#12D - Le diverse piazze dello sciopero generale

Iniziative di blocchi della mobilità, occupazioni e cortei in tante città d'Italia. Ad Ancona bloccato il porto. A Milano cariche, scontri e fitto lancio di lacrimogeni agli studenti davanti al Pirellone. A Bologna gli studenti vengono caricati violentemente dentro l'università durante l'inaugurazione di una scuola di specializzazione da parte del ministro Madia.

12 / 12 / 2014

Oggi due sui tre sindacati confederali – CGIL E UIL – hanno proclamato uno sciopero generale di otto ore che riguarderà i settori pubblici e privati: dalla scuola ai trasporti, dalla sanità agli uffici pubblici. Lo slogan dello sciopero è: “Così non va”. Cgil e Uil criticano le proposte del governo sul mercato del lavoro e la politica economica, in particolare la riforma della pubblica amministrazione, il decreto delega sul lavoro conosciuto come Jobs Act e la legge di stabilità.

Una giornata che come movimenti sociali abbiamo deciso di attraversare con i nostri linguaggi e con le nostre pratiche, riprendendoci lo sciopero e non facendo di questa giornata la solita passerella simbolica e testimoniale a cui si ridurranno le piazze convocate da Cgil e Uil. 

Scenderemo per le strade accanto e insieme a tutti quei soggetti che si ritrovano in una situazione in cui il welfare è stato demolito, i salari sono sempre più bassi o mal retribuiti, gli affitti in costante aumento; senza tralasciare cosa produrrà il Jobs Act – approvato in via definitiva lo scorso 3 dicembre -, lo Sblocca Italia e la Buona Scuola, che altro non sono che l’ennesimo attacco alle vite, ai diritti e ai territori.

A Milano già dalle sei del mattino gli attivisti della Rete Attitudine No Expo hanno bloccato gli ingressi ai cantieri dell'Expo incrociando chi in  questi cantieri ci lavora e instillando in loro l’idea che contro Expo si può scioperare il 12 dicembre ma non solo, perché dignità e diritti non sono evidenti, o meglio non esistono, dove si lavora gratis o a ritmi massacranti. #ScioperiamoExpo vuol dire mettere in contraddizione quegli stessi sindacati che adesso convocano lo sciopero generale, quando prima hanno firmato gli accordi per il lavoro volontario e sottopagato del grande evento milanese. Leggi qui per il comunicato di stamattina. 

La mattinata è proseguita con un corteo studentesco che ha attraversato le arterie principali della città; intorno alle 13.00 gli studenti sono entrati entrano nel Pirellone. In quel palazzo, sede del governo Regionale che taglia i finanziamenti alle scuole ed università, gli studenti - travestiti da Babbo Natale - hanno riconsegnato i “pacchi” dei tagli all’istruzione pubblica. La polizia ha reagito con cariche e fitto lancio di lacrimogeni. Il corteo è poi riuscito a ricompattarsi e ha raggiunto via Melchiorre Gioia concludendo la giornata con un'assemblea pubblica e lanciando le mobilitazioni future. 

Ad Ancona blocco totale del porto per l'intera mattinata, navi ferme all'imbarco, traffico paralizzato in città e fino alla statale adriatica all'altezza di Falconara Marittima.

Un'azione collettiva senza precedenti nel capoluogo dorico ha caratterizzato la giornata di sciopero generale del 12 dicembre. Questo era l'obiettivo dello spezzone precario che si era dato appuntamento questa mattina al concentramento di Corso Carlo Alberto: un blocco della circolazione reale, concreto, efficace, che praticasse lo sciopero oltre alla pura e semplice dimensione dell'astensione dal lavoro, producendo un danno alla produzione, ai padroni e ai loro profitti. "Contro il JobsAct. Reddito sociale e salario minimo per tutti" in centinaia hanno animato la manifestazione promossa autonomamente dai Centri Sociali delle Marche e dalle realtà di movimento.

