#12A Pretendiamo un futuro all’altezza dei sogni che abbiamo! Liber* tutti*

Qualche riflessione sul 12

13 / 4 / 2014

Fianc'a ffianco a 'nu cumpagno ca te sustene/ staje sicuro c'o curdone mantene/ pure dopp'ca l'è caricato

( da Shotgun Studio, Mezzocannone Occupato, Album "Antifa Production")

 Il nostro racconto della giornata di ieri è molto diverso da quello che questa mattina affolla la stampa nazionale, impegnata come di consueto nel setaccio della composizione del corteo,  alla morbosa ricerca di violenti e disturbatori. E’ un racconto interno, che viene dalla pancia viva di quella piazza, dal cuore di quella composizione meticcia che ieri ha invaso Roma e ha assediato il ministero del lavoro e dello sviluppo economico a Via Veneto. Il nostro è chiaramente un racconto di parte, la parte da cui da anni facciamo movimento, agiamo nei conflitti, rivendicando innanzitutto una vita degna. E’ da questa parte che prendiamo parola per dire alcune cose, chiare e semplici.

Sia chiaro innanzitutto che la crisi, apertasi nel 2008 e abbattutasi da una parte come flagello sociale e dall’altra come zona d’eccezione permanente durante gli ultimi cinque anni, ha impoverito sensibilmente questo paese, da nord a sud. Le contraddizioni sociali, la carne viva dei dati che raccontano dell’incremento della disoccupazione e delle diseguaglianze, oggi mostrano la cartografia di un paese che ha sempre meno voglia di giudicare le pratiche collettive di opposizione, sempre meno voglia di dissociarsi da quella che qualcuno continua  a chiamare violenza.

Ecco perchè è inutile cercare, fotogramma per fotogramma, il momento in cui quel corteo moltitudinario, avrebbe preso le distanze da gruppi o singoli. Non c’è. Semplicemente quel momento non esiste. Il corteo è arrivato come un blocco unico sotto i palazzi simbolo delle controriforme che hanno impoverito e precarizzato il paese e  come un blocco unico ha messo in campo forme diverse di assedio. Un assedio legittimo,anzi necessario, tanto quanto illegittima e spropositata è stata la reazione della polizia e dei carabinieri presenti in quella piazza. Una reazione brutale, indiscriminata, come sempre volta al massacro. Questa è la verità, testimoniata dalle cose bruttissime a cui abbiamo assistito tutt@ ieri e soprattutto dalle immagini di questa mattina. Una violenza che è a nostro avviso una  vera e propria presa di posizione politica del governo Renzi, che oltre ad avanzare indomitamente proposte di legge volte al peggioramento delle condizioni di vita di noi tutt@, mette la firma sotto la giornata di ieri, sotto il sangue, le ferite, le cariche e gli inseguimenti.

Il sindaco di Roma Marino, espressione dello stesso Pd di Matteo Renzi, addirittura spende parole per complimentarsi contro quei plotoni impazziti che hanno calpestato corpi indifesi, calciato facce gia’ a terra e gia’ immobilizzate, spinto gratuitamente per centinaia di metri i manifestant@ costringendoli a chiudersi in vere e proprie tonnare per sfuggire alle botte.  Con i complimenti del Pd arrivano anche quelli del ministro Alfano, solito estimatore di manganelli e manette e altrettanto nemico dell’ legalità, tranne che di quella sistemica che si è perpetuata per anni nella stanze del suo partito.

Sono cose da sud Europa. Sono evidentemente  segnali preoccupanti, per chi come noi ha scelto di resistere alla crisi e di porre problemi quotidiani ai signori della precarietà e delle privatizzazioni. Segnali preoccupanti  che però non ci fanno paura. Segnali che ci dimostrano ancora una volta in quale contesto ci muoviamo e che ci spronano a fare meglio, ad essere movimento costituente, all’altezza della pervasività dell’attacco che subiamo.

Proprio per questo stiamo stanchi delle retate violente a cui assistiamo nei cortei.

Proprio per questo, per la legittimità dell’assedio ai ministeri, della giornata del 12 Aprile e di tutte le mobilitazioni europee contro la troika e contro l’austerità, pretendiamo  la liberazione immediata di Ugo, e degli/delle altre cinque arrestati durante la rappresaglia indiscriminata della polizia  tra Via Veneto, Piazza Barberini e Via del Tritone.

Giornate come quella di ieri ci rendono più forti, più determinati e più uniti di prima. E’ questa la forza collettiva contro cui non potrete mai nulla!

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