
Francia - Lo scorso fine settimana il coordinamento nazionale degli studenti si è riunito a Nancy, per analizzare la mobilitazione contro il cpe dopo il suo ritiro da parte del governo francese.
"Nonostante la sostituzione del cpe da parte del governo, costretto dalla pressione delle mobilitazioni - si legge nel comunicato del coordinamento - e il fatto che era dal 1995 che una mobilitazione non metteva in ginocchio il governo, e dal 2002 che gli studenti non riuscivano a farlo cedere dalle sue posizioni", la mobilitazione non si è conclusa.
“Questo dimostra che la lotta paga”, che il governo è stato sconfitto dalle mobilitazioni di piazza. Ma nonostante questo e le grida di vittoria da parte dei media e dei sindacati, “non abbiamo vinto su tutte le nostre rivendicazioni”, facendo riferimento, evidentemente, al ritiro integrale del testo di legge definito “dell’uguaglianza delle opportunità” (LEC) e del progetto di legge sull’immigrazione (CESEDA, proposta di legge di Sarkozy che sarà votata il 3 maggio dal parlamento).
La sostituzuone del cpe ha portato infatti ad una certa confusione: dovuta soprattutto al fatto che sindacati e media hanno rivolto la loro attenzione soltanto sul cpe, mentre le rivendicazioni portate avanti dal cosidetto movimento anti-cpe sono molto più ampie. Oltre a questa confusione, la repressione e il ricatto sugli esami ha portato all’interruzione in molte università e licei dei blocchi e degli scioperi. Ma le assemble sono ancora massive a dimostrazione che sono in molti a voler continuare la lotta. Oggi sono 37 le facoltà mobilitate di cui 18 bloccate.
La resa del governo ha fatto prendere coscienza a milioni di persone della propria forza: “Continueremo dunque le assemblee generali insieme ai salariati, gli interventi nelle aziende, e le azioni comuni come i blocchi economici, i blocchi delle vie di comunicazione... Continueremo il lavoro politico di infomazione sulle politiche intraprese dal governo per precarizzare le nostre vite...La nostra lotta ha rivelato una crisi sociale e politica. Si tratta della crisi di tutto un sistema sociale".
L’appello del coordinamento nazionale si conclude con il lancio di una giornata di manifestazoni nazionali per il 18 aprile. Per una manifestazione prevista per martedì 25 aprile, in direzione dei tribunali allo scopo di contestare la repressione della polizia e gli arresti e le denunce che hanno colpito molti manifestanti per cui si chiede l’amnistia. E poi l’appuntamento del 1 maggio "per una grande giornata di lotta europea contro la precarietà ed in particolare per il ritiro della LEC e della legge sull’immigrazione mentre il 2 maggio - si legge nel comunicato - sarà organizzata una assemblea generale con gli studenti e i precari europei".
Nancy, 16 aprile 2006