26 marzo - Manifestazione a Roma a sostegno dei referendum

27 / 3 / 2011

In migliaia hanno risposto all'appello per la manifestazione a Roma del 26 marzo lanciata dai movimenti per l'acqua come apertura della campagna referendaria. Una manifestazione che si è arricchita della mobilitazione antinucleare e della mobilitazione per fermare i bombardamenti in Libia ed accogliere i migranti.

Una giornata densa dei significati nella consapevolezza che la lotta per in difesa dell'acqua, contro il nucleare, per i beni comuni, contro i bombardamenti e per l'accoglienza tratteggiano un percorso complesso ma capace di  contribuire a disegnare un'alternativa societaria. Un comune, una pratica del comune nell'azione politica che può superare le sommatorie dei temi per contribuire in questa epoca di crisi strutturale a rafforzare la necessità del cambiamento.

L'appuntamento del 12 e 13 giugno con la vittoria dei referendum per l'acqua e contro il nucleare sono una storia che possiamo scrivere tutti insieme.

INTERVISTE DAL CORTEO

INTERVENTI DAL PALCO

Raccolta completa articoli della preparazione della manifestazione del 26 marzo

Per seguire la campagna referendaria 

www.acquabenecomune.org

www.fermiamoilnucleare.it

LA PIAZZA, LA SORPRESA
Angelo Mastrandrea

Impressione numero uno, guardando il lento fluire della manifestazione che si appresta a inondare piazza San Giovanni a Roma: il colore azzurro dell'acqua domina su tutto, chiazze di giallo rimandano al nucleare, l'arcobaleno compare a sprazzi come da previsioni della vigilia. Impressione numero due, dopo aver visto sfilare due terzi del corteo: confermato il primo colpo d'occhio cromatico, ma «il bello, il brutto e il cattivo» del titolo del manifesto di giornata, vale a dire l'acqua, il nucleare e la guerra, è come se si fossero fusi in un sentimento unico, producendo un'inedita contaminazione di pacifismo e ambientalismo. Impressione numero tre, abbandonando la piazza: non si è ascoltato un solo slogan su Berlusconi e sul governo. A ben sentire, nemmeno sull'opposizione. Quasi che il giudizio fosse nei fatti: la legge che privatizza le risorse idriche è opera del Pdl, ma sulla stessa barca ci sono un'abbondante fetta del centrosinistra, Confindustria e una potente lobby trasversale non seconda a quella (altrettanto trasversale) che lavora per il ritorno al nucleare.
Stando così le cose, quante possibilità ha un ecologismo popolare così diffuso di incidere realmente sulle scelte politiche del nostro Paese? Poche, pochissime, a giudicare dal boicottaggio politico e dal sostanziale silenzio mediatico su questioni che pure coinvolgono milioni di persone. L'unica speranza è che il 12 giugno ci svegliamo con una sorpresa: spiagge vuote e urne piene di sì per l'acqua pubblica e per l'abbandono del nucleare. La piazza di ieri dice che la sorpresa, e non sarebbe la prima volta in Italia, è a portata di mano.

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Roma 26 marzo Manifestazione per i beni comuni: foto MMS

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