Solidarietà ad Uniti contro la Crisi, ai Cobas, a Luca e Piero.

In articolo pubblicato su Contropiano, noto giornale comunista, è stata dichiarata "guerra" ai cobas ma non solo.

Utente: marcobarone
25 / 10 / 2011

Dopo Genova 2001, dopo il dibattito logorante violenza sì, violenza no, mentre si continuava a patire la violenza del sistema, dopo anni di sofferenze e divisioni, non appena matura una manifestazione enorme, ecco che nuovamente, per ragioni varie che avevo anche espresso in precedente articolo ,  si assiste al declino.
Un declino a volte figlio di un degrado sociale e culturale meschino, a volte figlio del settarismo politico, a volte figlio della e poco regale, grande ignoranza.
Che il 15 ottobre sia maturata una sorta di "resa dei conti" all'interno del non movimento è un dato di fatto,commenti anche duri, aspri sono stati pubblicati su vari siti di controinformazione e di riferimento per l'area antagonista e conflittuale di tal Paese, ma tutto ha un limite.
Quando si arriva ad invocare l'odio verso i compagni, da parte di c.d compagni, quando si arrivano ad invocare accuse prive di ogni fondamento, come unico pretesto per attaccare l'unica realtà indipendente e conflittuale di questo Paese , vuol dire che non si ha altro di meglio da fare che perdere tempo in provocazioni e far perdere tempo ed energie a chi ogni giorno lotta per rivendicare l'esistenza e l'affermazione di quei diritti sociali che il sistema annienta.
E ciò ahimè è accaduto anche nel peggior dei modi.
Questi fatti devono essere conosciuti anche da chi è estraneo alle logiche del movimento, per comprendere in che stato è oggi il conflitto sociale in Italia, per comprendere come siam messi, per comprendere che l'unità del c.d popolo è impraticabile, almeno in Italia.
In articolo pubblicato su Contropiano, noto giornale comunista, è stata dichiarata "guerra" ai cobas ma non solo.
In un passaggio di tale articolo, si legge che
*Costoro vanno smascherati, denunciati, contrastati e combattuti in ogni contesto di classe. Non sono l’ala destra del movimento proletario ma agenti attivi della borghesia imperialista. Sono nemici di classe, non compagni che sbagliano.
*Costoro( Cobas, Uniti contro la Crisi e Sel)
Come non leggere tale passaggio come un chiaro ed espresso invito al contrasto anche duro e non solo dialettico e politico verso i Cobas ed Uniti contro la Crisi?
Certo, esiste la libertà di espressione, di critica, ci mancherebbe altro, però tutto ha un limite, specialmente quando si vuol inneggiare alla violenza contro i compagni. Qualcuno forse rimpiange la vicenda spagnola, dove i compagni anarchici sono stati letteralmente massacrati dal partito comunista, eppure lottavano per la libertà, eppure lottavano per la giustizia sociale.
Non è questa la strada da percorrere.
Esistono delle differenze profonde tra le varie realtà, spesso ci confrontiamo anche in modo duro, ma mai pubblicamente ma neanche internamente, siamo arrivati a questi livelli di degrado politico, sociale e culturale.
Siamo in crisi, certo.
Una fottuta crisi che divide e nello stesso tempo rafforza ogni tipo di repressione.
Ritornare ai servizi d'ordine, dai prossimi cortei, cosa visto la situazione in essere ovvia, è una sconfitta. Ci sono voluti anni ed anni per liberare i cortei da pratiche lungi dalla libertà di manifestare.
Eppure si torna indietro.
Che altro dire?
E' un momento amaro ed avaro di sorrisi, semplicemente perchè siamo nel pieno di una crisi che non è nostra, ma ad oggi la stiamo pagando noi, eppure arriverà presto il momento ove le cose muteranno strada.
Strada della rivolta.
Strada della ribellione.
Lontano da ogni rappresentanza, lontana da ogni delega, lontana da ogni poltrona.

Manifesto la mia solidarietà ad Uniti contro la Crisi, ai Cobas, a Luca, a Piero.
Marco Barone

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