
12 maggio 2001 - 12 & 13 maggio 2006
It’our history!
5 anni fa, il 12 maggio del 2001 abbiamo liberato uno stabile abbandonato da molti anni in viale Monterosa. Nasce il CANTIERE, da subito Laboratorio di sperimentazione studentesco e precario, spazio liberato e autogestito, strumento di movimento per il coordinamento dei collettivi studenteschi e non solo. Soffia il vento di Seattle, Praga e Napoli, dentro al Cantiere prende vita la mobilitazione che da Milano porta al contro-g8 di Genova. Dalla battaglia contro i buoni-scuola in Lombardia, contro le politiche globali dettate dal neoliberismo per smantellare saperi diritti e libertà, siamo Per niente Buoni contro G8, e partiamo dal Carlini, dal Laboratorio della disobbedienza, insieme a quel corteo moltitudinario in cui fu ammazzato Carlo Giuliani. La dimensione della guerra globale permanente è oramai entrata con forza nei nostri territori, i carabinieri di Genova poco dopo saranno a Nassirya, il controllo sociale, il razzismo contro il nemico sono di fatto un modo per cercare di mettere all’angolo chiunque si ribelli a questa dicotomia di opposti-uguali guerra e terrorismo. Già avevamo assistito alla devastazione dei Balcani, ora vediamo prima l’Afghanistan, poi l’Iraq, guerra preventiva, pericolo chimico, esportazione della democrazia, nonostante tutto lo sforzo dell’Impero per legittimare il massacro, milioni di persone in tutto il mondo si oppongono attivamente. Noi, insieme a tanti, costruendo lo spazio pubblico e politico della disobbedienza sociale, siamo prima in piazze moltitudinarie e radicali, come il 20 marzo 2003, il giorno dell’inizio dei bombardamenti in Iraq, quando in 60.000 abbiamo occupato la Stazione Centrale e poi sui binari per fermare i treni della morte e davanti alle banche armate, per denunciare e sanzionare chi, dopo aver guadagnato sulla guerra specula sulla ricostruzione. Attraversando queste fasi lo spazio politico diventa sempre più europeo e globale. Nasce un nuovo srumento, per noi, per i movimenti sociali, è la rete Global, tv, radio, sito, inchiest-azione a partire dai territori e molto altro. Ieri, oggi ... in Movimento! Mettiamo in campo pratiche di liber-azione che cercano di volta in volta di inceppare e delegittimare la guerra globale e permanente come meccanismo ordinativo del presente nei territori dove si combatte ad alta intensità a suon di bombe e paramilitari, ma anche qui da noi, dove si traduce in razzismo, controllo sociale, negazione di diritti umani, come sul fronte del Mediterraneo dove sui barconi della morte muoiono migliaia di migranti ogni anno o nei centri di permanenza temporanea, veri e propri lager del terzo millennio. Guardiamo per esempio a Los Angeles, Salvador Atenco, New York e Seattle, là dove contro la segregazione razzista, contro la guerra di Bush interna ed esterna, contro il neoliberismo, hanno saputo ribellarsi e conquistare spazi di autogoverno e diritti, dall’insurrezione zapatista, fino allo sciopero dei migranti del primo maggio. Abitiamo in una metropoli attraversiamo quei luoghi di formazione e di produzione di sapere, relazioni, affettività e creatività che sono i principali luoghi di messa al lavoro e sfruttamento, dalle scuole, cominciando con gli stage, fino alle svariate forme di lavoro precario le nostre vite sembrano predestinate dalle ricette sovranazionali che tutti i governi in Europa fanno a gara per applicare con maggior efficacia: intermittenza di reddito, continuità di lavoro. La precarietà non è soltanto un problema delle nostre parti come dimostrano l’insorgenza francese che sin dall’autunno delle banlieues, passando per lo sciopero metropolitano innescato dall’occupazione delle università francesi, ha messo in campo un Reve General, un sogno di autodeterminazione e di dignità e ha vinto sul CPE del governatore di