
Accolto il ricorso del Ministero. Bocciato il Tar Veneto che aveva dato ragione alla richiesta di sospensione del progetto Dal Molin
"Base Usa di Vicenza può ripartire" Consiglio di Stato dice sì al governo
"Il consenso del governo è un atto politico, insindacabile dal giudice amministrativo"
La consultazione popolare "non rientra nella procedura di autorizzazione"
Roma - La base militare americana di Vicenza potrà essere ampliata. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Difesa contro l’ordinanza del Tar del Veneto, che il 18 giugno scorso aveva detto sì alla domanda di sospensione del progetto Dal Molin di ampliamento della base militare Usa della città veneta.
"Il consenso prestato dal governo italiano all’ampliamento dell’insediamento militare americano òall’interno dell’Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo". E’ questa una delle ragioni per le quali la quarta sezione del Consiglio di Stato non condivide le valutazioni del Tribunale amministrativo sull’illegittimità dell’allargamento della base americana.
Ma ci sono altri due motivi per cui il Consiglio di Stato "boccia" il Tar, che invece aveva accolto il ricorso presentato nel settembre 2007 dal Codacons del Veneto e dall’ Ecoistituto Alex Langer di Mestre. Primo, perché il via libera all’ampliamento della base di Vicenza non può dipendere dall’esito della consultazione della popolazione interessata e poi perché non risultano "riscontri concreti" sui rischi di danno ambientale indicati nella ordinanza del tribunale veneto.
Per quanto riguarda la consultazione popolare, che è stata uno dei punti fermi della protesta portata avanti dal comitato No Dal Molin, la nota di Palazzo Spada spiega che "non rientra nella procedura di autorizzazione ad un insediamento militare, di esclusiva òcompetenza dello Stato". Il documento specifica inoltre che "tanto meno essa è prevista nella procedura risultante dal Memorandum del 1995; tale consultazione è stata soltanto ipotizzata nelle dichiarazioni del ministro della Difesa pro tempore in sede parlamentare".