«Autonomia Operaia: l’accusa è comunismo!». Sguardi sulla memoria: Open Memory sul 7 Aprile 1979

6 / 4 / 2022

La data del 7 aprile 1979 è tra quelle che hanno maggiormente segnato la storia dei movimenti sociali in Italia, capace di creare uno spartiacque i cui effetti si sono riverberati nel corso degli anni, giungendo fino ai nostri giorni. È la storia di un “teorema giudiziario” che si trasforma in un vero e proprio laboratorio di emergenza permanente, in una repressione senza mediazioni del più importante ciclo di lotte a cui abbiamo assistito a partire dal secondo dopoguerra.

Come Open Memory crediamo che quella data più di ogni altre crea un legame con il presente, proprio perché simbolicamente racchiude le nuove metodologie di potere che negli anni a venire diventeranno sempre più sofisticate e feroci. Per questo abbiamo scelto di pubblicare una serie di documenti visionabili nel nostro archivio, che raccontano bene la greve atmosfera di quel periodo, ma anche la generosità e la tenacia con la quale compagne e compagni rispondono all’attacco con iniziative politiche di denuncia e solidarietà.

Il “teorema Calogero” era basato sulla mistificazione che esistesse un’unica direzione e un’unica organizzazione, articolata su più piani, che comprendeva movimenti, collettivi autonomi e compagini legate alla lotta armata. Un “teorema”, appunto, un presupposto basato sul nulla che è costato il carcere a centinaia di compagni e compagne, militanti rivoluzionari e protagonisti delle lotte e del conflitto di classe.

Non ripetiamo la storia, che è già molto conosciuta: questo teorema fantapolitico è stato smontato pezzo dopo pezzo nel processo. Nel troncone padovano il processo di primo grado portò direttamente all’assoluzione di tutti gli imputati il 30 gennaio del 1986 (quasi sette anni dopo gli arresti). Ma chi ripaga la sofferenza del carcere, degli arresti domiciliari, della latitanza cui molti furono costretti?

Più che i dettagli tecnici e giuridici, interessa lo spartiacque politico che tale operazione ha rappresentato, lo stravolgimento dello “Stato di diritto”, l’introduzione del concetto di emergenza e stato di eccezione che dava la possibilità da parte del legislatore di sospendere arbitrariamente i diritti democratici. Vengono introdotti i metodi inquisitori, l’inversione dell’onere della prova, la logica “cattolica” del pentitismo e della premialità per chi collabora. Insomma una vera e propria “fabbrica di mostri”!

Non solo. In questa fase emerge chiaramente l’uso dei media e la creazione di una narrazione “di regime” come forma centrale nella gestione emergenziale e di legittimazione di questo vero e proprio rovesciamento del diritto, questione di estrema attualità.

Eppure, il teorema Calogero non cade come un fulmine a ciel sereno: deve essere inserito in un ben preciso contesto storico, dove le lotte operaie, studentesche, antimperialiste, assieme a quelle messe in atto da un nuovo proletariato sociale mobile e precario nella fabbrica diffusa, hanno davvero fatto tremare i padroni sul piano internazionale.

Per sintesi ricordiamo alcuni passaggi, che ci aiutano a inquadrare il contesto storico nazionale e internazionale. Nel 1973 venne fondata la Trilateral, una commissione mondiale che riunì i potenti della terra, leader politici, banchieri, tecnocrati, il fior fiore del capitalismo internazionale e che aveva lo scopo di dare forma a un nuovo ordine mondiale, ponendo in particolare dei limiti alla democrazia rappresentativa e allo stato di diritto. Insomma, una sorta di internazionalismo controrivoluzionario che ha dato avvio alla svolta “neoliberista” dei poteri globali.

In Italia nel 1975 viene varata la Legge Reale: più poteri alla polizia, intercettazioni, carcerazione preventiva, più possibilità per le forze dell’ordine di usare armi da fuoco.

Nel 1979 il già citato teorema Calogero, che facendo leva sul precedente reato di associazione a delinquere, la trasforma in associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico per colpire le lotte dei movimenti.

