Caserma Montello – La Milano degna si riprende le strade

2 / 11 / 2016

Riprendiamo la nota di Milano in Movimento dopo la manifestazione davanti alla caserma Montello, per ribadire che Milano è una città accogliente e antirazzista.

Milano è una città difficile, è noto. Sempre di corsa e affamata di denaro. Una città bulimica e dalla memoria piuttosto corta. Ma non è solo questo. E' una città capace di sorprenderti con slanci inaspettati che ti riscaldano.

Succede quando la Milano degna si manifesta e porta un po’ di sole, come oggi in Piazza Firenze, anche in una grigia giornata d’Autunno.

E’ la città capace di scendere in piazza a decine di migliaia per il Leoncavallo e Cox18, è la città dei grossi cortei contro i primi CPT, è la città delle centinaia di migliaia di persone mobilitatesi contro l'invasione dell'Iraq del Marzo 2003... è la città capace di scendere in piazza in più di 100.000 in una notte che molti ricordano pochi giorni dopo il massacro del G8 del Luglio 2001, è la città degli oceanici funerali di Fausto e Iaio e di un immenso corteo contro la Gelmini ai tempi dell'Onda.

Anche oggi quell'altro si è palesato. Diverse migliaia di persone hanno attraversato la piazza antirazzista davanti alla Caserma Montello per dire che i rifugiati non sono i barbari saccheggiatori pronti a massacrarci, ma sono esseri umani come noi.

Dopo mesi di incessante mobilitazione antirazzista dal basso oggi, in piazza, c'era un bel pezzo degli abitanti del Municipio 8 insieme alle realtà antifascista metropolitane.

La squadra di calcio di rifugiati Black Panthers con la bandiera che ricorda Davide "Dax" Cesare

E questo è un successo importante (e un po' insperato) in una fase storica in cui i discorsi "di pancia" virano da tutt'altra parte e i vari Casa Pound, Lega Nord, Lealtà Azione e Fratelli d'Italia hanno cercato di fare egemonia lanciando lo slogan "Milano come Gorino".

Ma si sono sbagliati. E mentre ieri sera razzisti e fascisti marciavano in duecento, isolati e rabbiosi, oggi in migliaia la Milano degna li cancellati dalla scena pubblica.

Un successo, lo ribadiamo, che non si vedeva da tanto e che è stato possibile da una sinergia virtuosa tra soggetti di base che hanno deciso di giocare questa partita in modo inclusivo ma fermo: una lezione importante sia per la pavida sinistra istituzionale (corsa a farsi selfie) sia per quanti amano invece distribuire pagelle, non comprendendo la forza di percorsi orizzontali e condivisi.

Certo una battaglia è vinta, ma, come dicevamo, a Milano ci sono tante piccole Goro e Gorino da combattere, tante zone dove gli imprenditori della paura e i razzisti strumentalizzano l’insicurezza sociale frutto della Crisi, trasformandola in odio xenofobo.

Perché come ricordava oggi qualcuno: "La battaglia inizia ora ed è tutta da combattere".

Noi ci saremo.

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