
Habitat arriva alla sua seconda edizione. Già nella prima edizione il cuore del progetto è stato il proposito di rendere visibile il quartiere Compagnoni e la lotta del collettivo Sottotetto, con una ricerca multidisciplinare ed interventi artistici.
Quest’anno si ripropone l’invito alla città a venire nel nostro quartiere e nelle nostre case sopravissute ad un anno di minacce, pressioni e devastazioni.
Gli abitanti delle case autoassegnate del palazzo 39 di via Compagnoni terranno aperte le porte dei loro appartamenti per chiacchiere e degustazioni e per condividere la propria esperienza di vivere in modo autorganizzato- ma non per questo individuale, anzi, in un contesto collettivo, di comunità.
Un’altra sostanziale novità di quest’edizione sarà l’apertura, in uno degli appartamenti sfitti e distrutti, del M.A.C.R.E (Museo di arte contemporanea di Reggio Emilia) con esposizioni di sei artisti: Simona Spaggiari, Enrico Papi, Marco Baldini, Simone Ferrarini, Pietro Iori e Oh lunghe, e con performance musicali dal vivo.
Crediamo che intrecciare la vita di Via Compagnoni con un progetto culturale come Habitat non solo sia un modo di valorizzare la storia del quartiere aprendovi uno spazio di socialità, ma anche di proporre modi di cultura “nostri”, contemporanei, nello spazio che oggi condividiamo con chi abita qui da decenni.
Cosi noi concepiamo l’abitare: chi arriva aggiunge il suo pezzo di cultura a quella che si è già creata.
Anche per questo la speranza da cui prende piede Habitat è che questo work in progress sia solo all inizio; che questa puntata di Habitat sia solo la seconda di una lunga serie.
Aspettiamo quindi tutta la cittá per l’inaugurazione con aperitivo, mercoledì 6 agosto alle 19.30 in Via Compagnoni 39.
Gli artisti del progetto Habitat