#bolognaisnotforsale

20.02.14 Bologna - La "ricchezza sociale" della città contro la rendita finanziaria

Presidio e corteo a Bologna per reclamare il diritto alla città e per opporsi a speculazioni finanziarie

20 / 2 / 2014

"Bologna is not for sale": la parola d'ordine della giornata di oggi ma soprattutto il senso del percorso cittadino che si vuole rilanciare in avanti.

Questo pomeriggio a Bologna è scesa in strada una parte di quella "ricchezza sociale" che rende viva la città e che si oppone al disegno tracciato dai soliti "poteri forti", che andrà a cambiare il volto di Bologna all'insegna della cementificazione e della speculazione finanziaria.

Attivisti e attiviste di Làbas occupato e del centro sociale Tpo, realtà cittadine, gli Studenti Medi Autorganizzati, le tante soggettività che animano e costruiscono quotidianamente laboratori e progettualità all'interno dell'ex Caserma Masini, si sono ritrovati oggi alle 17 in Piazza del Nettuno. Nonostante la pioggia, tanti e tante hanno animato il presidio tra musica e interventi dal sound che reclamavano il diritto alla città e quindi il diritto a decidere quale città costruire, il diritto alla vita urbana, all'abitazione, ai luoghi dell'incontro e della condivisione, un diritto collettivo che significa cambiare noi stessi attraverso il cambiamento della città che vogliamo.

Dalle finestre di Palazzo d'Accursio è stato srotolato uno striscione che recitava "ricchezza sociale nelle aree dismesse", a significare che c'è già chi rende viva Bologna e quegli spazi abbandonati al degrado per anni e su cui poi Demanio, Cassa Depositi e Prestiti e amministrazione comunale vogliono fare profitto. E' stato scelta la facciata del comune di Bologna per lanciare dei messaggi chiari alla città e a chi dovrebbe amministrarla: la ricchezza sociale che viene prodotta ogni giorno nei tanti spazi sociali e che viene sprigionata nella città contrasta il deserto culturale e sociale che stanno costruendo attorno a Bologna; c'è chi fa "valorizzazione sociale" di aree dismesse, per esempio riqualificando in un anno e mezzo l'ex Caserma Masini di via Orfeo 46 e restituendola alla città attraverso progettualità sociali e culturali nate dalla cooperazione; c'è un'amministrazione comunale che potrebbe mettere dei vincoli e non invece restare immobile davanti alla svendita di intere aree cittadine.

In corteo si è partiti verso la sede di Seci Reale Estate, l'azienda consulente per Cassa Depositi e Prestiti e che dovrà nei prossimi mesi suggerire alla proprietà i veicoli finanziari per valorizzare le aree in questione. Nei fatti, si parla di un'operazione massiccia di rendita finanziaria che investe anche la città di Bologna, e contro la quale si oppone un'idea di città differente, espressa oggi da chi ha attraversato le strade del centro.

Da Palazzo d'Accursio si è arrivati nelle vicinanze della sede dell'azienda del Gruppo Maccaferri, militarizzata e protetta da un ingente numero di forze dell'ordine schierate in assetto anti-sommossa e da camionette che sbarravano la strada (nei pressi della sede di Seci Re. vi è la Questura e la Prefettura). Il corteo ha proseguito verso via Ugo Bassi ed è ritornato sotto la sede del comune. 

Oggi, quella che è nei fatti "valorizzazione sociale" delle aree dismesse, ha espresso chiaramente la volontà di decidere sugli spazi abbandonati e sulle trasformazioni urbane, per un utilizzo alternativo delle risorse pubbliche e per costruire un altro modello di città. Da qui si riparte.

Il comunicato di Làbas:

Bologna non è in vendita!

Oggi scendiamo in piazza per proporre e costruire un modello di città alternativo, sostenibile, solidale e sociale. Oggi scendiamo in piazza per denunciare un'operazione finanziaria speculativa che mira a cambiare il volto della città.

Il 28 dicembre scorso, Cassa Depositi e Prestiti (S.p.a. a controllo prevalentemente pubblico) acquista dal demanio le tre ex caserme militari Sani, Mazzoni e Masini. Comune e Cdp affidano a Seci Real Estate del noto Gruppo Maccaferri il compito di suggerire gli strumenti finanziari per rivalorizzare 18 aree pubbliche tra cui le tre ex caserme. Si sta di fatto svendendo a privati un quarto, per metratura quadra, del centro di Bologna favorendo ed innescando quei circuiti speculativi che ben sappiamo essere guidati da logiche di esclusivo profitto e che sono tra i principali responsabili della crisi economica che stiamo attraversando.

