Làbas per le strade e i negozi di Bologna

Bologna - Per un Natale contro la crisi: riappropriamoci di ciò che è nostro!

Làbas e Babbo Natale si riprendono il Natale

14 / 12 / 2012

Oggi tra il gelo e la nebbia bolognese Làbas è sceso per le strade della città per riprendersi il Natale.

Dopo un mese di occupazione dell'ex Caserma Masini, Làbas è riuscita a tracciare nuovi schemi, è riuscito a rompere linearità e ha cambiato la geografia di Bologna. Non solo uno spazio abbandonato e lasciato al degrado è stato riaperto alla città, ma una potenza costituente sta prendendo forma. L'ex caserma masini e' diventata un bene comune, da difendere, da conquistare e con progetti, gestione e riqualifica dello spazio da portare avanti insieme a tanti. L'ex Caserma Masini diventa un esperimento: attraverso la riappropriazione è possibile ridare vita a uno spazio, riconsegnarlo alla collettività, è possibile trasformare un luogo abbandonato in uno spazio comune.

L'ex Caserma Masini liberata e occupata da Làbas si intreccia tra spazio da difendere, riqualificare e riconquistare, e spazio politico e sociale da rilanciare in città, scuole e università.
Un laboratorio contro la crisi che vive in via orfeo 46 ma che si ritrova nelle strade di Bologna, nelle assemblee, nelle scuole superiori, nelle facolta'. Sperimentiamo linguaggi e nuovo modo di stare insieme per costruire un'alternativa alla crisi, agiamo pratiche conflittuali per cambiare l'esistente.
Nonostante abbiamo cominciato a riappropriarci della ricchezza che produciamo ogni giorno, il nostro essere choosy, ci spinge a non accontentarci, e abbiamo voluto aggiungere un altro tassello al puzzle che stiamo componendo tutti insieme.

La crisi si fa sempre più pesante e diventa sempre più difficile riuscire ad arrivare a fine mese.

Per pagare l'affitto di casa devi destreggiarti tra mille lavoretti precari, andare al cinema e a teatro è diventato un lusso, per comprare l'ultimo best seller devi sperare che ti salti magicamente in borsa, per fare la spesa devi portarti dietro la calcolatrice come se fosse un problema di matematica da risolvere, per muoverti in libertà per la città con i mezzi pubblici o per spostarti da una città all'altra devi giocare a "guardie e ladri" con i controllori o pagare un biglietto a cifre improponibili per le tue tasche...altro che diritti, qua si parla solo di profitti...

Si inizia da Piazza Nettuno, sotto il grande albero di Natale che illumina il centro della città a festa, nonostante ci sia veramente poco da festeggiare in quest'anno di crisi. Ciò nonostante Làbas ha deciso di portare un po' di aria natalizia in giro per Bologna e soprattutto di realizzare i desideri che ormai neanche Babbo Natale riesce più a soddisfare.

Infatti quest'anno anche Babbo Natale sente gli effetti della crisi.
E i nostri desideri? Almeno Natale rimaneva l'ultima possibilità per ricevere dei regali.
E invece quest'anno anche Babbo Natale non sa come riempire i sacchi che di solito porta in giro sulla sua slitta. Per non parlare dell'impossibilità di muoversi tra una città e l'altra...la slitta e le renne costano troppo!
Proprio per questo Babbo Natale ha deciso di scendere in strada con Làbas: anche lui crede che la riappropriazione sia l'unica pratica possibile in tempi di crisi.
Quest'anno i regali sotto l'albero li ha portati Làbas.

Làbas oggi ha attraversato il centro di Bologna in maniera libera, senza divieti, in corteo selvaggio, con striscione colorato, addobbi natalizi, "Babbi" Natale, fumogeni, andando da un punto all'altro del centro, spostandosi in velocità, sanzionando diversi obiettivi responsabili di questa crisi, entrando in diversi negozi dove diventa sempre più difficile comprare, divertendosi e ballando con il sound, facendo rumore con i campanelli natalizi, regalando finte banconote da 50euro per pagare quello che non riusciamo più a permetterci (tasse universitarie, musei, cinema, teatri, autobus, treni, libri, spesa), finti biglietti dell'autobus e finti biglietti dei treni (per noi che non abbiamo alcun diritto alla mobilità), regalando cd audio e video da noi "autoprodotti" contro il copyright, riappropriandoci della ricchezza che deve essere redistribuita.

Le pratiche di riappropriazione diventano uno dei pochi modi possibili per contrastare la crisi in questi tempi difficili, per riprendersi la ricchezza che appartiene solo a pochi, a quell'1% che la nega al 99% che invece ha tutto il diritto di riappropriarsene.