turno. Siamo convinti che uno sguardo ampio e globale sia fondamentale, mentre il Fondo Monetario Internazionale detta le proprie ricette al futuro governo, da parte nostra la ricetta è sempre quella per cui ai "no global al governo" preferiamo "i no global nelle piazze". Per liberare diritti e libertà, per fermare le guerre è vitale e necessaria una alternativa reale, globale alle politiche neo-liberiste, una alternativa che rinasca nelle piazze, nei sogni e bi-sogni delle moltitudini. D’altornde "per rivoltare la debolezza dei governi è necessario ieri come oggi liberare energie di movimento". Oggi sono protagonisti di un cambiamento radicale, che parla di libertà e di diritti solo i movimenti sociali che mettono nuovamente in discussio nei territori la macchina di riproduzione dello sfruttamento e nello stesso tempo articolano il diritto di resistenza contro la guerra globale permanente e contro il neoliberismo. Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e Provincia. Unisurfers A-ZionLab
Da 5 anni rivendichiamo il diritto di resistere attivamente alla precarietà e alla guerra, pratichiamo percorsi autonomi e autogestiti di liber-azione delle vite, reclamando reddito, diritti, dignità e libertà.
Da molti anni la realtà che vede insieme i collettivi di decine di scuole superiori articolare una rete a partire da percorsi concreti costruiti dentro agli istituti. Contro una riforma morattila che cerca di realizzare una sintesi tra scuola e lavoro precario, pratichiamo autogestione e mettiamo in campo mobilit-azione. La nostra scuola la costruiamo giorno per giorno nelle aule occupate, nei copyriot corner, veri e propri spazi di liberazione dei saperi, durante le occupazioni che vedono centinaia di studenti coinvolti in un percorso collettivo di autoformazione che riempie i luoghi in cui viviamo molte ore al giorno di socialità e di una cultura altra e antifascista. Rivendichiamo il diritto a costruire noi il nostro futuro, contro la Cultura Del Lavoro, quella che ci vuole stagisti, sfruttati e non pagati, contro la privatizzazione delle scuole da parte delle riforme degli ultimi anni, siamo scesi in piazza in decine di migliaia, abbiamo occupato e interrotto i luoghi degli stages, assediato Morattila al grido di “Morattila Milano ti ripudia”.
Studenti universitari,cognitari,contro la Riforma della Fast-University,rivendichiamo di studiare con lentezza diritto, di essere liberi e non inseriti nella catena di montaggio del lavoro immateriale. Il diritto allo studio implica la possibilità di potersi spostare liberamente nella metropoli,reclamando il reditto indiretto che ci spetta, significa diritto all’abitare, significa liberare saperi in quanto prodotto della intelligenza collettiva dell’ umanità attraverso pratiche di liberazione diffusione e condivisione, di copyriot. Rivendichiamo reditto,in quanto cognitari e precari che in ogni momento della vita, attraverso la cultura, le relazioni, gli affetti producono richezza, conoscenza. Costruiamo spazi di libertà contro ogni proibizionismo, contro la legge Fini e contro l’attacco alle libertà personali delle donne e di tutti. Sono tante le mobilitazioni che ci hanno visto protagonisti quest’ anno,dall’ assedio moltitudinario del parlamento contro l’ approvazione della legge Moratti alla parade antiproibizionista contro la legge Fini Giovanardi dell 11 marzo,alla mayday parigina.
Precari della metropoli, accomunati da sogni e bisogni, dalla volontà di esodare dalla città delle formiche di autodeterminare il proprio presente ed il proprio futuro. Siamo protagonisti di rivendicazioni di reddito e di pratiche attive di diritto di resistenza contro la guerra. In continua riccerca e sperimentazione di forme progettuali di autoproduzione, autoreddito, socialità cultura e comunicazione dentro e fuori dal Cantiere.