La più importante associazione di donne, ha deciso di non aderire alla manifestaizone del 13 Febbraio "IO SONO.." allora che fare?

"Se non ora quando": L'Unione Donne in Italia (UDI) non partecipa all'evento del 13 Febbraio

Secondo l'UDI la manifestazione è "vaga", senza un reale scopo se non quello di assecondare i partiti, tra l'altro da sempre sordi alle esigenze delle donne. E quindi che fare? Se partecipare, farlo per i diritti delle donne, e non per assecondare i partiti.

Utente: SaraMago
8 / 2 / 2011

Riporto la lettera inviata dalla presidentessa nazionale dell'Udi, la più importante associazione di donne italiane.

"Carissime, la manifestazione in programma  per il 13 febbraio si terrà , non solo a Milano, ma in contemporanea in diverse città, perciò molte donne dell’Udi sono state contattate.

Premesso che non credo l’Udi debba dire altro oltre il comunicato già inviato, è utile uno scambio tra noi meno formale. E’ perfino superfluo dire che, a titolo personale,  ognuna è libera di partecipare; è opportuno invece ribadire che l’Udi non può essere chiamata a schierarsi, a “portare” donne a una manifestazione che non rientra nella sua politica.Non possiamo rinunciare alla nostra identità per rappresentare un confuso genere femminile, indignato e anonimo. La manifestazione in questione è infatti promossa in varie città come una manifestazione di donne non meglio definita.Noi non abbiamo mai sottovalutato l’importanza di esporci nelle piazze, a partire da questo ci siamo misurate in diverse situazioni: raccolta firme, Staffetta, in ultimo, il contrasto agli stereotipi con la Campagna Immagini Amiche.  Ogni volta,  però, abbiamo dovuto prendere atto che la politica non sente quello che dicono le donne attraverso le associazioni femminili perché non riconosce la politicità del movimento organizzato delle donne. Non lo riconoscono neanche i media ai quali abbiamo chiesto, fino alla noia, di raccontare quella società civile che ogni giorno si impegna per cambiare un assurdo modello culturale a “sesso unico”. Quindi è insopportabile che gli insistenti appelli facciano leva, ancora una volta, su un presunto silenzio che non ci riguardaperché noi non siamo mai state zitte.  Siamo state silenziate! Come abbiamo già detto e ripetuto più volte.Un caro saluto a tutte, Pina Nuzzo"
La mia riflessione è che questo "movimento" o "malumore" delle donne è nato e si è espresso dal basso e TRASVERSALE, tra l'altro espressione di un sentimento da sempre diffuso, è solo che ora ha trovato modo di farsi vedere (...quindi dalla popolazione civile esprimendosi come poteva con i loro mezzi, come i Social Network), ed in conclusione sono contraria a qualsia appropriazione indebita, a scopo anche di acquisizione di voti o tesseramenti, e condivido le preoccupazione dell'UDI

Ognuna poi è libera di autodeterminarsi, ed essere "attiva" come preferisce, nel quotidiano, facendo pressione singolarmente o con gruppi spontanei alle sedi di partito, o nelle piazze. Ma con la coscienza di che cosa realmente sono e le rappresenta. 

La volontà di "cavalcare l'onda emotiva" è evidente nell'organizzazione della manifestaizone "Se non ora quando?", dove tra l'altro è forte la presenza associazionistica e dei partiti, anche se ora mascherata a causa della pressione "dal basso" che non vuole essere manipolata. Lo dimostra anche il fatto che nel primo comunicato inviato, viene citata spesso l'espressione "Usa e Getta", con evidente riferimento al Blog che ha lanciato il movimento spontaneo, Società Usa e Getta, che invece non è legato all'iniziativa del 13 Febbraio. 


Per chi scelga le piazze, ma non si sente rappresentata, o in quell'occasione non si voglia far rappresentare da nessuna bandiera sindacale o politica, Società Usa e Getta suggerisce un cartello al collo (facile da fare, con un cartoncino e cordicella) con su scritto "IO SONO... e non appartengo a nessuno" oppure "IO SONO... e non ho bisogno di nessuno per dire BASTA!"


Inoltre riempire la protesta di contenuti. La mercificazione della donna avviene nella vita privata, nel lavoro, nei media e nel dibattito politico/ideologico. 
Assistiamo ad esempio, ad una,  "triturazione mediatica" sull'onda del dibattito politico - ideologico, ci svesto e ci vestono, ci scoprono e ci coprono a loro piacimento.. quasi perdiamo il controllo del nostro corpo e della nostra rappresentazione. Troppe pressioni sull'apparenza, noi dobbiamo essere rispettate a prescindere. NOI SIAMO! Ecco un bel tema..

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