Bassa Padovana: Italcementi contro i comitati

L’azienda chiede 200 mila euro per danni morali alle associazioni che si oppongono al revamping dello stabilimento di Monselice

1 / 2 / 2011

Italcementi contro i comitati!

Il conflitto tra comitati della bassa padovana e Italcementi si arricchisce di un nuovo capitolo: la richiesta di condanna per diffamazione con relativa pena pecuniaria di 200 mila euro per danni morali, nei confronti dei rappresentati dei comitati “Lasciateci respirare” e “E noi?” da parte della multinazionale del cemento.

Sotto accusa il testo di alcuni volantini e, soprattutto, della diffida presentata contro l’intenzione dell’azienda di installare un nuovo impianto – revamping – nello stabilimento di Monselice in provincia di Padova. Un “messaggio” chiaro da parte di Italcementi contro quanti in questi anni si sono mobilitati, hanno promosso iniziative, sottoscritto documenti, diffide e appelli per impedire che, con la costruzione del “revamping”, si prospetti per il territorio la “condanna” per altri 25 anni minimo di un carico inquinante riconosciuto dalle stesse istituzioni regionali come emergenziale.
Subito dopo i pareri positivi del Comune, dell’Ente Parco dei Colli Euganei e soprattutto della Provincia alla richiesta di attuazione del “revamping” con una torre alta 89 metri è arrivata, guarda caso, la mossa della direzione di Italcementi, mentre i comitati e alcune amministrazioni locali della zona hanno preannunciato il ricorso al Tar contro questa decisione e gli atti deliberatori in tal senso.

Non solo protesta, ma anche proposte, nell’azione di lotta dei comitati che, in alternativa al “revamping”, hanno formulato alternative concrete che hanno trovato ampio consenso sociale ma scarso riscontro da parte delle istituzioni, troppo spesso prone alle volontà di Italcementi.
Anche il sindacato, in questo territorio, si è dimostrato quasi sempre sordo ad alternative di questo tipo, fidando solo sulle “garanzie occupazionali” legate, di volta in volta, ai progetti proposti dall’azienda. «Ma la realtà è ben altra – ha commentato l’ambientalista Francesco Miazzi, portavoce dei comitati - : una evidente riduzione del mercato del cemento e la maggiore redditività per le aziende data dalla esternalizzazione della produzione in Stati con minori controlli, limiti di emissione e costi del lavoro, che ha già ridotto significativamente l’occupazione in questi impianti e presto – revamping o non revamping – ad ulteriori rischi di forte ridimensionamento nel prossimo futuro.

L’ostilità verso i comitati da parte di Italcementi è data anche dalla capacità di coinvolgimento non solo dei cittadini ma anche di molte istituzioni locali che si sono dichiarate contrarie al “revamping”, come ad esempio i Comuni di Este e Baone che hanno depositato un ricorso al Tar contro gli atti a favore di questo progetto. «Purtroppo non tutti hanno avuto il coraggio di alzare la testa – continua Miazzi –. L’Ente Parco ha di fatto abdicato al proprio ruolo, disattendendo alle norme del proprio Piano ambientale.

Mentre continua a vessare i singoli cittadini per piccoli progetti di ristrutturazione domestica o per l’installazione di pannelli solari, si premura di non considerare una torre di 89 metri, quanto meno, incompatibile dal punto di vista paesaggistico ». I comitati non demordono. La citazione in giudizio, garantiscono, non li fermerà nella loro battaglia per la salute e per un diverso futuro di questo territorio, vocato a produzioni compatibili con il parco, foriere di vere possibilità di incremento occupazionale ed economico.

In questi giorni hanno presentato il ricorso al Tar per bloccare il progetto e rendere nulli gli atti e i pareri autorizzativi sinora emessi, e chiamano alla mobilitazione i cittadini per dare un segnale anche sociale ad Italcementi e a chi antepone il proprio interesse economico alla salute delle popolazioni di questo territorio.

Mentre continuano ad arrivare prese di posizione contro il revamping dal mondo accademico ed associazionistico ambientale va segnalata il comunicato di solidarietà con i comitati della sezione di Padova di Italia Nostra che condanna la citazione in giudizio di Italcementi ribadendo un giudizio negativo sul progetto revamping.

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