
"nosotros no necesitamos gobernantes, ellos necesitan gobernandos, par mantener sus privilegios"
Prima di affrontare il viaggio che ci porterà in terra Mapuche, il nostro interesse è quello di respirare l’atmosfera di Baires percorrendo le sue strade e incontrando alcune realtà di resistenza organizzata
1° e 2° giorno: girovagando per la città
Il fermento che anima queste strade nasce dalla convinzione della gente di avere la capacità di creare il proprio futuro. Lo notiamo dai murales, dai manifesti e dagli slogan scritti su ogni muro e dall’architettura di alcuni quartieri come la Boca anche l’autocostruzione esprime i bisogni di spazio ed identità. Un forte senso di comunità, la capacità di autorganizzarsi, la convinzione che il nemico e`uno solo, il neoliberismo, e che la lotta é di tutti,studenti, lavoratori,disoccupati, prostitute e pensionati, é la formula che da vita aogni barrio, ogni assemblea popolare, ogni luogo recuperato. Nessuno é disposto a mendicare per avere riconosciuta la propria identità, tutti lottano per realizzare i propri sogni.
Artigiani e artisti occupano spazi per aver garantito il proprio lavoro e per il riconoscimento dell’arte come bene culturale e la cultura come affermazione di identità.
I lavoratori dell’Hotel Bauen, fallito durante la crisi economica, gestiscono ora direttamente il proprio posto di lavoro raccontando l’esperienza della loro lotta.
I cartoleros rifiutano il sussidio rivendicando più spazi per continuare l’attività di riciclaggio e recupero. Questo é quello che Baire vuole mostrare a coloro che l’attraversano.
A partere da oggi incontreremo alcune realtà specifiche che oltre a raccontarci la loro storia ci aiuteranno a capire meglio la situazione generale.