Roma - Manifestazione contro la guerra del 20 marzo 2004

Fassino quanto sei struzzo!

Sabato 20 marzo 2004

Il 20 marzo, a roma, durante la manifestazione contro la guerra, il segretario dei Ds Fassino e i militanti della Quercia, sono stati costretti ad abbandonare il corteo, coperti dai fischi e dagli insulti di migliaia di persone che contestavano la loro presenza in piazza in quella giornata. Di seguito la cronaca apparsa su Repubblica:

...Un corteo enorme, variegato, bello per suoni e colori che si è snodato per ore nel centro di Roma per chiedere "il ritiro delle truppe dall’Iraq" e per dire "No alla guerra e al terrorismo" ma che non è riuscito a lasciare fuori le tensioni e le incomprensioni della politica. La gran parte dei partecipanti non si è nemmeno accorta di quanto succedeva alla fine del lungo serpentone quando intorno alle 17 lo spezzone dei Ds, nel quale era entrato Piero Fassino, in via Amendola provava ad entrare nel corteo in via Cavour. Una malaccorta regia ha voluto che i diessini si trovassero proprio dietro i centri sociali e così i Disobbedienti hanno fermato il corteo per contestare Fassino e i suoi. Slogan da una parte e dall’altra, muscoli in mostra con i cordoni formati nel giro di pochi minuti ma nulla di più. "Ci hanno fatto una lezione di politica e se ne sono andati", rideva Andrea militante dei Ds. Ma il peggio doveva ancora venire. Contestato Fassino i Disobbedienti hanno ripreso la loro strada e finalmente il segretario della Quercia, protetto da un robusto servizio d’ordine, è entrato nel corteo. Ma un paio di giovani, probabilmente di Sapienza Pirata hanno iniziato ad inveire. "Vergogna, Vergogna", "Assassini, fuori dal corteo". Il servizio d’ordine li ha spintonati lontano. Il fatto ha richiamato altri giovani e visto che la contestazione cresceva Fassino, dopo poche decine di metri è uscito dal corteo mentre il confronto fra i militanti diessini e i centri sociali continuava. "Avete bombardato Belgrado, non potete stare qua", dicevano i contestatori. "Nessuno mi può impedire di manifestare" ribattevano i diessini. La tensione montava senza nessuna regia e nessun controllo. Una tensione creata da un’incomunicabilità totale prima ancora di un dissenso politico, con un ragazzo che al cordone dei Ds strillava: "Avete aperto i Cpt" riferendosi ai Centri di permanenza temporanea per i migranti e con i militanti del partito di Fassino che si domandavano cosa fossero questi Cpt. Due linguaggi, due culture inconciliabili che alla fine sono venute alle mani. Il gruppo dei contestatori è via via cresciuto ed i diessini, ormai senza servizio d’ordine, hanno dovuto sfilare sotto una specie di forche caudine, fra un’ala di gente che ritmava: "Ds, ss", o gli slogan come "Governo D’Alema hai fatto un buon lavoro, Apo arrestato e Belgrado rasa al suolo". E loro, i militanti e i dirigenti di base dell’ex Pci che, a mani alzate, cantavano Bella ciao, aggrappandosi orgogliosamente alle radici per respingere questa contestazione da sinistra. Oppure che rispondevano "fascisti". Incomunicabilità, appunto che ad un certo momento ha preso la forma della violenza. Un nutrito gruppo di giovani ha risalito il corteo e si è schierato all’altezza di Santa Maria Maggiore con un nutrito lancio di bottiglie, bastoni, uova. La polizia pronta a caricare fermata proprio dai vertici della Quercia, decisione saggia che ha evitato guai ancora maggiori. I Ds hanno resistito come potevano innervositi da questa aggressione che ovviamente non capivano, offesi e impotenti di fronte a chi di menare le mani non aveva alcuna remora. Alla fine sono stati spinti fuori dal corteo fra gli applausi dei contestatori mentre Nicola Zingaretti, segretario dei Ds di Roma chiedeva solidarietà alle forze politiche e sociali contro quella che ha definito "un’aggressione fascista"....

Nel video allegato si vede la cacciata dei Ds dal corteo e la prova che la CGIL ha chiesto la carica sui manifestanti.
[ video ]