Resistenza e repressione. Dov'e' la violenza?

A casa mia, che si trova a Chiaiano, pensiamo a cosa è successo in Val di Susa

di Serena Kaiser*

6 / 7 / 2011

Fabiano è un nostro compagno di Bologna, ma adesso qualcuno se lo ricorda perché ne ha visto il volto tumefatto, il naso e la testa fasciati, le braccia rotte, ne ha sentito il racconto allucinante del piscio addosso, degli sputi…tutte cose che gli hanno fatto le cosiddette forze dell’ordine. Qualcuno se lo ricorda e se lo ricorderà questo nome, per l’impressione che fa vedere un ragazzo con la faccia viola, gli occhi di dimensioni diverse perché gonfi in maniera spropositata e diseguale. Qualcuno. Ma saranno pochi. Pochi rispetto a quelli che guardano rai 1, rai 2, rai 3, rete 4, canale 5, italia 1 e tutta la sfilza di

canali che propongono una verità assurda quanto potente, e cioè che le decine di migliaia di Fabiano presenti domenica scorsa in valle di Susa siano dei delinquenti, adesso addirittura degli assassini, terroristi, professionisti del caos senza scopo. Saranno pochi a vedere il suo video. Pochi rispetto a quelli che stanno ascoltando in queste giornate le menzogne di tutto l’arco istituzionale di destra e di sinistra, congiuntamente intenzionato a condannare le vittime e a rendere omaggio e gloria ai carnefici. Nessuno che ci difenda, nessuno che chiami le cose col proprio nome.

A casa mia una pietra si chiama pietra, un casco si chiama casco…e poi un manganello si chiama manganello, un idrante si chiama idrante, un lacrimogeno di CS si chiama, è e resta un lacrimogeno di gas CS: tossico, proibito, cancerogeno, pericolosissimo, soprattutto se sparato ad altezza uomo. Soprattutto, a casa mia, la tortura si chiama tortura, l’umiliazione fisica, psicologica e  totale si chiama, è e resta tale, e nessuna narrazione, per quanto lontana dalla realtà, potrà mai velare o sminuire la gravità di un bicchiere di urina, di piscio, ricevuto sul petto.

A casa mia si stanno chiedendo come e dove siano Gianluca Ferrari e tutti quelli che sono stati pestati e poi arrestati, di cui Fabiano parla nel suo video, e che dovrebbero immediatamente essere liberati o quantomeno ricevere visita da parte dei legali, dato che c’è la certezza che in carcere verranno ulteriormente pestati e torturati. Gli agenti dello schifo e della violenza hanno minacciato Fabiano di dargli “il resto” una volta arrivati in Caserma e lui è stato salvato solo grazie ad un ragazzo della croce rossa che l’ha visto in quelle condizioni e l’ha caricato in un’ambulanza, mentre i poliziotti volevano abbandonarlo al sole dopo avergli pisciato addosso (e al sole infatti, così conciato, c’è stato per tre ore intere). E’ naturale quindi essere preoccupati, anzi direi terrorizzati per come staranno trattando Gianluca Ferrari e gli altri arrestati!

Sarà che casa mia si trova a Chiaiano, dove vive una comunità resistente che è molto sensibile ad alcune parole, sarà che a parlare mi hanno insegnato mia madre e mio padre, che di quella comunità resistente sono parte da tre anni e che quindi ad alcune parole dovevano essere sensibili già da prima. Sarà… ma a casa mia quello che polizia, carabinieri, guardia di finanza, esercito e chi più ne ha più ne metta compiono ogni volta che ne hanno l’occasione si chiama violenza.

Chi lancia le pietre per difendere la propria terra, coprendosi il volto per non essere colpito dai gas tossici dei lacrimogeni o anche per non essere fotografato, denunciato, processato, condannato…chi guarda la propria terra col sangue agli occhi e sa che la stanno violentando, distruggendo, devastando ed ammalando per un progetto inutile, che ha l’unico scopo di far arrivare soldi, appalti, affari…chi sa che per quella terra deve fare qualcosa, che non si può fermare a piangere l’ennesimo saccheggio ma deve difendersi, difenderla, con le pietre, coi bastoni, col proprio corpo unito a quello degli altri, con la paura dentro ma anche con tanto coraggio…chi fa questo a casa mia non compie violenza ma un atto di responsabilità, di sensibilità, di innamoramento e profondo rispetto per un’idea comune, moltitudinaria, condivisa.

A casa mia, che si trova a Chiaiano, mi hanno insegnato che quest’atto non si chiama violenza.

A casa mia, che si trova a Chiaiano, mi hanno insegnato che questo si chiama diritto di Resistenza.


* Commons ! - Rete dei comitati in difesa dei beni comuni

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