A Bologna un corteo gioioso e insubordinato ha attraversato le strade della città per protestare contro l'approvazione del JobsAct, il piano casa di Lupi e la riforma Giannini. I manifestanti sono partiti intorno alle dieci da Piazza San Francesco dietro lo striscione “Voi la mafia della crisi, noi l'antidoto – Sciopero selvaggio!”: studenti, lavoratori, occupanti di case, universitari, attivisti. Durante il corteo sono stati effettuati diversi sanzionamenti simbolici. Il primo si è svolto davanti la Banca d'Italia dove, nonostante l'ingente spiegamento di forze dell'ordine, gli studenti hanno affisso manifesti per rivendicare lo stanziamento di fondi alle scuole e non alle banche. Poco dopo in via Monticelli attivisti hanno scaricato del letame davanti l'Ufficio notificazione sfratti e pignoramenti. Troppe case vuote a Bologna e troppe persone bisognose di un tetto: basta sfratti e basta sgomberi, questa l'unica soluzione possibile. Successivamente il corteo ha fatto sosta sotto la sede del Ncd in via Santo Stefano denunciando il sistema di corruzione e clientelismo venuto fuori dallo scandalo dei rimborsi gonfiati in Regione e dall'inchiesta Mafia-Capitale. Arrivati in zona universitaria, i manifestanti hanno chiuso l'ufficio stage e tirocini dell'Unibo con la scritta Io non lavoro gratis,denunciando il modello di precarietà, sfruttamento e lavoro gratuito disegnato dentro stage e tirocini universitari e formalizzato dal sitema dei grandi eventi come EXPO, dalle misure governative come JobsAct e dal programma europeo Youth Garantee. Infine il corteo è sbucato sui viali, bloccando la circolazione davanti alla sede dell'Hera, responsabile di aver tenuto nascosto l'occultamento di rifiuti tossici all'interno della zona circostante al viale Berti Pichat. Nel pomeriggio gli studenti vengono caricati violentemente dentro l'università durante l'inaugurazione di una scuola di specializzazione da parte del ministro Madia: tanti contusi e una ragazza in ospedale con frattura a una mano.

A Venezia è stato occupato ufficio stage and placement dell'Università e al suo posto i diversi attivisti hanno istituito un media-center precario. Ottenuta, inoltre, la cancellazione del link per attivare "sfruttamento gratuito" all'EXPO 2015 e aperto un tavolo di confronto con l'università sulla retribuzione dei tirocini a partire dalle inchieste dei collettivi LISC e SaLE Docks.

A Mestre centinaia di studenti e studentesse hanno deciso di attraversare una piazza non contrapposta ma alternativa nelle forme e nei contenuti a quella dei sindacati confederati , in modo da poter parlare dei reali problemi di studenti e lavoratori, senza essere limitati dal feticcio della rappresentanza al fine di smascherare i veri responsabili dell'impoverimento diffuso del nostro paese e del nostro territorio.
Nonostante la questura non abbia autorizzato il corteo, evento senza precedenti, gli studenti si sono ritrovati in piazza barche alle ore 9.00 per poi proseguire verso il municipio, violando i divieti a loro imposti. La successiva tappa è stata la biblioteca Vez, luogo soggetto ai tagli violenti ed indiscriminati di Zappalorto per poi concludere il corteo a L.O.Co, il laboratorio occupato contemporaneo in via Piave.Una giornata ricca di rivendicazioni che parlano di libertà di movimento, di contrarietà alle politiche lavorative previste dal jobs act, di contrarietà alla devastazione dei territori favorita dallo sblocca Italia e alla buona scuola di Renzi. Per un futuro degno e non precario!

Grandissima partecipazione degli studenti, invece, a Vicenza che sono stati il cuore pulsante della giornata di mobilitazione in città.  Un corteo che se da una parte ha ribadito la propria contrarietà alla "Buona Scuola", dall'altra è intervenuta con forza contro il Consiglio Comunale di Vicenza ha approvato la costruzione del Tav nel capoluogo berico. Infine, in una città sensibile alle servitù militari come Vicenza è stata fatta tappa di fronte alla Prefettura contro l'approvazione del Parlamento per l'acquisto di nuove navi da guerra.

