
Anche a Trento, dopo Bologna, Verona, Padova e molte altre città italiane, sono continuate le proteste per il passaggio della torcia olimpica e del suo carrozzone fatto di sponsor e multinazionali.
Alle 18.30, in via Prepositura, una quarantina di attivisti hanno rallentato per una decina di minuti con degli striscioni - “Vergogna Olimpica” e “No alle Olimpiadi delle espulsioni” - il passaggio del tedoforo.
Gli attivisti hanno occupato la strada bloccando poi la carovana pubblicitaria della Coca-Cola e impedendo così anche ai furgoni degli altri sponsor di seguire il percorso della fiaccola. Gli sponsor non hanno gradito chiedendo l’intervento della polizia in assetto antisommossa ma vista l’impossibilità di passare hanno dovuto invertire il senso di marcia dei furgoni e dirigersi direttamente al punto d’arrivo del tedoforo in p.za Duomo, dove le vere fiaccole della “solidarietà e fratellanza” hanno anticipato l’arrivo di quella marchiata Killer-Cola.
No alle Olimpiadi delle espulsioni
L’inizio dei giochi olimpici necessita che Torino sia “ripulita”, tirata a lucido per accogliere sportivi, giornalisti, tifosi. L’Italia non può permettersi di fare una brutta figura di fronte a tutto il mondo.
Per questo, come già successo nelle precedenti Olimpiadi di Atene 2004, anche a Torino si sta procedendo ad una sistematica pulizia della città da tutto ciò che possa nuocere alla brillante immagine del paese organizzatore.
Si è cominciato diversi mesi fa con lo sgombero di diversi centri sociali dell’area antagonista e ora si prosegue con l’intensificazione dei controlli nei confronti di quei cittadini che hanno meno diritti e che difficilmente riescono a far sentire la propria voce: gli Invisibili.
Cittadini migranti arrestati e portati in Centri di Permanenza Temporanea (i CPT - dei veri e propri moderni lager) o deportati direttamente nei deserti della Libia, senzatetto spostati dalle vie del centro e buttati chissà dove.
Questa è l’altra faccia dell’Olimpiade, manifestazione che dovrebbe essere simbolo di pace e dialogo tra i popoli, ma che per motivi di sponsor e business diventa ennesimo pretesto di nuova espulsione sociale.
Prima delle Olimpiadi vengono i diritti e la dignità delle persone...
NO alla torcia degli affari
Da giorni ormai la torcia olimpica dei giochi invernali di Torino 2006 è in viaggio. E già decine di volte il suo percorso è stato contestato, spesso interrotto. E’ diventato un percorso ad ostacoli.
L’accendersi della fiamma olimpica ormai ha perso gran parte di quei valori di solidarietà e fratellanza per i quali sono nati i giochi e costituisce quasi esclusivamente un circo di interessi economici ed una vetrina per sponsor e multinazionali. Tra queste lo sponsor principale è Coca Cola, o meglio Killer Cola, che si macchia quotidianamente in Colombia, grazie all’utilizzo di sanguinari paramilitari, di crimini e violenze contro sindacalisti e lavoratori, e pratica con la violenza perenni tentativi di imporre il monopolio dei suoi prodotti con effetti drammatici: in Chiapas (Messico), ma non solo, in molte comunità indigene è più facile ed economico trovare una bottiglietta di Coca Cola che un bicchiere d’acqua potabile.
Boicotta Killer Cola!!!
Le tappe per Boicottare la Coca-Cola
Per ulteriori approfondimenti:
www.sinaltrainal.org
www.Killercoke.org
www.tmcrew.org
www.nococacola.info
www.ciepac.org
www.indiaresource.org