliane, federali e statali, e alla stampa.
Da troppi anni, dagli anni ’70, le loro terre ancestrali sono invase da proprietari terrieri provenienti dal Sud e dalla costa, da coltivatori di riso, di soia, da allevatori di bestiame, da ricercatori d’oro e pietre preziose, senza scrupoli e con chiari obiettivi di arricchimento e di espansione delle proprie attività produttive a danno del diritto delle popolazioni indigene, sancito dalla Costituzione brasiliana e dal diritto internazionale, ad avere un territorio in cui poter mantenere le proprie culture e la propria identità.
Più volte nel corso di questi decenni la TI ha subito le violente incursioni dei sicari di questi gruppi di potere, che non hanno esitato a usare fucili e bombe, anche contro i bambini.
All’interno della TI è stato costruito un municipio di 4.000 abitanti non indigeni, Uiramuta, e la Caserma del 6° plotone dell’esercito (è zona di frontiera); nonostante nell’aprile del 2005, con un decreto di “omologazione” firmato dal Presidente Lula, l’area di Raposa Serra do Sol sia stata definitivamente riconosciuta come Terra Indigena e sia stato ordinato il reinsediamento degli abitanti non indigeni presenti sul territorio, ancora oggi le operazioni per garantire l’esecuzione del decreto non sono state portate a termine e numerosi coltivatori, allevatori e ricercatori d’oro rimangono liberi di portare avanti le proprie attività – anche criminali – sull’area impunemente, raggiungendo spesso posizioni di potere nelle istituzioni municipali e statali.
Negli ultimi giorni sono stati bruciati due ponti riducendo all’isolamento ben 10.500 indios della comunità di Surumu, dove all’inizio di maggio circa 30 sicari dei coltivatori di riso hanno aperto il fuoco e lanciato bombe contro la popolazione indigena, provocando molti feriti gravi.
Le nuove tensioni emergono dopo la dichiarata intenzione del Supremo Tribunale Federale di voler ridurre la superficie della TI e sospendere il ritiro degli invasori.
Questa decisione provocherebbe un’aperta violazione dei diritti indigeni, e un precedente grave: avvallerebbe gli atti criminali commessi contro le popolazioni.
Il conflitto in Roraima ha raggiunto livelli gravissimi ed è esemplare di molti altri casi di conflitto attualmente in corso in Amazzonia, anche negli altri Stati Latinoamericani.
A fronte di un forte e coeso movimento di protesta da parte della rete di organizzazioni indigene, che hanno saputo rinforzare le proprie posizioni, strutturandosi a più livelli e coinvolgendo le Istituzioni sopranazionali e internazionali, come il Tribunale Interamericano per i Diritti dell’Uomo, e le Nazioni Unite, il Governo Lula stenta a prendere una posizione decisa e determinata a difesa dei diritti indigeni e a tutela del diritto di prendere parte attiva nel processo politico democratico del Paese.
Riconoscendo non solo il diritto a mantenere la propria identità, ma a vedere riconosciuta e valorizzata una cosmo-visione che deve e vuole avere voce in capitolo nel percorso di sviluppo politico, economico e culturale del Paese, contribuendo con saperi ancestrali alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo di coltivazioni sostenibili e al progresso umano e multiculturale del Brasile.
Per questo è necessario fare pressione sul Governo Lula, affinché non venga ritrattata l’omologazione di Raposa Serra do Sol, a simbolo di una presa di posizione decisa e chiara.
Perché questo sia possibile è importante attivarsi per sostenere la petizione qui riportata.
Così Carolina Bonelli spiega che cosa sta accadendo nello Stato di Roraima.
Di seguito le 4 parti dell’intervista realizzata con Carolina.

-  [ Prima parte ]
-  [ Seconda parte ]
-  [ Terza parte ]
-  [ Quarta parte ]

Infine ci siamo spostate in Cina: nell’intervista, Angela Pascucci ci parla del suo libro "Talking China" che verrà presentato allo Sherwood Festival la sera dell’8 luglio durante il dibattito "Cina: sullo sfondo delle Olimpiadi le contraddizioni della Grande tigre".
Il libro viene così descritto: nei suoi viaggi in Cina Angela Pascucci, inviata del Manifesto, discute con diversi intellettuali e protagonisti della società civile i problemi dello sviluppo e della democrazia, del libero mercato e delle disuguaglianze, dei nuovi costumi e delle tradizioni consolidate di una società che si trasforma a ritmi vertiginosi.
Dall’avvocato dei dissidenti, al migrante povero che arriva a Pechino.
Dagli accademici agli artisti ai nuovi ricchi della city di Shangay.
Un ritratto vivace e sorprendente del paese in cui si gioca il futuro del pianeta.

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