
Prende forma "Global Beach", quello che sarà nei prossimi giorni il punto di riferimento per i giovani dei centri sociali in occasione della Mostra del cinema. Un centinaio di ragazzi dei centri Rivolta e Morion, oltre a quelli del Pedro di Padova hanno occupato una delle spiagge abbandonate: è quella che fino a una decina di anni fa era gestita dalla polizia, in via Klinger a San Nicolò.
Un gesto significativo per i no global. Gli occupanti hanno iniziato di primo mattino a raccogliere i rifiuti, eliminare erbacce e potare le piante, oltre a raccogliere e gettare parti pericolanti o pericolose delle strutture interne dello stabilimento balneare.
I lavori proseguiranno fino al 3 settembre, quando la spiaggia verrà inaugurata sotto l’insegna Global Beach, con un surfista a capeggiarla.
"Questa volta giochiamo in casa, perché molti dei ragazzi sono proprio del Lido - dice Luca Casarini, leader dei centri sociali- vogliamo lanciare il nostro messaggio contro la guerra e la violenza, e indubbiamente è significativo aver occupato l’ex spiaggia della polizia. Questo però era un elemento di forte degrado che era un delitto lasciare abbandonato. Non temiamo nulla e nemmeno che la gente pensi male di noi, tanto che domenica dovrebbe venire a farci visita lo stesso direttore del festival".
I centri sociali puntano a realizzare per il festival un’area campeggio con tanto di mensa per accogliere tutti gli ospiti del movimento no global, e per farlo hanno anche stilato un fitto programma di appuntamenti tra cui il concerto degli Assalti Frontali previsto per venerdì sera all’apertura della Global Beach, e l’incontro con l’attore Tim Robbins, forte oppositore delle politiche belliche statunitensi.
"La nostra presenza attraverserà come un surfista il festival - commenta Casarini - ci faremo sentire, ma la Global Beach sarà un luogo di incontro e confronto con proiezioni e conferenze. Siamo molto determinati. Diciamo che sarà un assaggio di quello che intendiamo fare a novembre, quando al Lido si vedrà una parata della Nato. Iniziamo da qua la nostra contestazione".
La scelta del Lido non è casuale nemmeno in termini locali: "Questo intervento è un ragionamento sugli utilizzi globali del territorio - conclude Luca Casarini - recuperiamo un’area al contrario del devastante impatto che avrà il Mose sulla zona. Ci siamo presi per tempo. Questo è solo il nostro primo ciak".