Il collettivo studentesco di Trento interrompe la seduta tra i sindacati confederali e l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso

Basta tagli, no concertazioni, riprendiamoci 8,5 milioni

L'assemblea Studenti Trento rilancia già la prossima iniziativa per venerdì 7 dicembre con una critical mass che attraverserà la città

3 / 12 / 2012


In tutta Italia da mesi  gli studenti medi si stanno mobilitando contro i tagli e le politiche d’austerity,  e anche oggi a Trento la voce del collettivo studentesco si è fatta sentire.

Infatti nel pomeriggio si è svolto, nel palazzo della Provincia, un incontro tra i segretari di CGIL, CISL e UIL e l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso; un incontro volto a "giustificare" i prossimi tagli di 8,5 milioni di euro che subirà la scuola pubblica.

Un tavolo di discussione a porte chiuse, senza quindi coinvolgere la sfera studentesca, "gli Stati generali della scuola trentina" o molto più semplicemente Fenalt, ossia il sindacato autonomo dei dipendenti della Provincia ed enti locali del Trentino, nonchè l'organo a cui fanno riferimento un cospicuo numero di insegnanti, gli stessi che probabilmente subiranno gli effetti immediati di questi tagli.

Gli attivisti dell'assemblea studenti Trento hanno deciso di bloccare il consiglio irrompendo nel palazzo della Provincia, per poi "smantellare" simbolicamente la sala nella quale si stava svolgendo l'incontro, portando fuori sedie e tavoli in corridoio, dove si è poi svolta un'assemblea pubblica; lanciando i prossimi appuntamenti di mobilitazione del collettivo, primo tra tutti una critical mass venerdì 7 dicembre alle ore 14.30.

Porta la tua bici e lotta insieme a noi!

Assemblea studenti Trento

qui sotto il comunicato

In tutta Italia da mesi  gli studenti medi si stanno mobilitando contro i tagli e le politiche d’austerity. Le strade di oltre 100 città italiane sono state attraversate il 5 ottobre, il 12 ottobre, il 14 novembre e il 24 novembre aspettando una nuova giornata di mobilitazione assieme ai lavoratori e lavoratrici FIOM il 6 dicembre. La risposta del governo tecnico Monti, il governo non eletto dei banchieri, è stata quella delle manganellate e dei divieti. Oramai sembra diventata prassi che un reparto che dovrebbe gestire il (dis)ordine pubblico possa picchiare studenti minorenni, non ultimo l’episodio avvenuto a Verona un paio di giorni fa. Noi abbiamo deciso, da Palermo a Trento, di rispondere alle manganellate e ai divieti con la riappropriazione di ciò che è nostro, di nuovi e vecchi spazi di libertà, di centinaia di istituti superiori, dimostrando ancora una volta come solo ripartendo da una mobilitazione allargata e radicale nelle pratiche, si possa mettere in discussione lo stato di cose presente.

Oggi a Trento, attorno ad un tavolo, anche se rotondo comunque poco democratico, si incontrano i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil assieme all’assessora all’istruzione Marta Dalmaso per discutere a  “porte chiuse”  sull’ennesimo taglio da regalare all’istruzione pubblica. Già si sa il ruolo che in queste fasi hanno i sindacati confederali, lo abbiamo visto ripetutamente in molte situazioni; ci ricordiamo benissimo le parole gettate al vento contro la “delibera Dalmaso”, che tanto destò numerosi malumori tra corpo docente e studenti. Ci ricordiamo benissimo che mentre in tanti e tante ci mettevamo in gioco per difendere la nostra scuola, la Cgil scappò a Roma a protestare contro i tagli dell’allora ministra Gelmini dimenticandosi (?) di avere il nemico in casa.                      

I sindacati si stanno dimostrando semplicemente organi burocratici e solamente atti a concertare, a discapito di quella classe di lavoratori e lavoratrici che dovrebbero difendere. Noi al posto della concertazione preferiamo lottare e mobilitarci, perché solo risvegliando dal basso le coscienze critiche può avvenire una r-esistenza negli istituti superiori. Oggi noi rigettiamo le vostre finte discussioni, il vostro finto dialogo, e ribadiamo fin da subito, che quegli 8,5 milioni che volete togliere al comparto scuole, ce li riprenderemo.

Un taglio che comporterà  una mancata assunzione di altri 310 docenti precari;

Un taglio che vuole ridurre le spese nell’istruzione pubblica facendo pagare la crisi al mondo della scuola precaria.

Noi rifiutiamo questi  tagli, ribadendo che la crisi strutturale che stiamo vivendo è stata causata da altri, da coloro che governano, da banchieri avidi e approfittatori, da una politica provinciale che difende le lobby del mattone finanziando e favorendo nuovi poli scolastici inutili (vedi il progetto Italcementi).

Un taglio che ha il costo di 4 rotatorie trentine. O ci ridate gli 8,5 milioni o ci riprenderemo tutto, dalle scuole alle 4 rotatorie, assieme a tutto il mondo della formazione.

Assemblea studenti Trento

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Basta tagli