Libertad a los presos por luchar!Marcia per la liberazione dei prigionieri politici - Toluca

Giovedì 27 luglio 2006
Oggi, 25 luglio, una delegazione della Carovana di Ya Basta ha partecipato ad una marcia e ad una conferenza stampa in favore della liberazione dei prigionieri politici di San Salvator Atenco. Queste iniziative si sono svolte nello zocalo di Toluca, citta’ dove si trova il carcere di Santiaguito, nel quale e’ reclusa la maggior parte dei detenuti per i fatti del 3 e 4 maggio. La marcia si e’ svolta in maniera inusuale rispetto a quello a cui siamo abituati in Europa, dove decine di persone aderenti al Frente Popular en Defensa de la Tierra hanno marciato in fila, e piu’ volte, attorno alla piazza principale del paese (nella quale hanno sede il palazzo municipale, la questura e il palazzo di giustizia), impugnando machete e scandendo in maniera incessante slogan in favore della liberazione dei compagni/e detenuti/e. Sebbene molti compagni non abbiano potuto parteciparvi, in quanto si trovavano al plantón permanente di fronte al carcere a pochi chilometri dal centro, la manifestazione e’ riuscita ad esprimere con fermezza e convinzione la volonta’ di non retrocedere di un passo fino a che l’ultimo dei detenuti non sara’ liberato, e allo stesso tempo ha saputo trasmettere tutta l’indignazione e il dolore per la morte dei due compagni assassinati dalle forze di polizia nel corso degli scontri del 3 e 4 maggio. L’associazione Ya Basta e’ stata ringraziata per la presenza solidale e per la documentazione della conferenza stampa da rappresentanti del Frente Popular en Defensa de la Tierra e dalle compagne appartenenti all’organizzazione delle Mujeres Sin Miedo. Queste ultime, dopo un intervento iníziale del compagno Heriberto del FPDT, hanno aperto la conferenza stampa leggendo una lettera scritta dalle prigioniere politiche detenute nel carcere di Santiaguito, le quali denunciano le pessime condizioni di detenzione e i ripetuti abusi di cui sono state vittime durante e dopo l’arresto, ringraziando organizzazioni e singoli che lottano per la loro liberazione e per la verita’. Ofelia, compagna delle Mujeres Sin Miedo, ha sottolineato poi come la liberazione dei detenuti non sia sufficiente per fare giustizia, ma che e’ invece necessario che chi ha commesso abusi, e chi li ha ordinati e pianificati, paghi pienamente. Seguono gli interventi di Juan de Dios Hernández Monge e della commissione medica, che coadiuva il gruppo di avvocati di cui Juan fa parte, istituita col fine di dimostrare le torture e i reati di lesa umanita’ subiti dai e dalle detenute. La conferenza stampa si e’ conclusa con un intervento congiunto di Ofelia e Heriberto: dopo una raccolta di fondi organizzata dalle Mujeres Sin Miedo in favore del Frente Popular en Defensa de la Tierra, questi ultimi hanno deciso di riindirizzare il denaro ai 1500 desplazados delle basi di appoggio zapatiste di Acteal e Polho in quanto l’allerta roja indetta dall’EZLN in solidarieta’ ai prigionieri politici di Atenco impedisce le relazioni commerciali e conseguentemente rende difficile il sostentamento della popolazione. I fondi quindi vengono púbblicamente resi alle Mujeres in quanto sono le uniche autorízzate ad entrare nelle comunita’ zapatiste durante l’allerta roja. Ogni intervento e’ intervallato da slogan per la liberta’ e la giustizia sociale e allo stesso modo termina al grido di LIBERTAD A L@S PRES@S POR LUCHAR.