Atene - Riflessioni dall'Alter Summit, due giornate di mobilitazione internazionale

8 / 6 / 2013

Si è aperto ieri ad Atene l' Alter Summit, il "vertice europeo alternativo", un appuntamento molto importante che ha portato nella capitale greca centinaia di attivisti di tutta Europa, provenienti dal mondo sindacale, dai movimenti sociali e da alcuni partiti della sinistra europea.

Ci si è riuniti ad Atene, chiaro epicentro della crisi che tutta l' Europa sta attraversando. La stessa location scelta dall' Alter Summit appare un simbolo della crisi stessa. Un palazzo gargantuesco, nel deserto, all'interno del parco Olimpico di Atene 2004, primo protagonista di uno scandalo che ha indignato l'opinione pubblica.

L'intero parco olimpico e' dominato da strutture costruite ad hoc per l'evento che, una volta terminate le Olimpiadi, sono state abbandonate, lasciando dietro di sé soltanto un ingente indebitamento pubblico contratto per costruire questi impianti che ora si trovano vuoti e desolati. 

 Uno dei  punti di forza di quest'incontro è che non ci sono state,  nella prima  giornata dell Alter Summit, quelle divisioni vissute invece durante l' incontro di  Firenze 10+10, durante il Decennale del Social Forum Europeo del 2002. Quello  che doveva essere un percorso collettivo che invitava a costruire e progettare tutti i gruppi e i soggetti sociali che si sono affacciati sulla scena nazionale ed  internazionale nel corso dei dieci anni trascorsi, si era invece risolto in una  dicotomia  tra un certo sovranismo di sinistra e  la volontà di tornare ad uno stato nazionale che si difendesse dalle  logiche della governance europea.

 Ad Atene invece si è connotata una line piu federalista ed europeista di alcune reti; i dibattiti non sono stati necessariamente centrati su questioni ed elementi della governance europea, come l'eurodemocrazia, la transizione delle competenze e dei poteri verso le logiche transnazionali, ma si è  piuttosto parlato dei diritti dei migranti e delle donne.

 L'assemblea che ha dato inizio all'Alter Summit, infatti,  è stata aperta dall'intervento della rete  femminista  volto a denunciare i "licenziamenti" sempre più frequenti  e la fine delle  agevolazioni per le gravidanze. Altri importanti temi trattati sono stati il diritto alla  casa e al lavoro ed un ampia discussione e' stata riservata al tema dei beni comuni.

 Ha funzionato anche la presenza di una partecipazione totalmente trasversale con una visione comune, meglio definibile con una volontà di fare politica e di affrontare questa crisi assieme, senza determinare il solito distinguo ed i veti incrociati tra diverse pratiche e diverse logiche di movimento. 

Ciò non toglie che il percorso da intraprendere necessiti ancora di diversi elementi per arrivare ad un reale percorso comune, infatti ci si aspetta che il senso di' urgenza politico che questo paese rappresenta, che è un dato visibile in tutta Europa, riesca maggiormente a determinare le prossime assemblee.

Le discussioni sono state importanti e le tematiche affrontate sono quelle che già conosciamo e che riguardano una risposta alla crisi da sinistra. in breve si è parlato molto di cosa vogliamo, meno di come arrivarci. Appare quasi logico che  non basta fermarsi a parlare dell' importanza del diritto al lavoro come di quella dell'Europa sociale e del welfare, ma ad oggi servono anche una serie di proposte più concrete su quale sia adesso il ruolo e la responsabilità di movimenti, sindacati e partiti.

Bisogna però sottolineare che in realtà, come spesso accade, sono proprio i movimenti sociali ad essere i più concreti, portando quella che è stata l' esperienza di Blockupy Frankfurt di appena una settimana fa e rilanciando il compito e la necessità di definire strategie comuni e condivise, ma anche incisivi processi reali che sappiano unificare le tante lotte che si battono sui vari terreni europei, il tutto per contrastare il continuo smantellamento dei sistemi pubblici e delle forme di democrazia in atto.

Si sente l'autentica esigenza di sviluppare un percorso generale attraverso cui interagire e sviluppare una sinergia più elaborata delle diverse pratiche che hanno i movimenti in giro per il continente.

Non di meno risalto la partecipazione di SYRIZA, la coalizione della sinistra radicale greca, con l' intervento di Alexis Tsipras che ha fortemente espresso a nome di tutta la sua rete l' appoggio a questo percorso. Importante anche la partecipazione di parlamentari austriaci, tedeschi e francesi, la cui presenza porta ad auspicare il desiderio della costruzione di un ulteriore percorso comune verso le elezioni europee del maggio 2014. 

Anche se è quasi scontato, ci sarà ancora molto da lavorare per rendere quella che ora è solo una bozza un reale ragionamento, una pratica politica che sia reale e condivisa verso un cammino del comune e in comune.

La piattaforma di Atene ha offerto ieri e continua a farlo nella giornata di oggi un vastissimo inventario di incontri e assemblee che toccano mondo del lavoro, questioni ambientali, mondo della formazione, pratiche antifasciste e molto altro. Oggi l'Alter Summit si conclude con la grande manifestazione indetta per le 18.00 di questo pomeriggio.

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