#12M - Boycott Invalsi

Diverse inizative contro il test Invalsi previsti per oggi in tutto il territorio nazionale

12 / 5 / 2015

È arrivato in tutta Italia il giorno delle prove Invalsi per le scuole superiori. Questi prendono il nome dall’omonimo ente di ricerca (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d’Istruzione e formazione) che li produce annualmente e che - grazie al D.L. n.286 - dipende economicamente e politicamente dal Miur, gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione, prepara e somministra su base censuaria i test Invalsi.

Questo progetto va di pari passo con il susseguirsi di ministri dell'istruzione, che mai hanno pensato di abolirli ma anzi stanno tentanto di estenderli a tutti i gradi possibili dell’istruzione. Dall’esame di terza media si è passati alle seconde superiori, per poi ampliare il raggio alle elementari e probabilmente, dall’anno prossimo, all’esame di maturità. Questi test avrebbero diverse utilità: fornire una griglia sugli obiettivi di base che gli studenti dovrebbero raggiungere a un certo grado d’istruzione, valutare la qualità delle varie scuole identificando le eventuali mancanze, valutare la bravura degli insegnanti.

Anche quest'anno gli studenti sono arrivati a questa data passando per un percorso d'informazione e sensibilizzazione nelle scuole, attraverso assemblee e momenti di discussione pubblica.

Da diverso tempo va avanti un maldestro tentativo di di schedatura degli alunni e di impoverimento della didattica e si concretizzano in questi inutili test a crocette; test che schematizzano il sapere, appiattiscono il senso critico, riducono tutte le nostre conoscenze a delle semplici nozioni oggettive.

Nonostante ciò per forza di cose si deve adeguare alla tipologia di test proposto, che risulta puramente nozionistico.

Senza poi guardare all'enorme spreco di soldi che servono per fare questi test. Il tutto solo per continuare a classificare le scuole in scuole di serie A e scuole di serie B.

Per questi motivi oggi gli studenti hanno boicottato i test Invalsi, ogni città in un modo diverso, ma tutti con la convinzione che questo non possa essere un metodo corretto ed efficace per valutare la scuola pubblica.

A Mestre in occasione della somministrazione delle prove invalsi gli studenti di Venezia Mestre non si sono presentati alle lezioni aderendo al boicottaggio delle prove. Davanti agli istituti è avvenuto un volantinaggio informativo. Si è tenuta poi un'assemblea molto partecipata all'interno di L.O.Co dove gli studenti hanno affrontato le problematiche relative alle invalsi e alla riforma della buona scuola.

A Napoli nella totalità delle scuole afferenti al Coordinamento KAOS e nella stragrande maggioranza degli istituti superiori, non sono state sostenute le prove INVALSI, grazie al boicottaggio degli studenti. Centinaia tra studenti e docenti sono scesi in piazza per manifestare contro la riforma della scuola, contro le Invalsi e contro le politiche del governo Renzi in materia d'istruzione.
In proposito, le studentesse e gli studenti hanno lanciato un appello alla mobilitazione per sabato 16 maggio, giorno in cui il premier sarà a Napoli insieme ai candidati alla presidenza della regione Campania, De Luca e Caldoro.
Ancora una volta gli studenti hanno dimostrato che le mobilitazioni non si limitano all'autunno, ottenendo con il boicottaggio delle INVALSI un importante risultato sia sul piano simbolico che su quello concreto.

A Padova gli studenti hanno organizzato dei picchetti davanti a molte scuole, volantinando e parlando con i ragazzi di seconda superiore che oggi avrebbero dovuto boicottare le prove. In molte classi il boicottaggio è riuscito o perché molti sono rimasti fuori da scuola o perché pur entrando molti hanno lasciato il foglio in bianco. Dopo la manifestazione regionale svoltasi a Padova il 5 maggio scorso oggi si terrà anche un'assemblea in università a cui il Coordinamento prenderà parte per discutere insieme ai docenti dei Cobas scuola e agli universitari dei temi delle ultime mobilitazioni: la "Buona Scuola" e i testi Invalsi. 

Questa mattina, a Reggio Emilia come nel resto d'Italia, anche nelle classi seconde delle scuole reggiane sono arrivati i test Invalsi. Il boicottaggio di queste prove a crocette è stato registrato in città già dai giorni scorsi all'interno di alcune scuole elementari, dove genitori e insegnati autorganizzandosi hanno deciso di non somministrare ai bambini tali quiz, nonostante le minacce avanzate da presidi-sceriffo. Nelle scuole superiori la sensibilizzazione e informazione si è protratta dalle settimane passate fino alla mattinata di oggi; nelle classi sono stati diffusi questionari elaborati dagli studenti per promuovere una conoscenza autentica degli Invalsi e incentivare al boicottaggio, sono stati fatti volantinaggi e affissi striscioni in numerose scuole. Queste azioni di sabotaggio e di contro informazione che ogni anno vengono svolte dagli studenti non lasciano indifferenti le autorità e istituzioni competenti che anche oggi, come l'anno scorso, hanno allertato le forze dell'ordine.

Anche nelle scuole di Vicenza l'adesione alla campagna Boycott Invalsi ha avuto un buon successo. Buona parte degli studenti interessati si è rifiutata di rispondere al questionario, ha strappato il numero identificativo dal fascicolo o addirittura non si è presentata a scuola. Una classe in un liceo è stata minacciata di ricevere una sanzione disciplinare ma come coordinamento faremo tutto il possibile per evitare che questo accada

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