Venezia. «Mentre mi bastonavano urlavano “albanese di merda”»

L'albanese picchiato racconta: «Erano in 8, vestiti di verde» Mazzonetto: «Non so se fossero dei nostri, devono pagare»

15 / 9 / 2009

Venezia (14 settembre) - È stato preso a bastonate, calci e pugni, picchiato perché albanese. L’episodio, che non può avere scusanti, non è accaduto in qualche periferia-ghetto del profondo Nord ma nella civilissima Venezia, vicino a piazza San Marco. Ervin Doci, 21 anni, lavora al ristorante "La bricola" da poco più di due mesi e non sa farsene una ragione. Col braccio ingessato e un cerottone sul naso, racconta la disavventura, accaduta ieri, mentre confluiva in città il popolo della Lega.


«Erano in otto, vestiti in verde - racconta Ervin - stavano battendo sulle vetrine del locale quando sono uscito e ho chiesto loro di lasciarci lavorare. Non l’avessi mai fatto: sono venuti dentro, hanno spaccato tutto e si sono accaniti su di me. Vedi questo braccio? È rotto perché cercavo di ripararmi la testa dalle pedate mentre ero a terra. Mentre mi bastonavano gridavano "Albanese di merda!". Non mi era mai successa una cosa del genere. Mi hanno colpito solo perché hanno sentito dall’accento che sono straniero. Ma sono qui per lavorare».

Il fatto è accaduto sulle 11,30 e subito dopo Nabil Wahba, di origine egiziana, titolare con il fratello di diversi locali a Venezia, ha chiamato la polizia e oggi intende sporgere denuncia per danneggiamento. Per ora non è possibile capire se gli aggressori fossero appartenenti alla Lega o degli sbandati infiltrati tra la folla. Un altro cameriere, di origini algerine, è rimasto ferito alla bocca da una "sedia volante". 

«Guarda cos’hanno fatto - dice - le sedie, i tavoli, tutto rovesciato. Venezia non ha bisogno di questa gente. Abbiamo perso tutta la giornata, ma non è la prima volta che capita. Lo scorso anno, sempre in occasione del raduno, un gruppo di persone in camicia verde ha mangiato rifiutando di pagare. Ho dovuto chiamare i vigili. Ma che cosa sta succedendo? Lavoriamo da oltre 30 anni a Venezia e siamo una famiglia stimata che ha sempre lavorato».

«Un pestaggio in piena regola - attacca il capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, Beppe Caccia - con aberranti motivazioni razziste. Tutto è accaduto mentre decine di poliziotti e carabinieri erano occupati a dare la caccia ai manifestanti contro l’ampliamento della base di Vicenza». 

Il capogruppo leghista Alberto Mazzonetto condanna l’episodio e prende le distanze: «Non so se i responsabili di ciò che dite erano simpatizzanti della Lega ma mi auguro che paghino per ciò che hanno fatto. Però non si può, come vorrebbe qualcuno, far ricadere sul partito o sulla folla che è venuta a Venezia la responsabilità di una banda di teppisti».

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