
"Avvicinarmi al cemento, con le mani e col naso, è stato l’unico modo per capire su cosa si fondava il potere, quello vero."
(R. Saviano - "Gomorra")
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Il mattone è il risultato di acqua, cemento, polvere, sangue e sudore.
Il mattone viene dai "lavori della stanchezza" quelli che fiaccano il corpo per il peso, il ritmo e gli straordinari fatti per arrivare a fine mese ed avere nonostante tutto, un salario basso.
Il mattone è pietra sacrificale per un "esercito" di operai edili - migranti ed italiani - feriti o morti sul lavoro, o meglio, per il lavoro e la ricchezza di qualcun altro.
Il mattone, anche quello fatto di capitali illeciti e macchiati di sangue, è moneta di scambio tra organizzazioni malavitose, latifondisti, costruttori, imprenditori spregiudicati, furbetti del quartierino, banche e multinazionali. E’ soggetto ed oggetto di patti tra potere politico ed economico.
Il mattone è accumulo di capitale: ieri rendita fondiaria, oggi, rendita finanziaria.
Il mattone è ormai un componente fondamentale di ogni investimento al di la che si tratti di azioni, obbligazioni o titolo di stato.
Le mattonate sono i fendenti mossi per affermare la politica clientelare che governa il nostro paese.
Le mattonate sono le colate di cemento che hanno distrutto il territorio, violentato l’ambiente, inquinato l’aria e resa nociva la vita.
Le mattonate sono le grandi infrastrutture e le grandi opere che sacrificano sull’altare del profitto privato, vite e saperi consolidati, in nome di una falsa ed ipocrita ideologia "sviluppista" (che sia la TAV in Val di Susa o la Complanare a Senigallia).
Le mattonate sono i centri commerciali che hanno ridisegnato lo spazio urbano delle nostre città: territori del consumo totale che hanno ridotto i centri storici in "boutique di lusso" e abbandonato le periferie a se stesse.
Le mattonate sono anche quelle lanciate da una politica scellerata, che ha seppellito sotto milioni di metri cubi di cemento l’edilizia residenziale pubblica e sociale, trasformando la casa da bene d’uso a "bene a scopo di lucro", per poi infilare il collo delle persone dentro i nodi scorsoi dei mutui bancari o degli "affitti-inaffittabili" delle agenzie immobiliari.
Le mattonate sono dispositivi di filtraggio, selezione e gerarchizzazione degli spazi urbani al fine di produrre una razionalizzazione economica del vivente e del vivere.
Mattonate che hanno ridotto redditi e salari, dequalificato il lavoro, bloccato la mobilità sociale, trasformato la "Repubblica fondata sul lavoro" in "Repubblica fondata sul mutuo" e la dieta mediterranea in "dieta della quarta settimana", creando un cortocircuito tra mercato del lavoro e mercato della casa. Una vera e propria "discesa di classe" che sta generando una nuova e diffusa proletarizzazione, soprattutto nelle fasce giovanili.
Mattonate come pioggia, che hanno lasciato case senza gente e gente senza case.
Quest’anno, anche la Plage Sauvage vuole lanciare le sue mattonate.
Mattoni fatti di parole e corpi, sudore e sapere. Mattoni sapientemente impastati in un anno di inchiesta e di conflitto sul diritto alla casa.
Quest’anno, mattone su mattone, costruiremo la nostra proposta per la ricostruzione di un patrimonio di edilizia pubblica cittadina e per il diritto all’abitare a Senigallia.
Centro Sociale Autogestito Occupato Mezza Canaja ...in Plage Sauvage 2008
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Glomeda Comunicazione
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