Processo Genova G8 - La settantaduesima udienza

Mercoledì 1 febbraio 2006
Ennesima udienza del teste Zampese, che giunge al compimento della prima parte della sua deposizione, che potrebbe essere definita a tutti gli effetti come una vera e propria requisitoria multimediale.
"Siamo a meta’", ha specificato il pm Canciani, a fronte di una richiesta del tribunale di procedere in modo piu’ spedito.
Siamo giunti oggi alla fine del percorso del cosiddetto blocco nero. Solita sequela di particolari, di abbigliamento, di intuizioni dell’ispettore Zampese. Quelle intuizioni che, stranamente, non ebbe durante la sua permanenza, dalle otto del mattino fino a tarda notte, nella caserma di Bolzaneto per tutti i giorni del g8. Misteri dell’udito e della vista. Li’ non vide e non udi’ nulla. Di fronte al computer per analizzare foto e video sui 25 manifestanti invece - la saggezza popolare insegna - sono capaci tutti.
Il processo ai 25 - senza sparare eccessivamente sulla croce rossa Zampese - e’ comunque ad un suo momento di svolta. Aula semideserta, procura attenta, tribunale ancora di piu’. Il processo si sta decidendo, e’ triste ammetterlo, con la deposizione proprio di Zampese.
Mentre la difesa riaccende i motori - non manca piu’ tanto tempo al controesame - non resta che incassare e portare a casa.
Prossima udienza lunedi’ 6 febbraio.

Se fosse un programma televisivo, il processo ai 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, sarebbe ingiustamente inserito nel palinsesto notturno, insieme ai programmi da "fissati", contemporaneo, giustamente, a "cose mai viste", in concorrenza con un film vietnamita sottotitolato in ladino, visto il lessico e la pronuncia astrusa del teste Zampese. Come molte altre cose poco note, in realta’ sarebbe un grave errore. Del resto la difesa si appella ad un unico avvocato baluardo del team legale - impegnato su piu’ fronti processuali -, un po’ come l’ultimo uomo di una squadra di calcio, indeciso se mettere a terra l’attaccante, evitando il gol, ma facendosi espellere, oppure beccare il gol, ma rimanere in campo e provare a rimediare.
Mentre la procura stacca identificazioni e, forse, condanne, con il tribunale che - approffittando, ancora forse, della situazione di "pochi intimi" in aula - sembra molto attento, confabula, indica lo schermo. Stanno decidendo.
D’altronde il protagonista solitario, "one man show", si presta a onirici percorsi da teledipendenti.
Zampese forse meriterebbe un passaggio televisivo in qualche programma di spessore stile Bagaglino o Porta a Porta, o forse un’imitazione tagliente di qualche comico. La sua e’ davvero una presenza interessante: nei giorni del g8 e’ a Bolzaneto dove non vede niente. Non sente urla, non vede sangue, non percepisce nulla. E’ li’ che fa il suo compitino burocratico e basta, dice. Chiuso invece in un ufficio, con la comodita’ di computer e assistenti, chissa’, l’ormai noto "porfido Zampese", snocciolo particolari, presupponendo addirittura comportamenti, intuibili da semplici fermo immagine.
In realta’ il processo ai 25 e’ a una svolta. Qualche giornalista, quasi esultante, ha esclamato "hanno impacchettato il blocco nero". Purtroppo l’umile cronista non puo’ che notare la giustezza di tale affermazione, seppure e’ apparsa eccessivamente eccitata.
E’ indubbio pero’ che la deposizione Zampese, che ha concluso oggi la panoramica sul blocco nero, equivalga ad una lunga ed estenuante requisitoria multimediale. Una nuova frontiera del dibattimento. Chissa’ che non stia gia’ pensando al suo blackblog, l’astuto Zampese...
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