Blitz dei comitati all'assemblea di ATO 2

Napoli - Salta l'assemblea dei sindaci di ATO 2. Per ora salta la privatizzazione dell'acqua

Sospesa l'assemblea del comprensorio Napoli - Caserta

20 / 10 / 2010

Grazie ai comitati per l'acqua pubblica della Campania il 18 ottobre è stato sventato il tentativo di approvazione della delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Ato2 che avrebbe accelerato i processi di privatizzazione dell’acqua nei comuni di ato2 .
I comitati sono intervenuti all'inizio dell'assemblea ricordando che con un 1.400.000 mila firme i cittadini italiani hanno espresso la volontà di pronunciarsi tramite referendum sulle leggi di gestione del sevizio idrico che oggi permettono la privatizzazione e chiedono quindi di fermare qualsiasi affidamento ad società per azioni, sia miste che a capitale pubblico, come vorrebbe il CDA dell'Ato2.Hanno poi espresso la preoccupazione per l'acqua della città di Napoli, gestita dall'Arin (spa a totale capitale pubblico), in quanto il 31 dicembre 2010 anche l’ARIN SpA, secondo la legge Ronchi, dovrà cedere almeno il 40% della proprietà.
I delegati del Comune di Napoli hanno lasciato l'aula dicendo di non essere stati delegati dal sindaco di Napoli per l'approvazione della delibera di Ato2, senza però esprimersi sulla ripubblicizzazione del servizio idrico a Napoli. Questo dimostra che, nonostante sia possibile già da ora e lo abbiamo dimostrato, trasformare l’ARIN in azienda speciale senza scopo di lucro, manca la volontà politica di fare un passo che impedisca l’ingresso dei privati nella gestione del SII (servizio idrico integrato).
I comitati di Napoli insieme alle centinaia di comitati in Italia stanno lavorando sui territori affinché il Parlamento approvi una doverosa proroga delle scadenze della legge Ronchi ed della soppressione degli Ato.
Per questo nei prossimi mesi continueremo l'impegno affinché questo avvenga e ci stiamo preparando alla grande mobilitazione nazionale del 4 dicembre prossimo con manifestazioni regionali in tutta Italia per fermare i processi di privatizzazione ed andare al referendum a "bocce ferme". È una questione di democrazia.

Si scrive acqua si legge democrazia

Comitato Acqua Pubblica Napoli e Provincia.

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