Brasile: MST Bahia organizza accampamento sotto la sede dell’INCRA.

Carovana Brasile’08

Reggio Emilia - Mercoledì 23 luglio 2008
E’ cominciata ieri pomeriggio una nuova occupazione dell’INCRA, l’Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria, a Salvador, da parte del MST. Anche in altri stati brasiliani il Movimento ha organizzato proteste e occupazioni negli edifici dell’INCRA.

I manifestanti sono arrivati da tutte le regioni dello Stato, 3-4 rappresentanti per ogni comunità, e si prevede che l’accampamento continui fino al 25 luglio coinvolgendo circa 1.500 militanti.

Da Aprile a oggi, questo è il terzo accampamento che viene organizzato dal Movimento per riuscire a fare pressione e protestare contro la lentezza dell’attuazione della Riforma Agraria, contro la mancanza di strutture di base (case, scuole, infermerie) all’interno delle comunità e per lo stanziamento dei fondi per il credito agricolo, necessari alle comunità per iniziare le produzioni nei territori conquistati. Oltre a queste rivendicazioni l’MST protesta anche per la difficoltà che le comunità stanno affrontando per ottenere i documenti di Licenza Ambientale necessari per poter iniziare le coltivazioni e le costruzioni di edifici (abitazioni, magazzini, sedi di cooperative rurali) nei territori assegnati.

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All’occupazione erano presenti anche il Coordinatore di Brigada e della Regione Chapada Diamantina e i membri delle comunità con cui Ya Basta! si relazione da alcuni anni, coi quali si è concordata la visita nelle comunità per i prossimi giorni.

Ieri mattina invece la Carovana ha incontrato Geraldo Fontes, responsabile del Settore di Formazione Politica Ideologica del MST Bahia nella sede della Segreteria Statale del Movimento. Geraldo ha raccontato ai partecipanti la storia del movimento, ha spiegato le lotte attuali che vengono portate avanti e le motivazioni dell’occupazione pacifica della sede dell’INCRA: legalizzazione degli accampamenti, costruzione di scuole, realizzazione di presidi sanitari,...

Geraldo ha sottolineato come l’MST non sia una organizzazione istituzionale ma un movimento autonomo con una struttura organica, dinamica e in continua evoluzione. Per acquisire una migliore funzionalità l’approccio pedagogico scelto dal Movimento si basa sul porsi continuamente domande, mettendosi dunque spesso in discussione; proprio questa metodologia ha permesso l’evoluzione del Movimento, portando i suoi membri alla consapevolezza che lottare per la terra significa lottare per un cambiamento della società. Per questo le rivendicazioni del Movimento riguardano non solo la possibilità di avere un pezzo di terra da coltivare, ma abbracciano tutte le dimensioni dell’esistenza umana, per la costruzione di un futuro e una vita dignitosa per tutti.