I Precog in terza persona

Storia minima di una mutazione sociale e antropologica

Sabato 1 maggio 2004

0.1 C’era una volta la favola dei garantiti e dei non-garantiti, ve la ricordate?...la morale era semplice, dare garanzie a chi non ne aveva, normalizzare la devianza comportamentale dei non-garantiti: grande Sindacato, grande Partito, fabbrica+produzione+sacrifici.

0.2 Ma cosa succede quando il linguaggio diviene strumento e la produzione diventa sociale? Ecco che negli Ottanta e i Novanta si incomincia a sudare meno e stressarsi di più: si producono "oggetti" usando parole, codici, segni, immagini. La rivoluzione tecno-digitale rende insensata la battuta sprezzante "fatti, non parole!!!". Chi parla produce, chi produce chiacchiera. La casta intellettuale non esiste più, esiste l’intellettualità diffusa che ha a che fare con quelle cose "sporche" che sono lavoro+merce+cooperazione produttiva.

0.3 Nei Novanta si è cominciato a parlare di A/Tipici intendendo la proliferazione di nuove tipologie contrattuali: a termine, interinale, a chiamata, di notte, di giorno, per qualche mese, senza ferie, senza diritti. Sono emersi con forza, non più come problema di "devianza marginale", semmai come apologesi delle magnifiche sorti e progressive dell’economia postindustriale, gli A/Tipici, le partite iva, i flessibili. Piano piano, concertazione dopo concertazione, treu dopo treu, le figure del "nuovo" hanno cominciato a riconoscere la "cattura" di sempre. Flessibili ovvero precari, mobili ovvero precari, a termine ovvero precari. Senso della fine, fragilità, cinismo e debolezza, mutevolezza, intraprendenza e chiacchiera, divengono "situazione emotiva" e modi d’essere dentro e fuori il lavoro: vita e produzione coincidono.

0.4 Si compie una mutazione antropologica di cui ancora stiamo vivendo i passaggi più significativi. Macchine intelligenti e macchine linguistiche: l’umano è agli sgoccioli. Informazioni che producono merci+merci che producono immagini+opinioni che organizzano finanza+consenso che produce impresa+impresa che produce società. Sensualità e codici, tecnica e desiderio, macchine e passioni vivono assieme nella carne della moltitudine precaria.