Infine la legge Cossiga del 1980 che introduce l’articolo 270 bis, a coronamento del pentitismo e della “caccia alle streghe, rendendo permanente lo stato di eccezione.

Il quadro politico in cui avvengono questi processi storici è il “compromesso storico” voluto dal PCI fin dal 1973, che sdogana il concetto di “governo di unità nazionale” ed è accompagnato dalla logica dell’austerity avallata dai principali sindacati del Paese. Non è un caso che il teorema Calogero sia stato concepito proprio dal PCI padovano, con incontri privati tra il magistrato e i principali funzionari del partito. La logica che c’era alla base aveva come scopo annientare e distruggere tutto ciò che si muoveva in maniera autonoma da partito e sindacati nei processi organizzativi di classe e nelle lotte sociali. Logica che è andata oltre lo stesso “teorema Calogero” e che molto spesso ha condizionato i rapporti tra i successivi blocchi di potere cittadini e i movimenti autonomi.

Il 7 Aprile va inserito in un contesto repressivo che si concentra in gran parte sulla città di Padova. Ricordiamo l’operazione repressiva del 21 marzo, che precede di poche settimane il 7 aprile, sempre ordinata dal sostituto procuratore Calogero, con cui viene inaugurata l’applicazione politica del reato di “associazione per delinquere”. Inoltre, l’11 marzo 1980 e il 25 febbraio 1982 (il cosiddetto “blitz di Quaresima), sempre a Padova ci furono altre due ondate di arresti di massa che colpirono militanti e collettivi di movimento, di studenti, lavoratori e territoriali.

Sul piano nazionale il concetto stesso di emergenza e di stato di eccezione si rendono permanenti, ripresentandosi lungo il corso degli anni in varie fasi e modalità: basti pensare anche oggi alla magistratura torinese e al suo accanimento contro i militanti no tav, con l’uso del reato associativo, la carcerazione preventiva, i fogli di via, il divieto di dimora, la rottura dei legami sociali e con la propria comunità.

Foto di copertina di Tano D’Amico.

Di seguito una galleria di documenti storici, che trovate conservata nella sede del centro studi e documentazione Open Memory, in vicolo Pontecorvo 1/a.

Volantino Collettivi Politici Veneti contro operazione repressiva a Padova 21 marzo 1977Volantino Collettivi Politici Veneti contro operazione repressiva a Padova 21 marzo 1977

Volantone Collettivi Politici Veneti et al contro operazione repressiva a Padova 21 marzo 1977 pt1

Volantone Collettivi Politici Veneti et al contro operazione repressiva a Padova 21 marzo 1977 pt2Volantone Collettivi Politici Veneti et al contro operazione repressiva a Padova 21 marzo 1977 

Volantino per manifestazione regionale -11 Aprile 1979 pt1

Volantino per manifestazione regionale -11 Aprile 1979 pt2Volantino per manifestazione regionale -11 Aprile 1979 pt2

Copertina Rivista Sette Aprile (supplemento Lotta Continua)Copertina Rivista Sette Aprile (supplemento Lotta Continua)

Copertina Potere Operaio Speciale 7 AprileCopertina Potere Operaio Speciale 7 Aprile

Tazebao Università contro repressione (Aprile 1979) pt1

Tazebao Università contro repressione (Aprile 1979) pt2Tazebao Università contro repressione (Aprile 1979) pt2

Comitato 7 Aprile Padova - Volantino 12 ottobre 1979Comitato 7 Aprile Padova - Volantino 12 ottobre 1979

Comitato 7 Aprile - Volantino 1 dicembre 1979Comitato 7 Aprile - Volantino 1 dicembre 1979

Copertina Sospettare e Punire - dicembre 1979Copertina Sospettare e Punire - dicembre 1979

Fumetto Comitato 7 Aprile Rovigo

Fumetto Comitato 7 Aprile RovigoFumetto Comitato 7 Aprile Rovigo

Volantino per manifestazione Comitato parenti arrestati 11 marzo - 4 giugno 1980Volantino per manifestazione Comitato parenti arrestati 11 marzo - 4 giugno 1980

Copertina Settimanale Autonomia - marzo 1989Copertina Settimanale Autonomia - marzo 1989

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