
All’interno di questo quadro, la Regione (attraverso la delega alle province) si sta dotando di un Piano delle attività estrattive che individua nuovi bacini di escavazione, dall’impatto ambientale devastante e contro ogni principio di partecipazione delle comunità coinvolte.
In tre province il piano è in fase di stallo a seguito degli innumerevoli ricorsi presentati dopo il via libera in consiglio.
In provincia di Ancona l’approvazione è stata impedita dalla mobilitazione di comitati sorti a tutela delle zone di Monterotondo e Monte Sant’Angelo, i due siti principali interessati dal piano.
Pochi giorni fa, una delegazione del comitato a difesa di MonteSant’Angelo ha incontrato la giunta provinciale ottenendo una serie di appuntamenti per una revisione complessiva del piano sulla base delle contestazioni mosse e ribadendo la necessità di sospendere l’iter d’approvazione.
La corrispondenza di Enza.
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