Ramallah 10 agosto - Nei villaggi colpiti dal Muro
Martedì 10 agosto 2004
Dopo la carovana del marzo scorso, quando abbiamo partecipato alle mobilitazioni contro la costruzione del muro nei villaggi ad ovest di Ramallah, abbiamo ritenuto importante ora andare a verificare nuovamente la situazione in questi villaggi. Dai racconti degli abitanti di Midya abbiamo saputo che, grazie alla determinazione e al coraggio espresso in quelle manifestazioni, gli israeliani sono stati costretti a fermare i lavori e a modificare il tracciato del muro. Nonostante cio’ la popolazione e’ comunque consapevole che si tratta di una situazione temporanea e che al piu’ presto gli israeliani ricominceranno a costruire il muro. Siamo infatti venuti a sapere che nei giorni scorsi i soldati israeliani hanno avvisato alcune famiglie che presto saranno abbattute le loro case a ridosso dell’area interessata dal muro. In realta’ abbiamo potuto osservare che quelle case, le prime del paese, sono molto lontane da dove dovrebbe sorgere il muro, e quindi si tratta di un pretesto per martoriare ancora di piu’ la popolazione di questo villaggio. Abbiamo incontrato un rappresentate del municipio del paese che ci ha accompagnato nell’area dei lavori per il muro, mostrandoci chiaramente come, in alcuni tratti, le linee guida per il suo percorso, tracciate con lo spray sulle rocce, siano molte centinaia di metri piu’ vicine alle case del paese rispetto a quelli che erano i limiti stabiliti dalla Linea Verde. L’occupazione del 1967 ha piu’ che dimezzato il territorio sotto amministrazione di Midya e molte famiglie sono state costrette ad andarsene. Questo ha provocato un’impoverimento generale dell’economia cittadina costringendo gli abitanti rimasti a dover andare a lavorare in Israele. L’attuale costruzione del muro oltre a ridurre ulteriormente il territorio comunale, aumentera’ i disagi della popolazione costringendo chi deve recarsi fuori dal paese per lavoro a lunghi e difficoltosi percorsi per superare questa ulteriore limitazione alla mobilita’. A Ni’lin abbiamo potuto visitare i circostanti campi di ulivi dove, nei mesi precedenti, gli israeliani hanno tagliato i rami agli alberi che si trovano lungo la linea del muro, in previsione del loro sradicamento. Anche qui, gli abitanti, grazie alle loro manifestazioni di protesta, sono riusciti a bloccare, almeno temporaneamente, i lavori. I ragazzi palestinesi che ci hanno accompagnato nei campi, ci hanno orgogliosamente mostrato come da quei tronchi ora siano germogliati nuovi rami e che gli ulivi destinati all’abbattimento hanno resistito alla violenza dei soldati. Questo per loro rappresenta un grande esempio che li invita a continuare a combattere contro l’occupazione e contro il muro.