03.05.15 Bologna sfiducia Renzi: cariche e feriti alla festa del partito "democratico"

3 / 5 / 2015

Oggi in centinaia tra varie realtà, centri sociali, collettivi, sindacati di base, studenti, occupanti di case, precari e disoccupati hanno contestato la presenza di Matteo Renzi, chiamato a concludere la Festa Nazionale dell’Unità, mai come quest’anno scollegata dalla società e in crisi di partecipazione. L’ingente dispiegamento di polizia su tutti gli ingressi al parco, solitamente pubblico, non ha reso possibile l’ingresso ai manifestanti che prima hanno affisso striscioni che esprimevano messaggi di contrarietà alle politiche governative, per poi partire in corteo da Piazza XX settembre e raggiungere l’altro presidio di contestazione in Piazza VII agosto, quindi l’altro ingresso alla kermesse. Improvvisamente è partita una violentissima carica, il cui bilancio è stato di tre attivisti fermati, rilasciati un paio d’ore dopo, e numerosi contusi e feriti, tra cui una studentessa con il volto e la testa sanguinanti e una signora di mezza età portata in ospedale per una visibile frattura della spalla. La violenza della Polizia non ha scoraggiato i manifestanti, rimasti in presidio per tutto il pomeriggio. Oggi Bologna ha mostrato tutta la sua opposizione a Matteo Renzi, a tutto il governo e al Partito Democratico!


‪#‎BolognaSfiduciaRenzi‬

Leggi il testo distribuito durante l'iniziativa:

La presenza di Matteo Renzi questa domenica a Bologna avviene nel momento di minor consenso al suo governo di non eletti. Sulla sua figura di “uomo solo al comando” si sta abbattendo infatti un dissenso sempre più diffuso e stratificato nella società, costretta a pagare una crisi economica di cui le sue politiche non rappresentano una risposta credibile.
Risposte che non possono essere né la “Buona Scuola”, che di “buono” ha prodotto solamente l’unità di studenti e docenti che si stanno mobilitando contro l’attribuzione dei super-poteri ai presidi, l’aziendalizzazione degli istituti e dei sistemi di valutazione fino all’esclusione dalle assunzioni di migliaia di precari; 
né il Jobs Act, che è riuscito ad eliminare le ultime tutele nel mercato del lavoro, istituzionalizzando lo sfruttamento e la ricattabilità, liberalizzando definitivamente il contratto a tempo determinato e l’apprendistato; 
né lo “Sblocca Italia”, un ulteriore favore agli stessi speculatori ed affaristi che hanno già le mani in pasta sui grandi eventi e le grandi opere che devastano i territori e l’ambiente; 
né il “Piano Casa”, che della sempre più crescente emergenza abitativa si preoccupa solo di criminalizzare le occupazioni abusive attraverso il noto art.5, che proprio qui a Bologna crolla sotto i colpi delle lotte sociali.
Renzi e la governance europea di cui fa parte sono anche complici della costante ecatombe nel mar Mediterraneo e nelle altre zone di frontiera di un’Europa, con il governo italiano in prima linea, che sceglie di rispondere militarmente al dramma umanitario provocato da guerre e conflitti.
Vogliamo sfiduciare Renzi tutti e tutte insieme, laddove un Parlamento svuotato di qualsiasi ruolo e legittimità non è in grado di contrastare le sue derive autoritarie dentro e fuori il suo Partito, di cui la vicenda sulla nuova legge elettorale è l’emblema.
Matteo Renzi è stato invitato a chiudere la storica kermesse locale del Partito Democratico, tornata al Parco della Montagnola, che mai come quest’anno indica un evidente scollamento con qualsiasi livello di partecipazione e di consenso sociale, come dimostrato dalla paura e dall'intolleranza verso qualsiasi forma di contestazione.

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