Fonte: L’informazione di Parma del 22 luglio 2008
«Serve un alloggio, i nostri diritti non rispettati»
VIA BENGASI Nell’incontro di ieri hanno rifiutato la sistemazione in dormitorio, compatto il “no” degli stranieri:
Parma - Martedì 22 luglio 2008
Per ora sono ancora in quella casa ma,a quanto pare,hanno davvero le ore contate.Gli immigrati (con status di rifugiati politici) che hanno abusivamente occupato lo stabile di via Bengasi, all’angolo con via Spezia, ieri pomeriggio un accordo non lo hanno trovato.Alle 15.30 tre agenti della Digos, insieme ad un addetto della Caritas e a un mediatore culturale,sono entrati nell’abitazione dove,da alcune settimane,hanno trovato riparo 25 stranieri.
«Ci hanno proposto di andare in un dormitorio della Caritas - racconta Musies, uno degli occupanti - ma non è possibile per noi. Gli orari sono troppo rigidi:potremmo rimanere solo dalle 20.30 alle 6.30,poi dove stiamo tutta la giornata? ».
A Musies fa eco Rigat,unica donna presente nell’abitazione,incinta di 4 mesi: «Non è possibile stare sulla strada tutto il giorno. Noi non abbiamo diritti, sembra che qui non si conosca il significato di “asilo politico”. Viene messo un timbro sui nostri documenti ma qui sembra non valga nulla».
Nessuno di loro,nessuno dei 25,ha accettato la proposta, hanno tutti deciso di rifiutare nella speranza di una soluzione migliore:«C’è pieno in questa città di abitazioni vuote - aggiunge ancora Musies - oltre cento persone sono costrette a dormire per la strada mentre interi edifici vengono abbandonati e nessuno può accedervi. Noi vogliamo un alloggio, i nostri diritti devono essere rispettati in Italia così come avviene negli altri paesi europei.E’per questo che siamo costretti ad occupare questo stabile (di proprietà privata,ndr):perché veniamo messi alle strette, vengono ignorati i nostri reali diritti e non ci viene data alcuna scelta».Così,dopo circa mezz’ora di discussione e di trattativa fallita,agenti e mediatori se ne sono andati.
Ma l’appuntamento è solo rimandato.«Hanno detto che torneranno domani (oggi per chi legge, ndr) - prosegue Rigat - polizia o carabinieri, non so.Non ci hanno dato un orario,ma hanno minacciato che verranno a mandarci fuori».E,già questa mattina, quegli allontanamenti potrebbero concludersi.
«Ma anche se ci mandano fuori non cambia nulla - concludono a più voci - se dovremo andarcene da questo stabile ne occuperemo un altro». (i. f.)
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