Processo Genova G8 - La trentanovesima udienza

Martedì 1 marzo 2005

Le udienze, anche brevi come quella odierna, forniscono sempre spunti diriflessione interessanti, sia tecnicamente in relazione al processo, sia in generale sulle metodologie e le "sperimentazioni" che le forze dell’ordine hanno effettuato durante le giornate del G8.

Oggi in aula due testi appartenenti al Tuscania -il reggimento di para’ specializzato in azioni di guerra - presente a Genova come ’’riserva di emergenza’’.
Decisamente interessante la deposizione del secondo teste della mattinata, il maggiore Frassinetto, responsabile della sala operativa dei carabinieri, presso la caserma di San Giuliano.
Frassinetto - il cui ruolo era quello di disporre gli uomini delle CCIR (contingenti di contenimento intervento risolutivo dei carabinieri) - espone nel dettaglio la catena di comando: la questura comunicava le informazioni all’ufficiale in sala crisi, da li’, via telefono, alla centrale operativa dei carabinieri e infine a Frassinetto. Era quest’ultimo a comunicare gli spostamenti ai CCIR e non esita ad affermarlo con veemenza: "essere a disposizione della questura non significa prendere ordini direttamente dal funzionario di piazza" e ancora, "la questura non puo’ muovere per proprio disegno gli uomini dei carabinieri".
Allo stesso tempo Frassinetto ricorda che "essendo forze di riserva, il Tuscania era a completa disposizione del questore".
Non serve un esperto di tecniche di comando e gerarchie militari per notare l’ambiguita’ di questo percorso di informazioni: creare apparentemente equivocita’ nella catena di comando, distribuire su piu’ livelli gerarchici le potenziali responsabilita’ in relazione agli ordini, disperdere quindi lungo la catena di coordinamento le reali responsabilita’, affinche’ le forze specializzate negli interventi ’’risolutivi’’, potessero agire in totale autonomia.
"Negativo", infine, e’ la militaresca risposta di Frassinetto alla domanda della difesa, riguardo un’eventuale presenza di personalita’ istituzionali presso la sala operativa dei carabinieri (come e’ noto, numerose fonti durante e dopo il G8 hanno infatti riferito che c’era Gianfranco Fini, oggi ministro degli esteri).

Il primo teste era invece il capitano Odierna Viti Luigi, a capo del quarto plotone del contingente Tuscania: molto preciso nel ricordare dettagli relativi agli interventi dei propri uomini, arranca in sequele di "non mi ricordo", quando dalla difesa gli vengono chiesti lumi relativi alla relazione di servizio scritta a piu’ mani al termine della giornata.

Assente giustificato il terzo teste previsto oggi, il tenente Cristiano Spadano.
(supportolegale)

-  ascolta la prima parte dell’udienza
-  ascolta la seconda parte dell’udienza