
Oggi mercoledì 5 Luglio 2006
Presidio davanti all’aeroporto Dal Molin dalle 18.30
Leggi il comunicato
ore 20.00 - Il presidio si sta per concludere.
Il 5 luglio resterà una data importante: centinaia di cittadini si sono trovati davanti all’aeroporto Dal Molin per esprimere il loro NO alla militarizzazione di Vicenza e ribadire il loro NO alla guerra. E’ molto importante, proprio in un momento come questo dove chi si professa contro la guerra sta votando a Roma il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
[ audio 05 ]
ore 19.30 - Davanti all’aeroporto Dal Molin, sono ancora numerose le persone che contestano il passaggio dell’aeroporto civile vicentino nelle mani militari statunitensi.
"E’ con sommo piacere che vedo partecipare a quest’iniziativa i miei concittadini, che finalmente si sono svegliati dal torpore e hanno capito che un’altra caserma sarebbe devastante per la nostra città", dice Rosa dal presidio.
[ audio 04 ]
ore 19.15 - L’Osservatorio contro le servitù militari di Vicenza e comitati di quartieri si sono recati alla Camera e hanno incontrato il presidente della commissione difesa, l’on. Pinotti, per consegnare le 7000 firme raccolte contro il "progetto Dal Molin".
[ audio 03 ]
ore 19.00 - L’intervento dal palco di Francesco del Capannone Sociale di Vicenza.
[ audio 02 ]
ore 18.45 - Prima corrispondenza dall’aeroporto Dal Molin, dove l’Osservatorio controle servitù militari ha organizzato questa iniziativa per dire no al progetto che prevede il trasferimento di questo aeroporto civile nelle mani dei militari statunitensi.
[ audio 01 ]
Da più di un anno abbiamo dato vita ad un comitato unitario che si sta battendo attraverso differenti iniziative per la riconversione esclusivamente a scopi civili della base militare di Camp Derby. Il nostro lavoro, vista la risposta dell’attuale governo locale di centro sinistra di una riconversione a scopi di “Peace Keeping”, dell’attuale base militare, è incentrato su un progetto di “ riconversione preventiva”, vogliamo che dietro a questo falso nome, operazione peacekeeping, che altro non è che un altro modo per chiamare la guerra, i fondi che da anni vengono impiegati per mantenere le basi militari americane, vengano spostasti in fondi per la riconversione dell’area. Dire no alla guerra, vuol dire impedire la presenza ed il mantenimento delle basi militari statunitensi, nonostasnte i ricatti che questi signori della guerra stanno attuando nei nostri territori, tendando di mettere il movimento Noglobal con le spalle al muro attraverso il ricatto di licenziamento di 87 persone.
[ ascolta ] l’intervista a Valter Lorenzi, comitato contro la base militare di Camp Derby
E’ importante che in tutta Italia si faccia sentire il clima di contrarietà alla presenza delle basi della guerra. Noi stiamo portandfo avanti una battaglia contro i quattrro poli militari, tra cui la caserma militare Maddalena. La nostra è una posizione scettica, rispetto all’annunciato ritiro dei militari americani. L’altra cosa che ci lascia un punto interrogativo, su dove possano andare. Pensiamo che Taranto potrebbe essere la loro prossima destinazione. L’altro problema contro cui ci battimao è quello che è passato alla cronaca come poligono della Morte. 150 abitanti 20 casi di tumori, una percentuale altissima.
[ ascolta ] l’intervista a Mariella Cao, Sardegna
Questa mattina l’Osservatorio contro le servitù militari di Vicenza si è recato a Roma per illustare alla stampa nazionale il "caso Vicenza", portando tutto il materiale che l’Osservatorio è riuscito a recupare unitamente alle 7000 firme che i comitati e i cittadini hanno raccolto in pochi giorni, ribadendo che la città non vuole questa nuova struttura militare.
"Siamo andati al Senato in contemporanea alla riunione del tavolo tecnico che vedeva riunito il Ministero della difesa, il comune e la provincia di Vicenza che dovevano discutere la questione dell’aeroporto Dal Molin per testimoniare anche al governo Prodi che Vicenza non vuole diventare una struttura logistica per la guerra infinita di Bush. Non accettiamo un ragionamento di scambio, com’è emerso da indiscrezioni giornalistiche, tra il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq e il "dazio" da pagare con l’allargamento della presenza militare nel territorio italiano.
[ ascolta ] l’intervista a Olol Jackson, Verdi Veneto