da "La Nuova Venezia", 29 agosto 2004

Global Beach, primo ciak di protesta

Simone Bianchi

Domenica 29 agosto 2004

‘E’ un assaggio di quello che faremo durante il vertice della Nato’

Prende forma "Global Beach", quello che sarà nei prossimi giorni il punto di riferimento per i giovani dei centri sociali in occasione della Mostra del cinema. Un centinaio di ragazzi dei centri Rivolta e Morion, oltre a quelli del Pedro di Padova hanno occupato una delle spiagge abbandonate: è quella che fino a una decina di anni fa era gestita dalla polizia, in via Klinger a San Nicolò.

Un gesto significativo per i no global. Gli occupanti hanno iniziato di primo mattino a raccogliere i rifiuti, eliminare erbacce e potare le piante, oltre a raccogliere e gettare parti pericolanti o pericolose delle strutture interne dello stabilimento balneare.

I lavori proseguiranno fino al 3 settembre, quando la spiaggia verrà inaugurata sotto l’insegna Global Beach, con un surfista a capeggiarla.

"Questa volta giochiamo in casa, perché molti dei ragazzi sono proprio del Lido - dice Luca Casarini, leader dei centri sociali- vogliamo lanciare il nostro messaggio contro la guerra e la violenza, e indubbiamente è significativo aver occupato l’ex spiaggia della polizia. Questo però era un elemento di forte degrado che era un delitto lasciare abbandonato. Non temiamo nulla e nemmeno che la gente pensi male di noi, tanto che domenica dovrebbe venire a farci visita lo stesso direttore del festival".

I centri sociali puntano a realizzare per il festival un’area campeggio con tanto di mensa per accogliere tutti gli ospiti del movimento no global, e per farlo hanno anche stilato un fitto programma di appuntamenti tra cui il concerto degli Assalti Frontali previsto per venerdì sera all’apertura della Global Beach, e l’incontro con l’attore Tim Robbins, forte oppositore delle politiche belliche statunitensi.

"La nostra presenza attraverserà come un surfista il festival - commenta Casarini - ci faremo sentire, ma la Global Beach sarà un luogo di incontro e confronto con proiezioni e conferenze. Siamo molto determinati. Diciamo che sarà un assaggio di quello che intendiamo fare a novembre, quando al Lido si vedrà una parata della Nato. Iniziamo da qua la nostra contestazione".

La scelta del Lido non è casuale nemmeno in termini locali: "Questo intervento è un ragionamento sugli utilizzi globali del territorio - conclude Luca Casarini - recuperiamo un’area al contrario del devastante impatto che avrà il Mose sulla zona. Ci siamo presi per tempo. Questo è solo il nostro primo ciak".