Arafet Arfaoui - Il processo continua!

24 / 1 / 2020

Arafet Arfaoui, 31 anni, morì il 17 gennaio del 2019 durante un controllo di polizia, all'interno di in money transfer di Empoli. La richiesta di opposizione all'archiviazione del caso presentata dal legale della famiglia è stata accolta dal giudice. Di seguito pubblichiamo il comunicato di Acad.

Tutti iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo (reato 589 c.p.) i 5 poliziotti, il medico e l’infermiera intervenuti su Arafet Arfaoui quel maledetto 17 gennaio 2019 che lo portò alla morte.

È stata accettata la richiesta d’opposizione contro l’archiviazione della morte di Arafet!

La morte di Arafet avrà altre indagini “suppletive necessarie”.

La dettagliatissima ordinanza del Giudice Mancuso, che tiene conto di tutte le specifiche dell’Avv. Giovanni Conticelli dispone in sintesi:” I predetti accertamenti dovranno essere compiuti previa iscrizione nel registro degli indagati di tutti i poliziotti intervenuti e dei due sanitari citati, al fine di garantire la loro partecipazione agli ulteriori accertamenti che il P.M. vorrà svolgere.

In conclusione, si indicano all’organo inquirente i seguenti temi d’indagine:[…] voglia la pubblica accusa disporre un maggior approfondimento in ordine all’individuazione della causa della morte di Arfaoui Arafet che tenga conto dell’incidenza causale che può aver rivestito nel suo determinismo il mantenimento dello stesso in posizione prona per circa quindici minuti, ammanettato alle mani e legato alle gambe, e tenuto fermo da tre poliziotti; in particolare dovrà accertarsi se le specifiche circostanze di fatto (posizione nella quale Arfaoui Arafet è stato tenuto e stato di agitazione nel quale versava, assunzione di cocaina e alcol) sopra descritte possano aver determinato la morte per una carenza di ossigeno rispetto al fabbisogno cardiaco”.

Il Giudice, accogliendo integralmente tutte le richieste di indagini suppletive proposte dalla difesa con l’atto di opposizione all’archiviazione, ha quindi disposto il compimento di ulteriori indagini relative alle perizie medico legali, all’utilizzo della corda con la quale sono state legate le gambe ad Arafet da parte dei due agenti di Polizia intervenuti per primi e alla condotta dei cinque poliziotti e del medico e dell’infermiere del 118.

“Indica al Pubblico Ministero il compimento delle indagini suddette nel termine di mesi sei dalla comunicazione della presente ordinanza.”

Il grazie più infinito va all’Avvocato Giovanni Conticelli e al Medico Legale Valentina Bugelli che hanno fatto un lavoro davvero straordinario per la verità, grazie per l’impegno, la professionalità, la dedizione, le competenze, lo studio meticoloso, il cuore e l’anima che hanno messo per portare alla moglie di Arafet e alla collettività tutta questo primo vitale risultato di verità e giustizia che rimarrà inciso nella difficilissima lotta agli abusi come un’ importantissima piccola grande gioia.

È solo l’inizio, ma è un grande inizio, una conquista fondamentale che va a scalfire quel muro di impunità troppo spesso invalicabile.Grazie ai tanti che hanno contribuito a questa battaglia, grazie a chi continuerà a farlo.

L’importanza della lotta collettiva agli abusi è scolpita nelle parole della moglie ” GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, Senza di voi Arafet l’avrebbero fatto morire per droga”.

A futura memoria.

VERITÀ PER ARAFET E PER TUTTI GLI ALTRI.

Acad-Onlus

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