Processo Genova G8 - La cinquantunesima udienza

Mercoledì 1 giugno 2005

Oggi in aula 5 testimoni su 6 si giustificano e ci ritroviamo a esaminare un singolo teste civile, al posto di vari digos e del grande capo dei misteri di piazza Alimonda, il capitano Cappello, miracolosamente scampato alla strage di Nassirya.

La teste e’ la direttrice del personale delle poste di Brescia che e chiamata a testimoniare per riconoscere o quantomeno inquadrare uno degli imputati, romano ma che lavorava alle poste di Brescia, come il protagonista di alcune foto e video dei pm, nonche’ del capo di imputazione.
L’esame non fa altro che confermare la qualifica circa lo status morale dei direttori di personale (e direttori in generale): ci piacerebbe capire se la signora Mioli si rende conto che sta accollando un potenziale di 15 anni di carcere a qualcuno che conosceva e che lei stessa definiva come una persona "tranquilla".
Fortunatamente non riconosce nettamente nessuna foto e su diverse circostanze del riconoscimento evidenzia lacune, incertezze, e poco altro. Al massimo Canciani si puo’ appigliare al fatto che chi e’ ritratto nelle foto e l’imputato portano dei braccialetti, i capelli rasta e si vestono di nero: un po’ poco per rifilare 15 anni a qualcuno.
Certo e’ che la nostra cara direttrice del personale non lesina nel desiderio di aiutare la Giustizia dei pm e speriamo onestamente che il destino gliene renda merito.
La prossima udienza tra due settimane, 14 giugno.

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