Argentina - "Novembre 2005, dalla primaverile terra Mapuche"

Giovedì 24 novembre 2005
Benetton: Non puoi donare né regalare ciò che non ti appartiene. I tuoi colori continuano a sbiadire...

Negli ultimi giorni è stata presentata con rulli di tamburi nei media locali la “donazione” di 7.500 ettari di terra da parte del gruppo Benetton. La stampa ha risaltato molto accuratamente questo "gesto", con la stessa cura con cui i loro proprietari hanno verificato l’aumento dei loro profitti.

Le terre in questione sarebbero situate a circa 50 km. dalla località di Gualjaina, nella zona denominata "Piedra Parada". Si tratta di terre che il gruppo Benetton ha acquisito da un proprietario terriero di origine siro-libanese di nome Nassif, proprietario di un voluminoso manuale per espropriare e sgomberare gli abitanti originari.

Con l’acquisto di queste terre e la loro futura "donazione" alla provincia, Benetton tenta in realtà di depotenziare il duro conflitto che è in corso da molto tempo tra la sua impresa transnazionale ed il popolo mapuche. Lo sgombero e la persecuzione delle famiglie mapuche dentro e fuori dei 900.000 ettari di sua proprietà non solo non sono cessati ma si intensificano quotidianamente. Sono stati inaspriti i controlli di polizia, si finanzia la costruzione di caserme nelle vicinanze delle comunità mapuche, si mettono a disposizione appezzamenti della sua proprietà per l’addestramento di gruppi specializzati nella repressione come il GEO. Le recinzioni, come cicatrici nella nostra terra, chiudono gli accessi di diverse strade e verso i fiumi ed i laghi.

Con questa presunta donazione Benetton cerca di ridurre un conflitto culturale e politico ad una semplice disputa sulla terra, come se gli interessi del popolo mapuche si potessero ridurre soltanto alla proprietà di alcuni ettari. L’obiettivo è quello di sviare la discussione ed è un disperato tentativo di nascondere l’immagine che il popolo mapuche ha osato smascherare.

E’ possibile che queste azioni non siano solamente il prodotto del gruppo Benetton, è probabile che anche il governo della Provincia del Chubut faccia parte di questo circo mediatico. Ancora di più, in questo momento saranno disperati assieme ai loro leader con la faccia mapuche (ma con una logica profondamente winka – bianca) in cerca di approfittare e trarre vantaggi dall’eroica battaglia che mapuche e non mapuche hanno condotto contro questa terza invasione del nostro territorio.

Con 900.000 ettari sotto il suo controllo Benetton dice di dare lavoro a 600 persone. Quante famiglie potrebbero lavorare e vivere degnamente in questi stessi ettari se fossero amministrati con una logica collettiva e comunitaria? In questi giorni si parla dell’avvio della costruzione di una nuova impresa: una conceria che non inquina. Credono che siamo ignoranti? Sappiamo perfettamente che in questo tipo di aziende, per la lavorazione e la conservazione delle pelli vengono utilizzate grandi quantità di sostanze tossiche e nocive.

O forse Gilberto e Luciano si metteranno a saltare giorno e notte sulle pelli per conciarle in modo sostenibile? Ormai è impossibile realizzare questo tipo di imprese nel “primo mondo”. Non hanno pensato che una fabbrica tessile genera molti più posti di lavoro? Eppure nella città di Esquel è stata chiusa l’unica che c’era buttando in strada 300 persone.

A tutti i compagni che lottano per un mondo più respirabile, a tutti i fratelli e sorelle del popolo mapuche in ogni parte del mondo, il fuoco della nostra lotta continuerà a bruciare, non abbandoneremo il nostro cammino. Il potere si mimetizza continuamente e la grande sfida è quella di riconoscere i suoi colori. Così come il mondo sta dicendo "fuori Bush", fuori l’oppressione, fuori la morte; noi continueremo a gridare "fuori Benetton dal territorio mapuche".

Per il Territorio e la Libertà
Marici Weu, Marici Weu!
Organización de Comunidades Mapuche - Tehuelche 11 de Octubre