Voci dalla carovana Marimari peñi

Martedì 15 marzo 2005

"nosotros no necesitamos gobernantes, ellos necesitan gobernandos, par mantener sus privilegios"
Prima di affrontare il viaggio che ci porterà in terra Mapuche, il nostro interesse è quello di respirare l’atmosfera di Baires percorrendo le sue strade e incontrando alcune realtà di resistenza organizzata

1° e 2° giorno: girovagando per la città

Il fermento che anima queste strade nasce dalla convinzione della gente di avere la capacità di creare il proprio futuro. Lo notiamo dai murales, dai manifesti e dagli slogan scritti su ogni muro e dall’architettura di alcuni quartieri come la Boca anche l’autocostruzione esprime i bisogni di spazio ed identità. Un forte senso di comunità, la capacità di autorganizzarsi, la convinzione che il nemico e`uno solo, il neoliberismo, e che la lotta é di tutti,studenti, lavoratori,disoccupati, prostitute e pensionati, é la formula che da vita aogni barrio, ogni assemblea popolare, ogni luogo recuperato. Nessuno é disposto a mendicare per avere riconosciuta la propria identità, tutti lottano per realizzare i propri sogni.
Artigiani e artisti occupano spazi per aver garantito il proprio lavoro e per il riconoscimento dell’arte come bene culturale e la cultura come affermazione di identità.
I lavoratori dell’Hotel Bauen, fallito durante la crisi economica, gestiscono ora direttamente il proprio posto di lavoro raccontando l’esperienza della loro lotta.
I cartoleros rifiutano il sussidio rivendicando più spazi per continuare l’attività di riciclaggio e recupero. Questo é quello che Baire vuole mostrare a coloro che l’attraversano.

A partere da oggi incontreremo alcune realtà specifiche che oltre a raccontarci la loro storia ci aiuteranno a capire meglio la situazione generale.