In questa mattina di sciopero generale anche a Reggio Emilia i movimenti sociali cittadini sono scesi in piazza all’interno di uno spezzone sociale e determinato. Il concentramento ha riunito precari, lavoratori, cittadini, ed è stato raggiunto poi dagli studenti delle scuole superiori: una composizione mista che ha dato inizio al blocco dell’onda rossa e dei flussi delle merci durato per larga parte della mattina. Sono stati scanditi nel susseguirsi degli interventi i motivi che hanno animato la giornata di oggi: la forte opposizione ai decreti del governo Renzi in tema d’istruzione, lavoro e ambiente, e la conseguente volontà di costruire in città partendo dalle scuole e dai luoghi di lavoro forme di autorganizzazione che sappiano rivendicare diritti, dignità, reddito e liberare le nostre vite da ogni  forma di sfruttamento. Il corteo ha proseguito per il centro storico, attraversando la Via Emilia, luogo in cui il 25 aprile scorso si è svolta la manifestazione antirazzista per la cacciata di Salvini dalla città, e motivo per cui 15 antifascisti si ritrovano oggi a dover scontare pene quali obblighi di firma giornalieri e addirittura arresti domiciliari senza che si sia svolto un reale processo. La manifestazione si è conclusa in Piazza Martiri del  7 Luglio dove lo spezzone di movimento ha preso parola durante il comizio dei confederati contro le misure cautelari di chi si oppone alla guerra tra poveri, per la riappropriazione di diritti e dignità per tutti e tutte.

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A Napoli tantissime le persone in piazza che si sono mobilitate in questa giornata di sciopero generale, diverse iniziative: tra queste, nonostante lo schieramento esorbitante di polizia, carabinieri e guardia di finanza e l'immotivato blocco dell'intera stazione centrale gli strikers sono riusciti ad entrare nella stazione e a sanzionare il treno frecciarossa che sponsorizza Expo.

Questo 12 dicembre a Trento le strade della città sono state attraversate da un corteo selvaggio e composito, formato da tanti soggetti diversi,  tutti facenti parte di un presente precario e incerto. Voci diverse nella stessa piazza che hanno rivendicato diritti diversi ma tutti legati tra loro, strettamente. Una mattinata di azioni e sanzionamenti a tutti quei luoghi simbolo dello sfruttamento e della precarietà nel territorio trentino. A partire dal blocco delle obliteratrici rivendicando una mobilità gratuita e non in costante aumento; per arrivare sotto la Provincia contro il finanziamento alle grandi opere, infatti la Provincia trentina investe fondi generosi in opere inutili e nocive, come il TAV o l'EXPO 2015. Gli striker si sono diretti poi sotto la sede Federazione delle Cooperative, nucleo della precarietà e dello sfruttamento nel mondo del lavoro poiché assume a progetto gran parte dei suoi lavoratori e spesso si avvale di tirocinanti e stagisti a costo zero, col benestare dell'Università. Infine è stata sanziona la sede del PD, politicamente responsabile dello Sblocca Italia, del Jobs Act, della Buona Scuola, del piano casa e dei rispettivi effetti disastrosi.

Rimini più di un centinaio di persone hanno deciso di praticare lo slogan che ha fatto da sfondo alla manifestazione: Scioperiamo Tutto. Per queste ragioni per la prima volta un corteo autonomo e militante ha attraversato una delle Periferie della città (Viserba), bloccando alcune delle arterie principali del traffico cittadino e della mobilità delle merci. E’ stata una grande occasione di inchiesta e di incontro con pezzi della città lasciata ai margini spesso diffidente ma interessata al ragionamento politico contro la crisi e l’austerità, così come i nuovi razzismi. Il corteo si è concluso poi – con un tratto non autorizzato – a Casa Madiba Network dove c’è stato un momento assembleare. Nella serata si sciopera anche la mercificazione della socialità e del divertimentificio istituzionalizzato con Balkanize it! una nuova sperimentazione culturale con dj del territorio che si svolgerà negli spazi occupati/liberati di Casa Madiba Network.

Padova oltre un migliaio gli aderenti al concentramento di Padova Città Aperta. Un corteo che già nella sua convocazione aveva annunciato i blocchi del traffico in piazzale Stanga, il più grande centro nevralgico della città. Durante il corteo il Coordinamento degli Studenti Medi ha appeso uno striscione presso l'istituto Selvatico, nel quale qualche mese fa era crollato il tetto, per ribadire che la scuola deve essere un luogo sicuro che non cade a pezzi sulle teste degli studenti. Bloccato per più di mezz'ora l'incrocio di piazzale Stanga, rivendicando il vero significato della parola "sciopero". Terminati i blocchi, il corteo ha proseguito il suo percorso verso Piazza Portello, dove si è sciolto. Nel pomeriggio i lavoratori iscritti all'Adl Cobas e gli strikers hanno continuato la giornata di sciopero, compiendo il blocco dei magazzini Aspiag di Mestrino (PD) per oltre 3 ore, recandosi poi all'Interspar dove hanno denunciato le condizioni di sfruttamento e di ricatto che vivono tutti i giorni recandosi al posto di lavoro.

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