Processo Genova G8 - La sessantottesima udienza

Mercoledì 7 dicembre 2005

Sessantottesima udienza del processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, per i fatti del g8 a Genova del 2001.
Ennesima udienza per Zampese. Il teste e il pm Canciani proseguono nella loro cronologia dettagliata dei fatti, aggiungendo deduzioni, osservazioni personali, supposizioni, audio non inseriti nel fasciclo del PM.
Zampese testimonia su fatti e luoghi mai visti se non in video, fa riferimento ad altri procedimenti, usa testimonianze anonime in cui qualcuno afferma che il fratello avrebbe visto in tale via il tale fatto.
Per due ore si diletta a farci rivedere frame per frame i video gia’mostrati, prima di passare a descrivere la distruzione del Credito Italiano all’incrocio tra Corso Torino e Corso Buenos Aires e l’arrivo del cosiddetto "corteo SMASH del blocco nero".
Zampese si profonde in valutazioni totalmente aliene ai fatti e forse piu’ relative alla sua natura di sbirro, usa materiali non presenti all’interno del fascicolo al momento in cui lui ha partecipato alle indagini, cita elementi non rilevanti ma suggestivi per la corte (come il luogo in cui lo striscione SMASH e’ stato dipinto che a suo dire è la scuola Diaz), fino a rilevare eventi di cui lui non ha notizia né diretta né indiretta come il sequestro di un furgone il 21 pomeriggio in cui uno degli imputati è arrestato che Zampese collega di sua sponte con alcune attivita’ e alcuni reati compiuti il 21 (un evento che ancora nessun magistrato ha sancito, ma ormai Zampese e attraverso di lui Canciani si e’ fatto giudice oltre che investigatore e procuratore rispettivamente).
Ormai Zampese e Canciani dilagano usando termini come verosimile e oggettivo come se piovessero, ormai eredi e custodi della storia. La relazione di Zampese sulla distruzione della Firpo (agenzia immobiliare all’angolo di Corso Torino e Corso Buenos Aires) è un momento esemplare non tanto dell’arbitrarietà della discussoine degli eventi, quanto dei collegamenti tra eventi, sequenza temporale, personaggi e reati: due foto che non c’entrano nulla l’una con l’altra vengono usate come dimostrazione della vicinanza e consecutio degli eventi, a tutto vantaggio dei capi di imputazione confezionati dall’accusa.
Zampese prosegue descrivendo le barricate in Corso Torino e via Pisacane e una supposta aggressione in Corso Torino ai danni di "operatori e curiosi". Zampese non lesina fantasia per cercare di convincerci a vedere atteggiamenti che nei filmati non si distinguono se non con una buona dose di cattiva volonta’.
Canciani riesce a riesumare uno dei primi testi che non gli aveva dato soddisfazione e deve rivedere quello che quel teste ha riferito con i pareri di un teste che non era presente ai fatti (ovvero fa raccontare a Zampese una versione di fatti che lui non ha visto diversa dalla versione che il testimone direttamente coinvolto ha raccontato). Alla faccia dell’accanimento terapeutico.
Frame per frame. Probabilmente una versione genovese della tortura della goccia. Chissà se farà traboccare il vaso della pazienza (nostra o del tribunale).

Come nel bar sport sotto casa, scopriamo che anche in un procedimento penale vale tutto. Il Presidente Devoto, su una tiepida opposizione della difesa, ricorda al teste che "gli elementi dedotti e di propria interpretazione non saranno tenuti in considerazione dalla Corte".
Sarà. Inoltre, Devoto, annuncia che al più presto le udienza da quattro al mese, diventeranno sei.
Prossima udienza martedi’ 13 dicembre 2005.

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