Fonte: Il Manifesto 19.07.08

Tornano i no nuke

Sabato 19 luglio 2008
Ora si fa sul serio. O meglio l’allarme è concreto. Tanto da far risorgere il vecchio movimento antinucleare che a Trino Vercellese si ritrova per prima la manifestazione della nuova generazione no-nuke. Le battaglie per il referendum sono storia, quelle sulle scorie ormai complementari, ora il vero problema è la nuova politica nuclearista del governo Berlusconi.
Che rispolvera una tecnologia considerata dagli esperti ormai desueta e lancia la costruzione di nuovi impianti e pure la ristrutturazione dei vecchi. «Alla base - spiega Gian Piero Godio di Legambiente - c’è un giochetto, proprio nell’articolo 7 del decreto: si parla di un rapporto di prestito e restituzione con gli stati confinanti che invece le centrali già ce l’hanno.
Per un po’ importeremo l’energia e poi la restituiremo, con eventuali interessi, dopo aver fatto ripartire i vecchi impianti e averne costruiti di nuovi. Un provvedimento che colpisce prima di tutti il Piemonte: è vicino alla Francia e alla Svizzera e ha delle centrali». A Trino, oltre allo storica Fermi, c’è il sito di Leri Cavour, progettato per diventare nucleare ma mai attivato grazie al referendum del 1987. Da anni è un impianto termoelettrico. Il piano Scajola vuole invece riconvertirlo. In una regione, però, dove il piano energetico ha scelto il no all’energia atomica.
Per questo oggi alle 16 da piazza Dante si muoverà un corteo, organizzato da Legambiente e Pro Natura, dai "Senza sede" di Trino, dal Centro del Sole di Verbania, dai comitati di Bosco Marengo e Saluggia e dal Forum Ambientalista del Piemonte. Vi hanno aderito pezzi della sinistra e dell’ambientalismo.