Alessandria - conferenza stampa del candidato senza volto

Un passamontagna arcobaleno alla Comunità San Benedetto al Porto

Alessandria - Martedì 13 settembre 2005

Anche ad Alessandria, presso la comunità San Benedetto al Porto di Frascaro, cosi come in altre città d’Italia, da Cosenza a Roma, da Napoli a Venezia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del “non candidato” senza volto alle primarie del centro-sinistra organizzata dal comitato locale di sostegno. Il candidato, indossando un passamontagna arcobaleno, ha preso parola parlando di pace preventiva, amnistia, reddito, precarietà e chiusura dei centri di permanenza temporanea. Riportiamo alcuni stralci del discorso da lui pronunciato:

“Sono la Candidata Senza Volto alle elezioni primarie del centro sinistra. Senza volto perché da sempre invisibile e in grado di farsi vedere solo portando questo passamontagna arcobaleno, simbolo della radicale opposizione alla guerra globale permanente.”

“La guerra è oramai entrata nelle nostre vite con naturale disinvoltura, si sta nutrendo delle nostre ansie e delle nostre paure, ci fa sembrare normale la sua incombente e quotidiana presenza che si traduce nelle sempre più giustificate forme di repressione e di soppressione dei diritti. La guerra vive in questa democrazia, per questa democrazia, con questa democrazia!”

“In questo momento, le nostre metropoli sono diventate il fronte occidentale di una guerra voluta preventiva e permanente e a morire come sempre sono i civili innocenti a Baghdad come a Londra.”

“E’ guerra la nuova legislazione speciale antiterrorismo, quella che non riuscirà mai a fermare un terrorista sul punto di farsi scoppiare, ma che si dimostra indispensabile nella repressione dei movimenti e nella costante riproduzione di paura e di richiesta di una fittizia sicurezza che sempre più si trasforma in controllo. E’ guerra l’abolizione e la sospensione dei diritti individuali, sacrificati sull’altare della lotta al terrore. E’ guerra l’impossibilità di non avere paura. E’ guerra l’abituata accettazione dei morti in ogni angolo del mondo. E’ guerra la deportazione di uomini e donne migranti, vittime della loro diversità e dell’immaginaria sicurezza che si vuole mostrare. La pace preventiva e la fine della guerra globale permanente sono l’unica via per ottenere una vera sicurezza e si possono cominciare a costruire solo con l’immediato ritiro di tutte le truppe occupanti.”

“Anche a casa nostra la guerra ha i suoi centri, i suoi artefici e naturalmente le sue vittime. Vergognoso fiore all’occhiello sono i famigerati Centri di permanenza temporanea, i CPT, i lager in cui migliaia di migranti vengono imprigionati per il reato di esistere. Questo nuovo razzismo democratico deve finire, i CPT devono essere chiusi, in ogni modo, ad ogni costo.”

“Le lotte che in tutta Italia si stanno facendo da Gradisca a Bari, da Torino a Bologna, luoghi in cui si sono costruiti e in cui si sono sabotati e distrutti i più importanti CPT italiani, sono anche le mie lotte; le denuncie che sono piovute su chi continua a ribellarsi all’esistenza dei centri di concentramento sono anche le mie denuncie; tutti coloro che di questo traffico di persone fanno un affare e si arricchiscono sono anche miei nemici.”

“La precarietà però si articola in mille maniere, si fonda e si rafforza con la guerra, insieme colpiscono libertà e dignità in ogni aspetto.”

“Chi non arriva a fine mese ed è costretto a rubare in un supermercato per mangiare, non paga i biglietti del bus, masterizza, occupa, chiunque ha deciso che il Reddito è attorno a noi e da noi deve tornare, chi per questo ha denunce e accuse e rischia la galera è uguale a me, sono una di loro.”

“Sono una dei ragazzi di questa comunità, la comunità San Benedetto al porto di Frascaro, una delle comunità di Don Gallo, come ben sapete mio predecessore nell’ipotetica ricerca di un candidato senza volto, invisibile, precario, in lotta. Questo non è un luogo neutro. Qui Gatto Prodi e Volpe Bertinotti difficilmente li vedrete. Un luogo che fa della democrazia uno strumento di liberazione, un luogo di recupero dalla precarietà della tossicodipendenza. Un’oasi di pace in questo mondo di guerra. Per questo abbiamo scelto di fare qui questa conferenza e non dentro la sterile sede di uno sterile partito, né in una dorata sala conferenze, né tanto meno su originali tir gialli da migliaia di euro. “

“Sono un uomo o una donna, gay, eterosessuale o lesbica che in questi anni ha deciso di lottare per costruire un mondo migliore, un mondo che contenga molti mondi. Per fortuna non sono stata sola, centinaia di migliaia di persone con me hanno resistito alla violenza della Polizia in via Tolemaide durante il G8 di Genova e in milioni abbiamo attraversato le piazze di questo paese e del mondo per opporci all’inizio delle guerre in Afghanistan e in Iraq. Sono una precaria che ha attraversato le piazze d’insorgenza del precariato sociale, guidati dal nostro santo protettore San Precario, che insieme a migliaia di persone ha ridato vita a case abbandonate da decenni. Sono una persona che ha lottato e per questo molte sono state le denunce e i processi che hanno provato a fermare i nostri sogni di giustizia. Oltre 8000 sono i procedimenti penali a carico di chi in questi anni ha lottato contro la guerra, per impedire che la sua fabbrica venisse chiusa, per chiedere un salario dignitoso, per rivendicare il diritto all’abitare.”

“Sono la candidata Senza Volto alle primarie del centrosinistra, senza volto perché se potessi non svelerei mai la mia identità e terrei il mio passamontagna arcobaleno. Noi non amiamo la politica dei nomi e dei leader, quella della delega delle nostre vite come fossero cambiali in bianco, ma da sempre dimostriamo chi siamo nelle nostre lotte. Il fatto è che il regolamento delle primarie prevede che si debba candidare una persona con il suo nome e cognome e quindi io sono semplicemente una prestanome. Quale nome? Sarà la vostra domanda. Chi sono veramente? Quale volto si nasconde sotto il passamontagna? Quale storia sotto il volto? Io non sono che Una, considerata Nessuna dal potere, ma dalle Centomila facce di chi è in lotta per l’altro mondo migliore. Io sono una irachena, ho visto distruggere il mio paese e morire le persone più care sotto le bombe democratiche Io sono una londinese, riemersa dalle ceneri della metropolitana Io sono una migrante, senza diritti ma evasa da uno dei tanti lager che chiamate CPT Io sono una senza casa, sfrattata ed ora occupante illegale ma legittima di una casa Io sono una precaria, sfruttata come una schiava e senza diritto al domani Io sono una denunciata, inquisita e condannata per aver lottato riprendendomi i i miei diritti Io sono una studentessa che non riesce a pagare i libri di testo e che disobbedisce al copyright Io sono una pensionata con la minima costretta a rubare nei supermercati Io non conosco Gatto Prodi e Volpe Bertinotti, non li ho mai visti al mio fianco”

“Io sono l’ultima, perché è dagli ultimi che nasce la speranza.”

“Non bisogna chiedere il permesso per essere liberi!”

-  galleria fotografica
-  ascolta audio
-  rassegna stampa "La Stampa" pagina locale
-  rassegna stampa "Il Piccolo"
-  rassegna stampa "www.giornal.it"