
di Maria Teresa Marchese
Il Consiglio comunale ha approvato definitivamente la variante urbanistica per la costruzione dell’impianto di bioetanolo, ma si è consumata una frattura all’interno della maggioranza: la delibera infatti è stata approvata, ancora una volta, solo grazie ai voti dei quattro consiglieri di opposizione del Partito democratico. Due degli 11 consiglieri di maggioranza, Mariella Varni dell’Udc e Adelio Ferrari della Lista Civica, erano assenti, mentre il Pdl ha votato in ordine sparso: Gianpaolo Zornetta si è astenuto, mentre Giorgio Musiari ha votato contro. A sostenere l’operato dell’assessore all’Urbanistica Domenico Traversa (Pdl) sono rimasti solo tre consiglieri dei «suoi»: Pavero, Bonetti e Pavan, i due democristiani Calore e Furlanetto, la Lega con Balduzzi e il sindaco. E’ chiaro che a garantire l’approvazione è stato il voto del Pd con i suoi quattro consiglieri. Alla fine la delibera è stata approvata con 11 voti a favore, 5 contrari (Ronchetti, Cattaneo, Semino, Musiari e Sorteni) e 2 astenuti (Zornetta e Sala). La seduta era interamente dedicata alla delibera definitiva che riguarda la variante urbanistica del terreno da agricolo a industriale su cui dovrebbe sorgere l’impianto per la produzione di bioetanolo da mais a Rivalta Scrivia. Adottata dal Consiglio comunale l’8 aprile scorso, la delibera è ritornata in Consiglio per l’approvazione definitiva. Ben 5 le osservazioni presentate dalla «Nobel Sport Martignoni», la fabbrica di esplosivi situata a breve distanza dal sito dove dovrebbe sorgere l’impianto, dalle associazioni ambientaliste locali, dai partiti, dal Comitato civico «Per Rivalta Vivibile» e associazioni varie. In consiglio un folto pubblico pronto alla contestazione: esponenti del Comitato di Rivalta, ambientalisti, giovani di sinistra e altri attivisti controllati da un imponente schieramento di forze dell’ordine, con 5 pattuglie dei carabinieri e 3 vigili urbani sollecitati a stroncare la protesta sul nascere, pronti a sedare persino gli applausi ironici del pubblico. L’assessore Domenico Traversa è contestato soprattutto per due motivi: la distanza del futuro insediamento dalla ditta «Nobel Sport Martignoni», classificata a rischio di incidente rilevante, che sarebbe insufficiente rispetto a quanto previsto dal «Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza», e rispetto alla compatibilità della variante con le nuove disposizioni regionali: «Non è ancora il momento per queste valutazioni», ha replicato Traversa.