Ancona - Giornata mondiale del rifugiato, ma di quale accoglienza parla l'amministrazione comunale?

Incursione di Casa de' nialtri alla festa organizzata dal comune di Ancona per la giornata mondiale del rifugiato. Una quarantina di persone tra migranti e realtà di movimento impediscono alla Sindaca di parlare

19 / 6 / 2014

Migliaia di persone in fuga da guerre, fame e violenze cercano ogni giorno un approdo sulle coste italiane. Ciò accade con i media che ci propinano la spettacolarizzazione del fenomeno facendo di questo una continua "emergenza immigrazione", che da un lato vuole riconsegnare all'opinione pubblica l'immagine dell'invasione e dall'altro vuole gestire il piano di accoglienza dei migranti per fare affari sulla loro pelle. Molti di quelli che tentano la fuga sono respinti o muoiono nel tragitto vedendo "naufragata" la possibilità di costruire altrove il proprio futuro. 

Uno scenario drammatico che rivendica il diritto di scelta ovvero il diritto ad oltrepassare le frontiere per ricevere accoglienza. Oggi, nella giornata mondiale del rifugiato, siamo rivenuti in piazza per affermare il valore vero di questa giornata che non può essere relegata ad una mera celebrazione scollegata dal dato materiale che i migranti vivono e per denunciare le gravissime responsabilità della nostra amministrazione che ha rifiutato, represso e criminalizzato un'alternativa praticabile come quella di Casa de Nialtri che ha riunito tanti migranti provenienti da differenti parti del mondo, attualmente senza casa e senza lavoro. 

E' per noi necessario e fondamentale ripensare ad un'accoglienza degna che garantisca ai migranti un arrivo sicuro ma anche una permanenza libera, fuori dai centri costrittivi come i CIE e i CARA, luoghi disumani in cui vengono violati i diritti umani, e dei percorsi che permettano di avere un alloggio non temporaneo perchè la casa ed il reddito sono diritti inalienabili. Casa de Nialtri ha sperimentato forme non assistenziali autogestionarie in grado di costruire un percorso in cui il migrante diventasse protagonista della propria vita, riacquistando diritti e dignità. 

La sindaca Mancinelli ha risposto con lo sgombero militare (impegnando centinaia di poliziotti), con denunce, deportazione e divisioni per gli occupanti della ex scuola di Via Ragusa, costretti così ad accettare le proposte a timer ( il 30 giugno scadano i sei mesi in cui le persone possono soggiornare nei differenti centri) senza minimamente considerare il progetto che si voleva portare avanti. 

Ci chiediamo quale idea abbia il sindaco dell'accoglienza dato che dopo lo sgombero ha lasciato l'ex edificio occupato chiuso, sbarrato e perciò inutilizzato, continuando in ogni quartiere a sgomberare i luoghi di fortuna in cui le persone cercano un rifugio. Il sindaco usa spesso la parola partecipazione ma continua ad escludere dal confronto chi non la pensa come lei. 

Respingono e reprimono e il nostro porto perimetrato dalle reti metalliche, da guardie e da barriere costituisce una frontiera interna in cui vengono respinte le vite, tra cui anche quelle di minori, come pacchi indesiderati. Contro l'ipocrisia istituzionale e le false proposte noi continueremo a sfidare le frontiere per violarle fuori e dentro alla nostra città (il 21 giugno saliremo in tanti sul treno "no borders" per un'europa senza confini dove tutti possono attraversarla). 

Casa, lavoro e dignità per tutti. Basta barriere e respingimenti. 

Ancona libera in un mondo libero e senza confini!

Casa de Nialtri

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