In Piazza del Nettuno con striscione "Per un Natale contro la crisi: riappropriamoci di ciò che è nostro", fumogeni e sound, vengono lasciati sotto l'albero dei pacchi che sono simbolicamente i regali che in questo mese di occupazione Làbas ha fatto alla città e che vogliamo aumentare sempre di più insieme a tanti. Dall'occupazione del 13 novembre, al 14N con "toma la huelga", dal blocco delle casse alla Coop, al corteo antifascista contro Casa Pound, dal 24N perché studiare sia un diritto e non un lusso, all'apertura della campagna contro l'Atc (oggi Tper), l'azienda di trasporti cittadini che fa pagare cifre esorbitanti per un biglietto, dal 6D con gli studenti e gli operai, alla creazione dell'Orto libero di via Orfeo, dalla partecipazione e complicità con le tante scuole occupate, alle assemblee nelle scuole, in università, nel nostro spazio, dalla biblioteca di Làbas e la sua aula-studio, ai workshop che portano la potenza esplosiva dall'ex caserma Masini alla città: stiamo ridisegnando nuove mappe di una città "libera e pensante".

Da Piazza del Nettuno verso la sede dell'Atc (azienda trasporti cittadini), contro la quale qualche settimana fa abbiamo aperto la campagna "Atc evade, io vado", riprendendo e modificando la campagna contro l'evasione portata avanti invece dalla stessa azienda che poi evade al fisco quasi 2milioni di euro. Davanti all'Atc striscione, fumogeni e attaccati sulla porta d'ingresso manifesti e adesivi della nostra campagna contro il caro-biglietti e per il diritto alla mobilità.

Làbas si muove verso l'Apple Store, dove una delle tante vetrine sempre illuminate e dalle quali intravediamo la tecnologia che non riusciamo ma che vorremmo permetterci viene "decorata" con la scritta "io la crisi mela mangio".

Dall'Apple Store ci si sposta verso la Feltrinelli di piazza di Porta Ravegnana. Col megafono studenti e precari entrano nel negozio e distribuiscono le finte banconote (su cui sopra vi è consigliato l'uso: libri, musei, teatro, cinema, tasse universitarie,ecc), i finti biglietti dell'Atc e di Trenitalia per muoversi con libertà e senza pagare cifre esorbitanti, manuali "Dacci un taglio" contro la crisi. "I libri dovrebbero essere condivisi, non venduti a prezzi impossibili".

Altra tappa raggiunta è l'Unicredit di via Rizzoli, sanzionata con la scritta "a noi la ricchezza, a voi il debito". Consapevoli di vivere in un'Europa accomunata da processi di austerity, diktat di banche e BCE, si vuole esprimere con forza la necessità di un nuovo welfare all'interno di un'altra Europa da costruire che metta al centro diritti e dignità, per tracciare le linee di una "nuova" Europa che parla il linguaggio comune della ribellione, per riprendersi il diritto di scegliere sulle proprie vite.

Dopo l'Unicredit verso via Oberdan, attraversata tra musica , fumogeni e interventi al microfono. Fino ad arrivare alla Coop, dove si entra con megafono, sacchi pieni di "doni", tra cui cd audio e video "autoprodotti" contro il copyright.

Dopo la Coop si raggiunge in corteo selvaggio H&M in via Indipendenza.

Infine Làbas è tornato in Piazza del Nettuno, dove sotto l'albero sono stati messi i "doni" di Làbas e il sacco della "spesa" fatta durante il percorso.

Alla miseria del presente, alla povertà a cui vorrebbero lasciarci, noi abbiamo risposto e continueremo a rispondere con la ricchezza che vogliamo sprigionare in città partendo dal mettere in relazione con Làbas quella generazione "no future" che incontrandosi, sperimentando pratiche e linguaggi nuovi, si riprende il proprio presente e costruisce il proprio futuro.

In gioco ci sono le noste vite ricattate, precarie, in crisi, sfruttate, ma desiderose di vita degna, sogni possibili, ricchezza da riconquistare, obiettivi da praticare, progetti da costruire, piene di passioni, complicità e cooperazione da alimentare, idee da condividere, aspettative da realizzare, competenze e capacità, consapevoli di non essere disposte a svendersi nè a sentirsi in colpa.

Abbiamo scelto di aprire spazi come elementi di anomalia e alterità nella crisi, per agire la complessità, darsi nuove coordinate per riuscire a cambiare l'esistente in maniera sperimentale e dirompente, per sprigionare energie e pulsioni vitali per la città.

Non ci stiamo ad accettare il ricatto della crisi che ci vorrebbe tutti più poveri e senza diritti. Pezzo dopo pezzo ci riprenderemo tutto.

Oggi ci siamo ripresi un altro pezzetto di quello che ci spetta. Vogliamo andare avanti determinati, convinti che è possibile tracciare discontinuità e nuove coordinate se riusciamo a trovare insieme pratiche comuni, condivise, costituenti, che possono andare verso un'alternativa reale e praticabile. Partendo dal riappropriarci di ciò che ci spetta, consapevoli  di poter dettare tempi, determinare eventi, ci riprendiamo le nostre vite.

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Bologna 14/12/12 - Làbas alla Coop

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