Blockupy Frankfurt, Blockupy Europe!

"We want to Blockupy Europe, through living struggles and conflicts": l'appello europeo risultato del meeting internazionale del 27 Aprile a Francoforte

30 / 4 / 2013

L'intensa e partecipata assemblea internazionale, sabato 27 aprile si conclude con un appello delle reti e dei movimenti Europei verso l'appuntamento di Blockupy Frankfurt 2013.

"There is no possible compromise with the power that is shaping and driving the governance of crisis in Europe.

..we want to actually blockupy this Europe and to rebuild our Europe from the grassroots: through living struggles and conflicts that are open, viral and mutant; social practices that can be invented, replicated and run by all of us.
..

So we’ll be in Frankfurt to give strength and body, in thousands and thousands, to the struggle against the crisis, the Troika, against those that shaped this Europe that we do not want anymore. All those who want to deprive us of what makes life worth living, what we want, we need, we deserve, must go away"


Il testo inglese è accessibile sul sito di Blockupy e lo riportiamo qui a fianco in pdf.

Qui sotto la traduzione italiana.


DAI CONFINI DELLA CRISI AL CENTRO DEL DEL POTERE.

 
Ovunque resistiamo e ci ribelliamo contro la crisi e la sua governance, ovunque sosteniamo con forza i conflitti e le lotte vive, e da ciò vogliamo ripartire per costruire la trama di una Europa costituita dal basso.

L'Europa in cui viviamo oggi, ben distante da pensieri nobili del passato, è stata costituita dall'alto, in un processo costretto nella cornice dell'ideologia neo-liberista da patti e accordi intergovernativi che tradiscono la necessità cogente di compiacere i mercati finanziari e i grandi capitali.

Il risultato è la concentrazione di potere nelle mani di pochi istituzioni che sono espressione diretta dei governi che fingono di essere i nostri.

 Coinvolgimento ed espressione diretti delle persone sulla costituzione Europea sono stati  evitati il più possibile, e ancor più lo saranno in futuro quando, come esplicitamente previsto, i parlamenti nazionali verranno semplicemente “informati” delle decisioni migliori da prendere paese per paese.

Il governo che la Troika impone è brutale e violento, basato sull'austerità imposta sulle nostre vite, sulla privatizzazione dei beni comuni, sui tagli alla spesa e alla solidarietà sociale, su un soffocante  controllo e una barbara oppressione dei migranti. 

 
Non c'è alcun compromesso possibile con il potere che sta determinando e guidando la governance dell'Europa e della crisi.


L'unica via d'uscita possibile è che sorga dal basso una opposizione sociale diretta, diffusa e autonoma, che non solo gridi la sua rabbia la governance, la crisi e i suoi protagonisti ma che anche costruisca conflitti efficaci e alternative del comune ad ogni livello, territoriale ed europeo.

Crediamo sia il tempo, nell'autonomia di tutti i movimenti, di tessere ed organizzare una rete di lotte che resista e che sia capace di riconquistare ciò di cui veniamo derubati: reddito garantito e solidarietà sociale, diritto all'abitare, accesso ai beni comuni come l'acqua, l'energia e trasporti, saperi di alto profilo, diritti sociali e del lavoro, libertà di movimento e la possibilità stessa di vivere con dignità e in libertà.

In questo modo noi intendiamo “Blockupy Europe”: ricostuire la nostra Europa dal basso, attraverso le lotte vive e i conflitti aperti, virali e “mutanti”, pratiche sociali che possano essere inventate, replicate e adottate da tutte e tutti.

 
L'Europa che immaginiamo non è quella angusta dei confini geografici imposti dai processi istituzionali. Noi pensiamo ad una Europa realmente Euro-Mediterranea, definita dai tratti comuni delle lotte differenti che avvengono contro la medesima imposizione brutale e violenta del neo-liberismo. La nostra è una nuova topografia delle lotte, e guardiamo a noi come ai Balcani, all'Europa dell'Est come all'area del sud mediterraneo, considerando le “primavere arabe” come parte viva del processo costituente che cerchiamo.

 
Tutti, ovunque, viviamo ai margini dell'Europa neo-liberale: la nostra vita è la crisi, e noi siamo costantemente spinti al margine della disperazione.

 
Non abbiamo intenzione di sopportare oltre. Vogliamo riprenderci la nostra vita, la nostra dignità, il nostro futuro, perché una vita senza futuro è meno di niente.

 
Rivolgiamo quindi un appello all'Europa a cui guardiamo, a chi sta lottando e a chi vuole lottare, a chi vuol calpestare i re e marciare verso il centro del potere perché non si possa raccontare che tutto va bene, perché non vi siano solo l'acquiescenza o la disperazione, perché sia evidente che i conflitti vivono ovunque e si stanno ora coalizzando in una nuova Europa.

 
Noi saremo a Francoforte, il 31 maggio ed il 1 giugno, prendendo parte alle azioni, al blocco delle BCE e alla manifestazione.

 
Saremo a Francoforte per dare forza e corpo, in migliaia e migliaia, alla lotta contro la crisi, la Troika, contro coloro che hanno determinato questa Europa che non è la nostra e che non vogliamo. 


Devono andarsene coloro che vogliono privare tutti noi di ciò che rende la vita bella, di ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che vogliamo, ciò che ci meritiamo.

 
Que se vayan todos! 

 
Con amore, rabbia, dignità.

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save the dates:

ci incontreremo

- nella settimana di mobilitazioni intorno al 15M

- a Francoforte per BLOCKUPY (31 maggio, 1 giugno)

- per la giornata di proteste internazionali promossa da “people united against the troika”/”que se lixe la troika”  il 1 giugno

- ad Atene, all'AlterSummit (7-9 giugno)

- Sempre e ovunque nei conflitti: Blockupy Europe! 

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