A questa manovra finanziaria si aggiungono altri progetti che stanno investendo o investiranno questa città, F.i.co., passante nord, People Mover, Staveco e rispettive gentrificazioni in bolognina e pilastro. Il processo di scelta, decisione e costruzione e sugli spazi urbani si sta formando non considerando le istanze e i bisogni di chi abita realmente in città.

Ieri Seci Re. ha proposto al collettivo Làbas un incontro per chiarire il ruolo che gioca sull’ex Caserma Masini  e sugli altri spazi abbandonati. Abbiamo scelto di incontrarli per comprendere e poter svelare i dispositivi che in questo momento pianificano e formano la città. L’incontro con i vertici di Seci si è concluso con l’affermazione che la rendita finanziaria sarà difficilmente conciliabile con la “rendita sociale” e che quindi il loro lavoro di “consulenza” andrà avanti in ogni caso. Seci Real Estate non dovrà nemmeno entrare nelle caserme e nei luoghi abbandonati per portare a termine il suo lavoro.

Oggi, 20 feb. 14, giorno in cui decine di migliaia di metri quadrati di questa città passano definitivamente sotto il possesso di Cassa depositi e prestiti, è necessario affermare che non siamo disposti a vedere il nostro territorio in mano a “lupi” e consulenti finanziari, ma che bisogna vincolare questi luoghi ad un uso sociale e solidale. Il Comune di Bologna può mettere dei vincoli e non restare immobile davanti alla svendita e deve iniziare a farlo.

Il nostro vincolo l’abbiamo messo il 13 Novembre 2012 occupando più di 8.000 mq in centro a Bologna, trasformando l’ex Caserma Masini in un bene comune da proteggere, e schierandoci con quella parte di città che vuole decidere sugli spazi abbandonati, sulle risorse pubbliche e sulle trasformazioni urbane.

Siamo una parte che si contrappone al deserto che ci si presenta di fronte ma sappiamo di non esser soli, perciò andiamo avanti!

 “Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.” Le città invisibili-Italo Calvino

 Làbas occupato

Cronaca sms della giornata:

20 Feb 2014 20:03 Bologna - Conclusa la giornata di oggi in cui decine di cittadini e attivisti hanno reclamato diritto alla città e uso sociale delle aree dismesse. Contro la rendita finanziaria oggi ha preso parola la ricchezza sociale di Bologna.

20 Feb 2014 18:54 Bologna - Corteo ritorna sotto al Comune che non ha preso posizione e ha fatto passare sotto silenzio la svendita di aree pubbliche enormi.

20 Feb 2014 18:41 Bologna - corteo blocca via indipendenza: "Ad ogni sgombero risponderemo con un'occupazione per riprenderci ciò che non ci viene dato."

20 Feb 2014 18:35 Bologna - Corteo prosegue per la determinato nel dire che non può passare sotto silenzio la manovra di chi vuole ridisegnare la citta svendendo e speculando.

20 Feb 2014 18:30 Bologna - "Le caserme spettano alla societa civile." Numerosi i blindati che bloccano gli accesi alla via dove ha sede Seci Real Estate.

20 Feb 2014 18:25 Bologna - il corteo arriva accanto alla questura blindata a protezione di Seci real estate. Si ripetono interventi che dicono "Bologna is not for sale".

20 Feb 2014 18:19 Bologna - Duecento persone partono in corteo verso Seci real estate spa incaricata della ricerca finanziaria per le aree svendute. "Contro gli speculatori!".

20 Feb 2014 18:13 Bologna - calato striscione dal palazzo del comune: "Ricchezza sociale nelle aree dismesse".

20 Feb 2014 18:06 Bologna - il presidio si sposta sotto al comune: "Le aree demaniali svendute a Cassa depositi e prestiti devono essere vincolate ad usi sociali".

20 Feb 2014 18:02 Bologna - Anche gli studenti medi autorganizzati al Nettuno in difesa dei beni comuni e del diritto alla citta!

20 Feb 2014 17:58 Bologna - Da piazza Nettuno gli interventi dal presidio denunciano il silenzio complice del comune sulla dismissione delle aree demaniali.

20 Feb 2014 17:42 Bologna - Làbas oggi é contro la speculazione edilizia e la gentrification, a partire dalla difesa dell'ex Caserma Masini.

20 Feb 2014 17:24 Bologna - inizia ad arrivare gente al concentramento in piazza Nettuno, fra le parole d'ordine "Bologna is not for sale!

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