A Venezia come a Brescia - L'11 dicembre é la giornata dei diritti

Contro la sanatoria truffa e in memoria della morte di Zaher

6 / 12 / 2010

11 dicembre Venezia città dei diritti
Per Zaher e contro tutti i respingimenti
Contro la sanatoria truffa e per la dignità e la regolarizzazione permanente di tutti i cittadini migranti Diritti dei migranti e diritti dei profughi, ma anche diritti di tutti di noi, perché una società indegna per alcuni non può che esserlo per tutti.

L’11 dicembre, alcuni abitanti di questa città faranno sentire la loro voce per difendere la dignità che hanno cercato di strappare loro. Insieme ai migranti di Brescia, anche le comunità migranti di Venezia scenderanno in piazza contro la sanatoria truffa, che tutti hanno conosciuto grazie al coraggio di chi ha resistito settimane su una gru o in cima ad una torre.
Chiediamo un risarcimento per chi è stato truffato e la regolarizzazione permanente di tutte quelle centinaia di migliaia di persone che lavorano nelle campagne, nelle industrie e nelle case di tutta Italia, ma che, da Milano a Rosarno, Da Treviso a Cassibile, vivono in questo paese senza avere riconosciuto alcun diritto.

Ore 10.30 Piazzale Roma - Il Corteo delle comunità migranti contro la sanatoria truffa arriverà in Prefettura e poi si dirigerà al Porto.
Non lasciamoli soli.

Il corteo raggiungerà il porto per unire a queste rivendicazioni di giustizia anche un’altra denuncia violazioni e soprusi. Nel dicembre di due anni fa Zaher Rezai, ragazzino e poeta afghano in fuga dalla guerra, veniva travolto e ucciso dal tir sotto il quale si era nascosto per sfuggire ai controlli di frontiera del porto di Venezia. Zaher sapeva che se la polizia lo avesse trovato, quasi certamente lo avrebbe rimandato illegalmente in Grecia, dove l’asilo non esiste, dove i migranti vengono barbaramente deportati in Turchia e poi nei paesi di origine, oppure uccisi come è successo solo poche settimane a un altro afghano di 25 anni sulla strada di Patrasso. Come la rete Tuttiidirittiumanipe-rtutti ha sempre continuato ad affermare, Zaher non è morto per caso. Il sistema di controllo che lo ha ucciso continua a funzionare ogni giorno annientando i diritti di migliaia di persone. Ricordare lui significa continuare a lottare anche per tutti gli altri che dalle frontiere dell’Adriatico e da quelle del Sud Italia vengono respinti verso la violenza o la morte e abbandonati nelle mani dei criminali.

Ore 13:00 Porto di Venezia - Presidio e cerimonia in memoria di Zaher Rezai contro tutti i respingimenti e per il diritto d’asilo

Le manifestazioni di Brescia e di Venezia sono inserite nel percorso che porterà tutti a Roma il 14 dicembre, UNITI CONTRO LA CRISI, per dire a questo governo che non ha la nostra fiducia.

Stanno cercando di piegare i nostri sogni nella paura del futuro e delle differenze
Ci hanno costretto a guardare il corpo di un bambino sfuggito alla guerra dei potenti e poi ucciso su una strada diMestre per non essere respinto dalla polizia italiana
Vogliono convincerci che sia normale che le persone, a seconda del colore della pelle e dell’origine etnica, vengano trattate come schiavi, sfruttate per non fare crollare le nostre economie e poi detenute e deportate quando non servono più.
Su questa schiavitù hanno costruito anche la precarietà delle nostre esistenze.
Hanno cercato di imporci il razzismo e la paura. Ma siamo ancora liberi

Rete Tuttiidirittiumanipe-rtutti, Venezia

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